Global Risks 2024: misinformazione e disinformazione principale rischio a breve termine

- di: Barbara Leone
 
Basandosi su quasi due decenni di dati originali sulla  percezione dei rischi, il Global Risks Report 2024 del World Economic Forum segnala un panorama dei  rischi globali in cui si erode lentamente il progresso dello sviluppo umano, lasciando Stati e individui  vulnerabili a rischi nuovi e riemergenti. In un contesto di cambiamenti sistemici nelle dinamiche di potere  globali, nel clima, nella tecnologia e nella demografia, i rischi globali stanno spingendo al limite la  capacità di adattamento del mondo.  Questi sono i risultati del Global Risks Report 2024, pubblicato oggi, che sostiene che la cooperazione  su questioni urgenti a livello mondiale potrebbe ridursi sempre di più, richiedendo nuovi approcci per  affrontare i rischi. Due terzi degli esperti intervistati prevedono che nell'arco dei prossimi dieci anni si  svilupperà un ordine multipolare o frammentato, in cui potenze medie e grandi saranno in competizione  e stabiliranno, o imporranno, nuove norme e nuove regole.

Global Risks 2024: misinformazione e disinformazione principale rischio a breve termine

Il report, realizzato in collaborazione con Zurich Insurance Group e Marsh McLennan, si basa sulle  opinioni di oltre 1.400 esperti di rischi globali, policy maker e leader del settore, intervistati a settembre  2023. I risultati della survey mettono in luce un outlook globale a breve termine prevalentemente negativo, che si prevede possa ulteriormente peggiorare nel lungo periodo. Se infatti il 30% dei  partecipanti alla survey prevede un'alta probabilità di catastrofi globali nei prossimi due anni, guardando  ai prossimi 10 anni, tale dato raggiunge i 2/3 degli intervistati. 

Un ordine globale instabile, caratterizzato da narrazioni polarizzanti e da insicurezza, l'aggravarsi degli  impatti degli eventi climatici estremi e l'incertezza economica stanno accelerando lo sviluppo di alcuni  rischi, come quelli legati alla misinformazione e alla disinformazione - ha dichiarato Saadia Zahidi,  Managing Director, World Economic Forum -. I leader mondiali devono unirsi per affrontare le crisi a  breve termine e allo stesso tempo gettare le basi per un futuro più resiliente, sostenibile e inclusivo”.

Le preoccupazioni per il persistere della crisi del costo della vita e i rischi interconnessi di  misinformazione, disinformazione e polarizzazione sociale, alimentati dall'IA, dominano l’outlook dei  rischi per il 2024. Il nesso tra informazioni falsificate e tensioni sociali sarà protagonista in occasione  delle elezioni che si terranno in diverse importanti economie nei prossimi due anni. Il conflitto armato  tra Stati è tra le cinque principali preoccupazioni per i prossimi due anni. Con diversi conflitti in corso, le tensioni geopolitiche di fondo e il rischio di indebolimento della resilienza sociale stanno dando vita  a una propagazione dei conflitti. I prossimi anni saranno caratterizzati dal persistere dell’incertezza economica e dal crescere dei divari  economici e tecnologici. La mancanza di opportunità economiche è classificata al sesto posto tra i rischi  per i prossimi due anni. Nel lungo periodo, le barriere alla mobilità economica potrebbero aumentare,  privando di opportunità ampie fasce della popolazione. I Paesi a rischio di conflitti o vulnerabili al  cambiamento climatico potrebbero essere sempre più esclusi dagli investimenti, dalle tecnologie e dalla  relativa creazione di posti di lavoro. In assenza di percorsi di accesso a mezzi di sussistenza sicuri, le  persone potrebbero essere più inclini alla criminalità, alla militarizzazione o alla radicalizzazione.

Le minacce ambientali continuano a dominare il panorama dei rischi su tutti gli orizzonti temporali considerati. Due terzi degli esperti di tutto il mondo sono preoccupati per il possibile verificarsi di eventi  meteorologici estremi nel 2024. Questi ultimi, uniti ai cambiamenti critici nei sistemi terrestri, alla perdita  di biodiversità e al collasso degli ecosistemi, oltre che alla carenza di risorse naturali e all’inquinamento  rappresentano cinque dei dieci maggiori rischi che si ritiene di dover affrontare nel prossimo decennio.  Gli esperti intervistati non sono però d'accordo sull'urgenza di tali rischi: gli esperti del settore privato  ritengono che la maggior parte delle minacce ambientali si materializzerà su un orizzonte di tempo più  lungo rispetto agli appartenenti alla società civile o agli enti governativi, il che evidenzia un pericolo  crescente di oltrepassare un punto di non ritorno.

Il report invita i leader a ripensare le strategie per affrontare i rischi globali, focalizzando gli sforzi di cooperazione globale sulla rapida definizione di meccanismi di protezione contro i rischi emergenti più  disruptive, come ad esempio gli accordi per l'integrazione dell'IA nei processi decisionali legati ai  conflitti. Tuttavia, il report esplora anche altri tipi di azioni, che non devono dipendere esclusivamente  dalla cooperazione internazionale, come il rafforzamento della resilienza individuale e degli Stati attraverso campagne di alfabetizzazione digitale sulla disinformazione e sulla manipolazione delle  informazioni, o attraverso la promozione di una più intensa attività di ricerca e sviluppo nell’ambito della modellazione climatica e delle tecnologie in grado di accelerare la transizione energetica, coinvolgendo  sia il settore pubblico sia quello privato.

Le scoperte nel  campo dell'intelligenza artificiale rivoluzioneranno radicalmente l’outlook dei rischi per le organizzazioni,  molte delle quali avranno difficoltà a reagire alle minacce derivanti dalla disinformazione, dalla  disintermediazione e dagli errori strategici - ha dichiarato Carolina Klint, Chief Commercial Officer, Europe, Marsh McLennan -. Allo stesso tempo, le aziende devono affrontare catene di  approvvigionamento rese più complesse dalla geopolitica e dai cambiamenti climatici, nonché minacce  informatiche dovute a un numero crescente di attori malintenzionati. Sarà necessario un impegno  costante per costruire la resilienza a livello organizzativo, nazionale e internazionale, nonché una  maggiore cooperazione tra settore pubblico e privato per muoversi in questo panorama di rischio in  rapida evoluzione”. Del resto, come sottolineato da  John Scott, Head of Sustainability Risk, Zurich Insurance Group, “Il mondo sta subendo  trasformazioni strutturali significative per via dell'intelligenza artificiale, dei cambiamenti climatici, delle  evoluzioni nello scenario geopolitico e delle transizioni demografiche. Si stanno intensificando i rischi  già noti e stanno emergendo nuove minacce, ma con esse si aprono anche opportunità. Azioni  condivise e coordinate a livello internazionale fanno la propria parte, ma le strategie localizzate sono  fondamentali per ridurre l'impatto dei rischi globali. Le azioni individuali dei cittadini, delle aziende e dei  singoli Paesi possono contribuire a ridurre i rischi globali, contribuendo a un mondo migliore e più  sicuro”.

Il Global Risk Report è un pilastro della Global Risk Initiative del Forum che mira a sensibilizzare e  generare consenso sulle minacce globali attuali, così da promuovere la preparazione al rischio e la  resilienza. Il Global Risks Consortium, un gruppo di leader aziendali, governativi e accademici, svolge  un ruolo fondamentale nella trasformazione delle previsioni sui rischi in idee per azioni proattive, nonché  nel supportare i leader con le conoscenze e gli strumenti necessari ad affrontare le crisi emergenti e  creare un mondo più stabile e resiliente.

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