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Nagel: “Banca Generali è il nostro obiettivo da sempre”

- di: Jole Rosati
 
Nagel: “Banca Generali è il nostro obiettivo da sempre”
Nagel: Banca Generali è l’obiettivo da sempre | Mediobanca
Il Ceo di Mediobanca rivela che dal 2020 il progetto è sul tavolo: con l’ok Bce e l’assemblea del 21 agosto si decide il futuro del wealth management italiano.

Nagel (foto) scopre le carte: Banca Generali nel mirino da anni

Alberto Nagel non si nasconde più. Alla vigilia dell’assemblea di Mediobanca del 21 agosto 2025, il ceo ha chiarito che Banca Generali è da anni “l’obiettivo privilegiato” di Piazzetta Cuccia, perché “l’integrazione ha un fondamento industriale e strategico evidente”.

Nagel ha ricordato che già nel 2020 erano state avanzate proposte a Trieste, e che dunque non si tratta di un’iniziativa improvvisata ma di un disegno perseguito da tempo. “Il mercato e i consiglieri di Assicurazioni Generali ne erano perfettamente al corrente”, ha aggiunto.

Operazione trasparente e senza due diligence

Mediobanca ha chiarito anche i contorni tecnici: nessuna due diligence formale per determinare il concambio azionario, perché l’operazione è strutturata come offerta pubblica indistinta a tutti i soci. Le valutazioni vengono dunque condotte “sulla base di dati pubblici, rispettando la parità informativa”, ha ribadito la banca.

L’intento dichiarato è quello di rafforzare e stabilizzare i rapporti già in essere con Assicurazioni Generali, consolidando flussi economici e commerciali che oggi incidono direttamente nei bilanci dei due gruppi. Per ora però, da Trieste arriva un messaggio chiaro: Banca Generali non intende sedersi al tavolo.

Il via libera della Bce e il voto decisivo

Ieri 18 agosto è arrivato un tassello fondamentale: la Bce ha autorizzato Mediobanca a salire oltre il 10% dei propri fondi propri consolidati per portare avanti l’operazione. Ora tocca agli azionisti pronunciarsi.

Il voto del 21 agosto, dopo il nulla di fatto di giugno, sarà decisivo: “Gli investitori devono potersi esprimere liberamente su una scelta strategica di lungo termine”, ha sottolineato Nagel.

Gli advisor: Glass Lewis e Iss dicono sì

Sul fronte dei consulenti alla governance, Glass Lewis ha rinnovato la raccomandazione di votare a favore dell’operazione, confermando il parere già espresso a luglio. Anche ISS, il colosso concorrente, resta schierato a sostegno della proposta.

La partita più ampia: il risiko bancario italiano

Il progetto Nagel non si colloca nel vuoto. In Italia è in corso un consolidamento bancario senza precedenti, con partite incrociate tra istituti e gruppi assicurativi. Monte dei Paschi di Siena ha presentato un’offerta ostile da oltre 12 miliardi di euro per Mediobanca, costringendo quest’ultima a muovere in fretta per difendere il proprio perimetro strategico.

Come risposta, Mediobanca ha varato un piano da 4,9 miliardi di restituzione agli azionisti in tre anni e un’offerta su Banca Generali da oltre 6 miliardi di euro, in larga parte basata su titoli di Assicurazioni Generali con un premio di circa l’11%.

Nagel gioca la carta del wealth management

Dietro la mossa c’è una strategia chiara: spostare il baricentro di Mediobanca verso il wealth management, settore che promette margini e stabilità più solidi rispetto al corporate & investment banking. Una visione coerente con il piano industriale 2023-26 “One Brand One Culture” e con la volontà di diventare un player europeo del risparmio gestito.

La resa dei conti il 21 agosto

La battaglia è appena iniziata. Con il via libera della Bce in tasca e i proxy advisor schierati, Nagel si presenta all’assemblea del 21 agosto con le carte in regola. Resta da vedere se gli azionisti sposeranno il progetto e se Trieste accetterà, suo malgrado, un matrimonio che potrebbe ridisegnare il panorama finanziario italiano.

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