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Rottamazione quinquies, le trappole da evitare

- di: Matteo Borrelli
 
Rottamazione quinquies, le trappole da evitare
 

È la rottamazione “lunga” (fino al 2035), ma anche la più punitiva sugli errori. Qui non si vince con la speranza: si vince con il calendario e con i nervi saldi.

La quinquies promette respiro: rate bimestrali, interessi contenuti, sanzioni e interessi di mora che spariscono dal conto. Ma il rovescio della medaglia è netto: ti lascia entrare solo se rientri nel perimetro giusto e poi ti chiede puntualità chirurgica. La differenza tra “affare” e “disastro” sta in due righe del piano pagamenti.

La prima trappola è credere che “qualunque cartella” sia rottamabile. No: la quinquies è costruita soprattutto sui debiti da omesso versamento collegati a dichiarazioni presentate (quindi chi ha dichiarato ma non ha pagato). Se il debito nasce da percorsi diversi, il rischio è semplice e crudele: fai domanda, ti illudi, poi scopri che quel carico non era davvero “dentro”.

Tradotto: prima di inseguire lo sconto, bisogna leggere la “genesi” del debito. Non basta avere un importo scritto su una cartella: conta da dove arriva. È il punto su cui si incastrano molti contribuenti, perché la narrazione pubblica tende a semplificare, mentre la norma fa selezione.

La seconda trappola è la decadenza “senza pietà”. Qui non c’è spazio per l’arte di arrangiarsi: se salti l’unica rata, oppure se non paghi due rate (anche non consecutive), oppure se manchi l’ultima, la definizione non produce effetti. In pratica: ti ritrovi con il debito “pieno” e con quanto hai già versato che resta lì come acconto. È la regola che rende la quinquies un patto rigido, non una tregua morbida.

La terza trappola è la “falsa sicurezza” delle rate lunghissime. Sì, puoi arrivare fino a 54 rate bimestrali, quindi in teoria fino al 2035, e con rata minima di 100 euro. Ma più il piano è lungo, più aumentano le occasioni di inciampo: una dimenticanza, un F24 saltato, un problema di liquidità in un mese sbagliato. E qui non esiste il classico “poi recupero”: due scivoloni e salta tutto.

La quarta trappola è il costo del tempo. Gli interessi sulla dilazione sono al 3% annuo dal 1° agosto 2026: poco, ma non zero. Il piano lungo conviene se serve davvero a reggere il flusso di cassa. Se invece lo scegli “per sport”, rischi di pagare più del necessario solo perché hai allungato senza motivo.

La quinta trappola è pagare “a casaccio”. La disciplina sulla definizione agevolata è chiara: alcune somme versate sui carichi definibili possono restare definitivamente acquisite e non rimborsabili. Significa che muovere soldi prima di avere un quadro pulito (carichi, importi, piano) può trasformare una scorciatoia in un boomerang. Prima si ricostruisce il dossier, poi si paga.

La sesta trappola è pensare di “traslocare” automaticamente da una rottamazione all’altra. Molte letture operative segnalano che chi era in regola con la quater (rate scadute pagate al 30 settembre 2025) non può usare la quinquies come upgrade per allungare il piano: l’impianto non nasce per premiare chi ha già pagato puntuale, ma per gestire carichi ancora aperti e rientri di decaduti. È un punto che farà discutere, perché ribalta un’aspettativa molto diffusa.

E poi c’è la trappola più sottile: la quinquies non è solo uno sconto, è anche un “semaforo” nei rapporti con la pubblica amministrazione. Presentare la domanda e rispettare il percorso può incidere sulle verifiche di inadempienza e su alcune dinamiche operative (pagamenti e compensazioni). Ma è un beneficio che si regge su una condizione semplice: non rompere la catena dei pagamenti. Perché se decadi, non perdi solo lo sconto: perdi anche la stabilità che ti eri costruito.

Date: segnatele “in sbordine”

30 aprile 2026 – termine per inviare la domanda (procedura telematica).

30 giugno 2026 – comunicazione dell’Agente della riscossione con importi e piano.

31 luglio 2026 – prima rata o pagamento in unica soluzione.

1° agosto 2026 – decorrenza interessi di dilazione al 3% annuo.

30 settembre 2026 – seconda scadenza 2026 per chi rateizza.

30 novembre 2026 – terza scadenza 2026 per chi rateizza.

Nota operativa: la quinquies è una misura che premia la precisione. Se hai dubbi sul perimetro dei carichi o sul rischio di decadenza, l’unica strategia sensata è verificare prima i debiti definibili e poi scegliere un piano che puoi rispettare davvero, non quello che “suona meglio”.

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