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File Epstein, accuse shock: foto Trump rimossa, rischio insabbiamento

- di: Vittorio Massi
 
File Epstein, accuse shock: foto Trump rimossa, rischio insabbiamento
File Epstein, accuse shock: foto di Trump rimossa e rischio insabbiamento
I democratici alzano il tiro: “Forse il più grande occultamento di sempre”.
 
(Foto: Donald Trump con la ministra Pam Bondi durante l’ultima campagna elettorale per le presidenziali).

Il caso Epstein si arricchisce di nuovi, esplosivi sviluppi. Dopo le polemiche su carte oscurate e nomi mancanti, ora l’accusa è ancora più diretta: una foto di Donald Trump sarebbe stata rimossa dal sito ufficiale del Dipartimento di Giustizia che ospita i file sul finanziere pedofilo.

A lanciare l’affondo è stato Chuck Schumer, leader dei democratici al Senato, che il 20 dicembre 2025 ha parlato apertamente di possibile insabbiamento storico.

“Se hanno tolto una foto, immaginate il resto”

Se hanno rimosso questa foto, immaginatevi quanto altro hanno cercato di nascondere”, ha scritto Schumer su X. Poi l’accusa più pesante: “Potrebbe essere l’insabbiamento più grande della storia americana”.

Secondo lo staff democratico, l’immagine mostrava Trump in un contesto legato ai materiali su Epstein ed era presente nella prima versione della pagina ufficiale. La sua scomparsa avrebbe ulteriormente minato la credibilità dell’operazione di trasparenza rivendicata dalla Casa Bianca.

Durbin promette un’indagine formale

Poche ore dopo è arrivato un secondo attacco, ancora più strutturato. Il senatore democratico Dick Durbin, figura di primo piano della commissione Giustizia del Senato, ha annunciato un’indagine parlamentare sulla divulgazione dei file Epstein, definendola senza mezzi termini “una violazione della legge federale”.

“Ieri avrebbe potuto essere una vittoria per le vittime e per la trasparenza verso l’opinione pubblica. Non lo è stata”, ha dichiarato Durbin il 20 dicembre 2025. “Dopo aver gestito in modo inadeguato questi documenti per tutto l’anno, l’amministrazione Trump sta ora proteggendo i ricchi e i potenti”.

“Hanno scelto Trump, non le vittime”

Durbin ha puntato il dito direttamente contro i vertici del Dipartimento di Giustizia, citando l’Attorney General Pam Bondi e figure chiave dell’apparato di sicurezza. “È servito un atto del Congresso per costringerli anche solo a prendere in considerazione l’idea di rendere giustizia”, ha accusato.

La frase più dura arriva subito dopo: “Avevano una scelta chiara: le vittime o Donald Trump. Hanno scelto Trump”.

Il senatore ha infine annunciato che i democratici della commissione Giustizia del Senato apriranno un’indagine formale per chiarire se la legge sulla divulgazione sia stata violata e se il pubblico sia stato deliberatamente ingannato.

Un clima sempre più incandescente

Queste nuove accuse si inseriscono in un contesto già esplosivo: documenti parzialmente oscurati, polemiche bipartisan, minacce di impeachment e la rabbia delle vittime, che da anni chiedono verità complete.

La Casa Bianca continua a difendere la pubblicazione come un atto di trasparenza senza precedenti. Ma tra foto scomparse, silenzi presidenziali e promesse di indagini, il caso Epstein sta diventando sempre più un terremoto politico, destinato a scuotere Washington ancora a lungo. 

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