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Pil Usa a +3,3 %, reazioni positive ma anche cautela tra gli analisti

- di: Jole Rosati
 
Pil Usa a +3,3 %, reazioni positive ma anche cautela tra gli analisti
Pil Usa +3,3%: consumi forti, Fed prudente
Cresce la fiducia dei consumatori, resilienza dell’economia e timori sul futuro della Fed.

Pil e consumi: dati più robusti del previsto

Il dipartimento del Commercio americano ha confermato una crescita del Prodotto interno lordo nel secondo trimestre al tasso annuo del 3,3 %, rivisto al rialzo rispetto al 3 % della prima lettura e nettamente superiore al +3,1 % atteso dagli analisti. Il calo vigoroso delle importazioni (quasi −30 %) ha dato un contributo decisivo al rialzo del Pil, mentre spese dei consumatori e investimenti privati hanno mostrato una sorprendente vivacità.

Un dato chiave, la misura “real final sales to private domestic purchasers”, è salita all’1,9 % (precedentemente stimata all’1,2 %).

Reazioni e commenti: tra ottimismo e prudenza

Gli analisti reagiscono con cauta soddisfazione.

Bessent, su X: “i dati mostrano che i dazi non stanno pesando su prezzi o consumi”.

Richard Flax, chief investment officer di Moneyfarm, sottolinea che “l’economia è un po’ più solida di quanto temuto”.

Jennifer Lee, BMO Capital Markets, osserva: “non c’è urgenza per i policymaker, almeno guardando ai dati”.

Il Dow Jones evidenzia la resilienza dell’economia Usa, in attesa del prossimo report sull’inflazione al consumo.

Una spinta inattesa – ma alcune criticità restano

Il forte calo delle importazioni, che ha sostenuto artificialmente il Pil, suggerisce che la crescita potrebbe non essere completamente autosufficiente. Inoltre, il settore pubblico continua a registrare contrazione: la spesa federale è scesa del 4,7 % rispetto al trimestre precedente. L’investimento privato, seppur migliorato, ha ristagnato con una flessione annua del 13,8 % — la peggiore da metà 2020.

Cosa significa tutto questo per la Fed?

L’economia mostra una ripresa più vigorosa del previsto e, con consumi forti e investimenti migliorati, la pressione su una riduzione dei tassi d’interesse potrebbe allentarsi. Come nota Jennifer Lee, “non c’è fretta per la politica monetaria”. Tuttavia, le fragilità nel settore privato e la persistente debolezza nell’investimento suggeriscono che un taglio potrebbe comunque essere considerato, soprattutto in presenza di dati più tiepidi nei prossimi mesi.

Atmosfera economica: ottimismo con riserva

Contesto di breve termine: l’economia Usa supera le aspettative grazie a consumi solidi e calo delle importazioni.

Scenari futuri: dipendono dalla sostenibilità degli investimenti e dal comportamento dei consumatori in un contesto di incertezze globali e politiche.

Politica monetaria: la Fed può concedersi una pausa, ma restano segnali di debolezza strutturale su cui vigilare.

Un Pil che sorprende al rialzo e alimenta fiducia — ma la sua solidità dipende da consumi e investimenti, con ombre che restano sul quadro macro e sulle decisioni future della Fed.

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