Chiusure complete in Europa, con valute e materie prime: Piazza Affari zavorrata dall’energia, mentre il Dax fa la voce grossa e Wall Street resta in equilibrio a metà seduta.
L’Europa riparte dopo la pausa dell’Epifania e lo fa con il classico copione “a scacchiera”: una mano compra, l’altra incassa. Il risultato è una seduta dal passo irregolare, dove Francoforte chiude con il sorriso e Milano resta indietro, schiacciata dalla discesa dei titoli legati al petrolio e da un rientro dell’appetito per il rischio che non diventa mai davvero corsa.
In Italia, il mercato ha avuto un protagonista tecnico ben riconoscibile: Italgas, spinta dall’effetto dell’operazione annunciata da Snam sul fronte obbligazionario. In filigrana, il messaggio è chiaro: il mercato premia le mosse che alleggeriscono il costo del capitale e rendono più leggibile la gestione della partecipazione, anche a costo di un po’ di “rumore” di breve periodo. E infatti la seduta ha mostrato una Piazza Affari capace di premiare singole storie, pur restando timida sull’indice.
Tutte le principali chiusure delle Borse europee (valori e variazioni):
Stoxx Europe 600 603,90 (-0,23%)
Euro Stoxx 50 5.927,66 (-0,10%)
Francoforte (DAX) 25.098,53 (+0,83%)
Parigi (CAC 40) 8.231,64 (-0,07%)
Londra (FTSE 100) 10.047,66 (-0,74%)
Milano (FTSE MIB) 45.671,50 (-0,18%)
Amsterdam (AEX) 979,15 (-1,26%)
Madrid (IBEX 35) 17.596,40 (-0,29%)
Zurigo (SMI) 13.318,00 (-0,17%)
La fotografia complessiva dice “Europa cauta”, ma con dinamiche molto diverse: il Dax è stato il più tonico tra i big, mentre Londra ha sofferto una seduta più pesante. Amsterdam è stata la più debole tra le piazze monitorate, con una flessione più netta che ha fatto la differenza nella parte nord del continente.
Milano chiude poco mossa ma sotto lo zero, con una seduta che sembra costruita a strappi: un’accelerazione sui singoli titoli e una frenata sull’indice quando entrano in scena energia e petroliferi. Nel resto dei listini domestici, la giornata è più vivace: FTSE Italia Mid Cap tonico e FTSE Italia Small Cap in territorio positivo, a conferma che la propensione al rischio non è sparita, semplicemente si è spostata di corsia.
I migliori e i peggiori di Borsa Italiana (dati Milano, 7 gennaio 2026).
FTSE MIB – maggiori rialzi: Telecom Italia (+5,78%), Italgas (+5,39%), Fincantieri (+5,34%), Leonardo (+5,09%), A2A (+4,38%).
FTSE MIB – maggiori ribassi: Eni (-4,65%), Tenaris (-3,49%), Saipem (-3,48%), Moncler (-2,72%), Nexi (-2,41%).
FTSE Italia Mid Cap – maggiori rialzi: Technoprobe (+6,81%), Caltagirone (+4,27%), Avio (+4,25%), Iren (+3,90%), Alerion Clean Power (+3,83%).
FTSE Italia Mid Cap – maggiori ribassi: LU-VE (-2,75%), MFE A (-2,73%), Salvatore Ferragamo (-2,66%), Fiera Milano (-2,17%), Technogym (-2,06%).
FTSE Italia Small Cap – maggiori rialzi: Caleffi (+6,29%), Sys-Dat (+4,22%), Trevi Finanziaria Industriale (+3,93%), Seri Industrial (+3,84%), Immsi (+3,39%).
FTSE Italia Small Cap – maggiori ribassi: Aeffe (-5,09%), Tessellis (-5,02%), Dexelance (-4,02%), Softlab (-3,66%), Landi Renzo (-3,46%).
Sul fronte valute, l’euro resta praticamente inchiodato: EUR/USD a 1,1691, in lieve progresso (+0,02%). È una stabilità che racconta una seduta più “di posizionamento” che di convinzione: nessuna fuga dal dollaro, ma neppure un ritorno deciso verso la valuta americana.
Materie prime: qui si vede la parte più rumorosa della giornata. Petrolio in flessione su entrambe le qualità principali, con WTI a 56,19 dollari (-1,65%) e Brent a 60,07 dollari (-1,04%). Sul gas, quadro spaccato: i future USA corrono (Natural Gas 3,516, +4,96%), mentre il riferimento europeo ICE Dutch TTF arretra (38,86, -4,38%). Oro debole: Gold Futures 4.473,96 dollari l’oncia (-0,49%).
Capitolo spread: il differenziale Btp-Bund è stato osservato speciale già dall’avvio (con indicazioni in area 69 punti base), ma nel corso della giornata ha mostrato una tendenza al rialzo fino a segnalazioni intorno a 75 punti base. Il rendimento del Btp decennale si muove in area 3,47%, con un mercato obbligazionario che, più che cambiare direzione, sta aggiustando il passo in vista delle prossime mosse di politica monetaria e dei dati macro in arrivo.
A metà seduta negli Stati Uniti, Wall Street non offre un traino netto all’Europa: S&P 500 sostanzialmente sopra la parità (+0,21%), Nasdaq in lieve progresso (+0,67%) e Dow Jones appena sotto (-0,19%). È un equilibrio che somiglia a una pausa di respirazione: gli investitori americani sembrano più interessati a non sbilanciarsi che a dettare una direzione globale.
In sintesi, la seduta del 7 gennaio consegna un’Europa in modalità “selettiva”: pochi acquisti convinti sull’indice, ma molta attenzione alle singole storie. A Milano, la dimostrazione sta tutta nello scarto tra i protagonisti di giornata e il listino che fatica a cambiare marcia. E il mercato, con una freddezza quasi chirurgica, sembra ripetere il suo mantra: "premio le operazioni che chiariscono la traiettoria e punisco ciò che mi complica il quadro".