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Il DL “Economia” interviene su cripto-attività, antiriciclaggio e start-up: proroghe, nuove soglie e presidi rafforzati

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Il DL “Economia” interviene su cripto-attività, antiriciclaggio e start-up: proroghe, nuove soglie e presidi rafforzati

Il Decreto Legge 30 giugno 2025, n. 95, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, introduce una serie di misure rilevanti che toccano alcuni dei comparti più dinamici e al contempo più esposti ai rischi sistemici del sistema economico e finanziario italiano. Tra questi, spiccano le cripto-attività, oggetto di una proroga dei termini di adeguamento alla disciplina europea contenuta nel Regolamento (UE) 2023/1114 (MiCAR).

Il DL “Economia” interviene su cripto-attività, antiriciclaggio e start-up

I prestatori già attivi sul mercato potranno presentare istanza di autorizzazione entro il 30 dicembre 2025, con possibilità di operare in regime transitorio fino al 30 giugno 2026. La proroga riguarda anche i soggetti autorizzati in altri Paesi UE. In parallelo, viene attribuito alla Consob un raggio d’azione ampliato, che consentirà all’autorità di vigilanza di presidiare in modo più stringente un settore in rapida espansione e ad alto contenuto tecnologico. Per i fornitori di servizi su cripto-attività (CASP), diventa obbligatoria la designazione di un punto di contatto centrale nel territorio italiano, a garanzia di una maggiore aderenza alle normative in materia di antiriciclaggio.

Antiriciclaggio e sicurezza finanziaria, il ruolo rafforzato del CSF
Nel quadro del contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo, il decreto potenzia le funzioni del Comitato di Sicurezza Finanziaria (CSF), che assume il ruolo di interlocutore privilegiato per la gestione delle richieste di cooperazione internazionale e per il coordinamento delle misure nazionali in materia di prevenzione. Viene riformulata la disciplina prevista dal decreto legislativo 231/2007, con l’inclusione espressa del rischio di proliferazione di armi di distruzione di massa tra i profili oggetto di monitoraggio. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze potrà adottare regolamenti attuativi per definire l’assetto dei flussi informativi e delle relazioni triennali cui saranno tenuti i soggetti obbligati. Un’ulteriore modifica interessa l’estensione della nozione di “Paesi terzi ad alto rischio”, ora applicabile anche agli Stati designati a livello nazionale e non soltanto a quelli inclusi nelle liste europee. Si delinea così un impianto più flessibile e reattivo rispetto alle evoluzioni geopolitiche e alle strategie di elusione dei controlli.

Innovazione e capitale, nuovi requisiti per l’accesso agli incentivi start-up
Sul versante delle start-up innovative, il decreto modifica i criteri per la qualificazione degli investimenti rilevanti, come previsti dalla legge n. 193/2024. Dal 2026, sarà necessario che almeno il 3% del valore del portafoglio dell’investitore sia destinato a società con caratteristiche coerenti con le finalità del provvedimento. I requisiti delle imprese target vengono armonizzati con quelli definiti dal Regolamento UE 651/2014, al fine di garantire un accesso più efficace agli strumenti di sostegno e una maggiore attrazione di capitale di rischio qualificato. La misura punta a rafforzare l’ecosistema dell’innovazione attraverso un orientamento più selettivo e trasparente del venture capital, in un’ottica di consolidamento della crescita sostenibile e scalabile delle imprese ad alta intensità tecnologica.

Interventi collaterali: IVA, sugar tax e misure sociali
Il pacchetto normativo comprende anche interventi a carattere fiscale e sociale. È introdotta l’aliquota IVA agevolata al 5% per le cessioni di opere d’arte, oggetti da collezione e antiquariato, con efficacia dal 1° luglio 2025. Slitta invece al 1° gennaio 2026 l’entrata in vigore della sugar tax, già oggetto di discussione tra le categorie produttive. In ambito sociale, il decreto conferma alcune misure di sostegno alla genitorialità e al Terzo Settore, oltre a prevedere snellimenti procedurali per le pratiche collegate al Superbonus nelle aree colpite da eventi sismici. Ulteriori interventi riguardano il comparto turistico, con un’attenzione particolare alla semplificazione degli adempimenti per gli operatori di piccole dimensioni.

Una transizione normativa tra stabilità e attrattività
Il DL “Economia” si configura come un provvedimento di raccordo tra esigenze di armonizzazione normativa e obiettivi di rafforzamento delle capacità regolatorie dello Stato. Le misure adottate rispondono alla duplice esigenza di creare un ambiente normativo favorevole all’innovazione e, al contempo, di prevenire i rischi connessi alla digitalizzazione finanziaria e alle minacce transfrontaliere. In prospettiva, il decreto si inserisce nel percorso di attuazione del PNRR e nel più ampio processo di rafforzamento delle infrastrutture regolamentari italiane, con l’ambizione di coniugare competitività, trasparenza e resilienza istituzionale.

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