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Detrazioni ridotte per i redditi alti, la nuova stretta dal 2025

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Detrazioni ridotte per i redditi alti, la nuova stretta dal 2025
Il 2025 segnerà un punto di svolta nel sistema delle detrazioni fiscali italiane, con l’entrata in vigore di un meccanismo pensato per riequilibrare il rapporto tra capacità contributiva e benefici fiscali. La stretta riguarda in modo mirato i contribuenti con redditi superiori ai 75.000 euro annui. Una soglia che il governo ha identificato come linea di demarcazione tra chi può e deve contribuire di più al bilancio pubblico e chi invece va tutelato. La novità non è retroattiva e non tocca la dichiarazione dei redditi 2024 in corso in queste settimane, ma dal prossimo anno cambierà in modo strutturale la platea delle detrazioni.

Detrazioni ridotte per i redditi alti, la nuova stretta dal 2025

Il cuore della riforma è un doppio binario: da un lato la riduzione delle spese detraibili per chi ha redditi elevati, dall’altro l’introduzione di correttivi a favore di famiglie con figli, soprattutto se disabili. Per chi dichiara tra i 75.000 e i 100.000 euro l’anno, il tetto massimo delle spese detraibili sarà fissato a 14.000 euro. Sopra i 100.000 euro, la soglia scenderà ulteriormente a 8.000 euro. Ma queste cifre valgono solo per chi ha più di due figli a carico o almeno un figlio disabile. Per chi non ha figli, il tetto sarà molto più basso: 7.000 euro nella fascia tra 75.000 e 100.000 euro, 4.000 euro oltre i 100.000.

Si tratta di una misura che cerca di tenere insieme rigore e protezione sociale. Il segnale politico è chiaro: i benefici fiscali devono essere indirizzati verso chi ha maggiori carichi familiari e quindi, a parità di reddito, meno margine di spesa disponibile.

Fuori dal taglio sanità, mutui, assicurazioni e bonus edilizi

L’intervento non è privo di eccezioni, segno che il governo ha voluto calibrare l’operazione con prudenza, per evitare effetti distorsivi su settori strategici o su spese considerate essenziali. Restano integralmente detraibili, senza soglie massime, le spese sanitarie, gli interessi sui mutui stipulati entro il 2024, le polizze assicurative sulla vita, contro gli infortuni o eventi calamitosi, così come le detrazioni edilizie ordinarie e i versamenti a favore di start-up innovative.

Queste esclusioni sono state confermate dall’Agenzia delle Entrate con una circolare applicativa. La norma considera anche il reddito complessivo al netto di abitazione principale e pertinenze, un altro accorgimento pensato per proteggere il ceto medio proprietario.

Scuola e disabilità, micro aumenti con valore simbolico

All’interno della manovra fiscale sono stati inseriti anche alcuni ritocchi in positivo: la detrazione per le spese scolastiche sale da 800 a 1.000 euro per ciascun figlio iscritto a scuola dell’infanzia, elementare, media o superiore. È un piccolo segnale verso le famiglie, che affrontano costi sempre crescenti per l’istruzione.

Altro ritocco riguarda la detrazione forfettaria per i non vedenti che possiedono un cane guida: il tetto passa da 1.000 a 1.100 euro. Non cifre risolutive, ma gesti che confermano la volontà del legislatore di lasciare intatte – o aumentare – le tutele per le categorie più fragili.

La strategia di Palazzo Chigi: ridisegnare l’equilibrio

Il provvedimento si inserisce nel quadro di una strategia più ampia voluta da Palazzo Chigi per costruire un sistema fiscale più equo. Dopo la revisione degli scaglioni IRPEF e l’accorpamento delle aliquote, ora si passa a un’operazione che tocca direttamente il sistema delle agevolazioni.

L’idea che guida l’intervento è quella di allineare detrazioni e progressività: non è più accettabile che un contribuente con alto reddito cumuli decine di migliaia di euro di benefici fiscali al pari – o oltre – di chi ha una capacità contributiva modesta.

Il 2025 sarà dunque un anno di verifica: si misurerà sul campo la tenuta del nuovo meccanismo, il suo impatto sulle dichiarazioni dei redditi più elevate e la risposta dei contribuenti. Ma il segnale è chiaro: la stagione delle agevolazioni universali volge al termine, e inizia quella dell’equilibrio selettivo.
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