Cina, Usa ed Europa: il futuro del denaro sarà virtuale?

- di: Daniele Minuti
 
Quando (si spera il più presto possibile) il mondo sarà riuscito a mettersi alle spalle la pandemia da Covid-19, saranno pochi i settori che non avranno subito un pesante cambiamento. E il comparto economico del pianeta, forse, sarà quello maggiormente mutato.

Una delle tendenze maggiormente visibili è la crescita dei pagamenti digitali, perfetti per minimizzare i rischi sia in periodo di lockdown che nelle fasi successive. Questo, unito al diffondersi dell'utilizzo delle criptovalute, sta spingendo banche centrali di tutto il mondo a chiedersi se la creazione di una valuta digitale di Stato possa essere una possibilità percorribile.
L'idea sarebbe quindi di affiancare a banconote e monete, una valuta digitale statale che possa essere usata solamente per via telematica ma che sia anche regolamentata e centralizzata (escludendo i rischi delle criptovalute la cui tracciabilità è problematica).

La prima ad essersi messa in moto è stata la Cina che dall'aprile dello scorso anno ha avviato dei test tramite la Banca Centrale Cinese nelle città di Suzhou, Xiongan, Shenzen e Chengdu dove, fino all'inizio del novembre 2020, sono state registrate addirittura 4 milioni di transazioni per un valore complessivo di oltre 2 miliardi di yuan (più di 200 milioni di euro). Numeri che avvicinano sempre più l'introduzione a livello nazionale della valuta virtuale al punto che il colosso tecnologico Huawei introdurrà un portafoglio virtuale installato direttamente nei nuovi dispositivi mobili.

Gli Stati Uniti stanno riflettendo allo stesso modo e uno dei primi passi è la collaborazione fra la Federal Reserve Bank e il Massachusetts Institute of Technology per capire la fattibilità di un progetto. Lo scoglio da superare è ovviamente quello della sicurezza, anche perché il dollaro americano rappresenta la valuta di riserva mondiale.

E l'Europa?
La Banca Centrale Europea sta discutendo tramite una consultazione online con i cittadini dell'Unione sull'istituzione di una criptovaluta che affianchi l'euro. Con il traguardo posto che dovrebbe essere quello della creazione di portafogli digitali a disposizioni di aziende e privati in modo da utilizzarlo per i pagamento online, riducendo così il rischio di evasione e riciclaggio di denaro.
Per il momento è solo una proposta discussa fra i vertici dell'Ue che in questo periodo ha parecchie questioni più importanti da fronteggiare, in particolare la pandemia. Che però potrebbe essere il fattore determinante per l'accelerata nell'adozione di valute virtuali di stato nel Vecchio Continente (e non solo).
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Italia Informa n°6 - Novembre/Dicembre 2022
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