I dazi frenano la discesa dei tassi di interesse
- di: Jole Rosati

Il vento del protezionismo soffia di nuovo da Washington e l’Europa, più esposta di altri ai flussi commerciali internazionali, vacilla. Timori per una ripresa dell'inflazione. Il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, lancia un avvertimento chiaro alla Banca Centrale Europea (nella foto la Presidente Christine Lagarde): stop alla corsa verso il taglio dei tassi, almeno per ora. “L’incertezza a livello globale resta elevata”, ha detto Panetta durante l’assemblea dei Partecipanti della Banca d’Italia, “alimentata dalle persistenti tensioni geopolitiche e commerciali”.
Il monito arriva nel giorno in cui i dati Istat confermano la risalita dell’inflazione in Italia: a marzo è tornata al 2%, dopo l’1,6% registrato a febbraio. Una combinazione che rafforza la linea della cautela: tra la ripresa dei prezzi e la nuova ondata di dazi americani decisa dall’amministrazione Trump, la strada verso una normalizzazione monetaria si complica.
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“Serve cautela”: Panetta avvisa la Bce
Per Panetta, che siede nel Consiglio direttivo della Bce, l'Europa non può ignorare il cambio di clima internazionale. “L’aumento dell’incertezza — dovuto soprattutto agli annunci, talora contraddittori, sulle politiche commerciali degli Stati Uniti — impone cautela nel percorso di diminuzione dei tassi ufficiali”, ha affermato testualmente.
La prospettiva di nuovi tagli, data per probabile fino a qualche settimana fa, ora si allontana. Il contesto è radicalmente mutato: la stagnazione del manifatturiero europeo si intreccia con l’indebolimento della domanda globale e con la strategia di chiusura commerciale degli Stati Uniti, che già impatta sui flussi commerciali italiani.
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Dazi, energia, alimentari: la spinta al carovita
L’inflazione, che la Bce mira a riportare stabilmente al 2%, in Italia ha ripreso quota. I dati Istat mostrano un'accelerazione determinata in particolare dai prezzi dei beni energetici (+3,2%) e degli alimentari non lavorati (+3,3%). L’indice dei prezzi al consumo è salito dello 0,4% su base mensile, segnalando una nuova pressione sui bilanci delle famiglie.
Il rischio, ora, è che i dazi americani — già in fase di implementazione nel settore auto, acciaio e agroalimentare — possano innescare ulteriori rincari. “Una nuova fonte di incertezza economica è data dalle scelte di politica commerciale della nuova amministrazione americana”, avverte EY nell’ultima analisi trimestrale sull’Italia, stimando un impatto cumulato sul Pil compreso tra -0,5% e -1,0% entro il 2027.
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Una frenata necessaria, anche in vista della Cina
Il rallentamento globale — accentuato dalle tensioni Usa-Cina, dal conflitto in Ucraina e dall’instabilità in Medio Oriente — pone l’Europa davanti a un bivio. Ridurre troppo presto i tassi potrebbe compromettere la credibilità dell’Eurotower nella lotta all’inflazione. Panetta lo dice senza giri di parole: “La lotta all’inflazione non può ancora dirsi conclusa”.
Il suo messaggio è diretto anche a Francoforte, dove il presidente della Bce Christine Lagarde aveva lasciato aperta la porta a un primo taglio dei tassi entro l’estate. Ora, con il rischio di una guerra commerciale globale, anche quella finestra potrebbe richiudersi.