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Emergenza casa: servono 635.000 nuove abitazioni e 170 miliardi

- di: Jole Rosati
 
Emergenza casa: servono 635.000 nuove abitazioni e 170 miliardi
Le otto proposte di Assoimmobiliare e il “salva casa” di Salvini: millefacce tra opportunità e rischi.
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Palazzo Wedekind ha ospitato a Roma il convegno “Piano Casa Italia” organizzato da Confindustria Assoimmobiliare. Al centro del dibattito la preoccupante fotografia di un’Italia che, nei prossimi anni, dovrà garantire 635.000 nuove unità abitative, sostenute da investimenti stimati intorno ai 170 miliardi di euro: dati che testimoniano una domanda esponenziale di case dignitose, anche attraverso la riconversione di edifici esistenti.

Otto leve per sbloccare il mercato immobiliare
Il presidente di Assoimmobiliare, Davide Albertini Petroni, ha tracciato un quadro chiaro: "serve un quadro normativo e fiscale favorevole agli investitori" per attrarre capitali nazionali e internazionali. Sul tavolo otto proposte del pacchetto “Piano Casa Italia”, che spaziano da incentivi fiscali a misure urbanistiche snelle:
eliminazione dell’Imu su case in locazione come prima abitazione
riduzioni dell’imposta di registro per i compratori professionali
flessibilità nei cambi di destinazione d’uso
procedure accelerate per permessi urbanistici legati a social housing
incentivi al build-to-rent, ovvero abitazioni pensate per l’affitto permanente
e altre misure tese a rendere il mercato più fluido e attrattivo 

Salvini e il “decreto salva casa”: semplificazione in primo piano
Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ha sottolineato come il “salva casa” abbia già favorito un +34% nel mercato immobiliare nel 2024, favorito da sburocratizzazione e semplificazioni come il silenzio-assenso e il cambio di destinazione d’uso . «Se nel 2024 il mercato ha registrato un +34%, è merito anche del salva casa», ha dichiarato, ribadendo che si tratta del risultato di un confronto quotidiano con il ministro Giorgetti e di misure concrete per sveltire l’edilizia. Al riguardo, ha auspicato la creazione di un «sportello unico dell’edilizia».
Tuttavia Salvini ha riservato un affondo verso Bruxelles, giudicando eccessive le regole ESG sull’efficienza energetica – caldaie, ascensori – che in un contesto di caro materiali e contesto geopolitico non sarebbero realistiche.

Freni e l’eco finanziamento: una sinergia pubblico privata
In un video intervento, il sottosegretario all’Economia Federico Freni ha ricordato: “È impensabile che lo Stato o i privati possano farcela da soli”, ed è quindi necessaria un’integrazione tra crescita economica e finanziaria – un «sistema ecofinanziario» per garantire questi investimenti.
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Criticità e sostenibilità: una sfida aperta
L’esito del Piano Casa deve confrontarsi con alcune criticità evidenti. Secondo un’analisi su scala nazionale, circa 9,6 milioni di abitazioni risultano vuote su un totale di 35,2 milioni, e nei centri storici gli affitti brevi hanno ridotto del 15% l’offerta di locazioni a lunga durata. Questo fenomeno spinge i prezzi al rialzo e drena il patrimonio destinato alle famiglie, specie i giovani.
Il caso degli affitti brevi, in particolare, ha reso insostenibile l’accesso per chi cerca condizioni stabili: il canone medio è aumentato del 10,3% in un anno, con punte cinque volte superiori rispetto al 2020.
D’altro canto esperienze europee – come in Danimarca – suggeriscono che un forte investimento nell’edilizia sociale e nel supporto finanziario al social housing può risultare efficace. In Danimarca, infatti, il 20% del patrimonio abitativo è destinato a housing sociale, senza barriere di reddito, e il 40% dei nuovi edifici deve includere alloggi a prezzi calmierati.
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Un tentativo ambizioso 
L’analisi di Assoimmobiliare e le misure del “salva casa” rappresentano un tentativo ambizioso di dare una svolta a un mercato immobiliare in emergenza. Ma senza strategie di lungo respiro – quali efficientamento, controllo dell’uso degli affitti brevi, sostegno al social housing – rischiano di restare pezze su un sistema complesso e logorato. Serve una visione integrata: un piano organico che unisca incentivi privati, indirizzi europei e giustizia sociale, come dimostrano gli esempi del Nord Europa.

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