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Borse europee giù, Milano la peggiore: mercati in attesa di Trump a Davos

- di: Anna Montanari
 
Borse europee giù, Milano la peggiore: mercati in attesa di Trump a Davos

Le Borse europee ampliano i cali a metà seduta, con i mercati concentrati sull’intervento del presidente americano Donald Trump al forum di Davos, atteso come un passaggio chiave per misurare l’impatto della politica Usa su commercio, alleanze e prospettive macro. L’arrivo di Trump è stato ritardato da un problema all’Air Force One, elemento che ha aumentato la tensione in una giornata già segnata da volatilità e riposizionamenti difensivi.

Borse europee giù, Milano la peggiore: mercati in attesa di Trump a Davos

Milano si conferma la piazza più debole tra i principali listini del Vecchio Continente. Il Ftse Mib cede l’1,2%, mentre l’All Share arretra dell’1,13%. A Francoforte il Dax scivola dell’1,05%, mentre le perdite restano più contenute a Londra (-0,25%) e Parigi (-0,40%). Il quadro evidenzia un movimento corale di avversione al rischio, con i mercati che scelgono di ridurre esposizioni in attesa di indicazioni politiche e segnali di stabilità sul fronte internazionale.

Il contesto resta dominato da una combinazione di fattori: nervosismo geopolitico, fragilità del sentiment e ricerca di protezione. La reazione è immediata sulle azioni più sensibili ai tassi e ai cicli economici, mentre tornano a correre gli asset considerati difensivi.

Milano sotto pressione: banche in calo, scivola anche Fincantieri
Sul listino principale milanese le vendite si concentrano sul comparto bancario, che guida i ribassi. Popolare di Sondrio è ultima con -2,94%, seguita da Bper (-2,43%) e UniCredit (-2,15%). Il movimento riflette la fase di prudenza che penalizza i titoli finanziari nelle sedute di incertezza, con gli investitori più esposti a prese di profitto e riduzioni di rischio in attesa di sviluppi da Davos.
In calo anche Fincantieri (-2,76%), tra i titoli più sensibili alla lettura del contesto internazionale e al clima di mercato, in un momento in cui la volatilità colpisce soprattutto le società cicliche. Sul fronte opposto, emergono alcuni rialzi che si ritagliano spazio nel rosso generalizzato: Tenaris guadagna il 2,43%, mentre Amplifon sale dell’1,71%.
Segno positivo anche per Diasorin (+0,73%), sostenuta dalle indiscrezioni su un possibile riassetto della concorrente olandese Qiagen. Il comparto diagnostico torna così al centro dell’attenzione degli operatori, con il mercato che premia i titoli legati a scenari di consolidamento e potenziali movimenti strategici.

Oro ai massimi: nuovo record con le tensioni Usa-Nato sulla Groenlandia
Mentre l’azionario arretra, il mercato si sposta verso i beni rifugio. Il prezzo dell’oro continua ad aggiornare i record, alimentato dalle tensioni crescenti tra Stati Uniti e Nato sul tema Groenlandia, fattore che sta rafforzando la domanda di copertura e protezione in una fase di forte sensibilità geopolitica.
L’oro spot sale del 2% a 4.858,87 dollari l’oncia, dopo aver toccato un massimo intraday a 4.887,82 dollari all’inizio della seduta. Il movimento evidenzia la direzione scelta dagli investitori: riduzione del rischio azionario e aumento della quota di strumenti percepiti come più solidi nei momenti di stress, con l’oro che torna a svolgere il ruolo di termometro della paura.

L’avanzata del metallo prezioso si inserisce in un quadro in cui la volatilità non resta confinata ai mercati azionari ma coinvolge la percezione complessiva della stabilità internazionale. La combinazione tra politica, tensioni strategiche e incertezza economica produce un effetto immediato sui flussi finanziari.

Davos snodo politico-finanziario: attese sulle parole di Trump
La seduta resta appesa a Davos. I riflettori sono puntati sull’intervento di Trump, atteso per chiarire la postura americana su dossier che possono incidere direttamente sui mercati: commercio, relazioni transatlantiche, catene di fornitura e tenuta delle alleanze. In una fase in cui l’Europa appare vulnerabile e i listini sono già in arretramento, ogni indicazione sul fronte politico può tradursi in movimenti rapidi, soprattutto sui settori più esposti.
La fotografia di giornata è chiara: Europa in rosso, Milano maglia nera, banche sotto pressione e oro ai massimi storici. Il resto dipenderà dalla traiettoria che emergerà dal palco di Davos, dove politica e finanza tornano a incrociarsi in modo diretto.

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