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Borsa: Europa in affanno tra Cina e debito Usa, Milano chiude in coda a -2%

- di: RCor
 
Debole l'euro, rimbalza il gas, giu' il petrolio (Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Milano, 31 mag - E' stata ancora una giornata di vendite sulle Borse europee, con Milano maglia nera nel vecchio continente. Il Ftse Mib ha accusato un calo dell'1,97%, trascinato in basso da titoli ciclici e dalle banche. Il guadagno da inizio anno si e' assottigliato sotto il 10%, ossia attorno al 9,7%. Del resto gli investitori preferiscono alleggerire le posizioni, considerando il contesto macro incerto, soprattutto dopo i dati deludenti sull'attivita' manifatturiera cinese, che continua a procedere con il freno a mano tirato. In piu' rimane il rebus sulle mosse delle banche centrali, anche se i dati incoraggianti sull'inflazione di Italia, Germania e Francia fanno sperare che la Banca centrale europea possa essere meno intransigente nella lotta alla corsa dell'indice dei prezzi al consumo. Negli States, invece, si e' infoltito il numero di economisti che teme che la Fed possa varare un nuovo rialzo dei tassi gia' a giugno. Intanto Oltreoceano e' atteso il via libera all'accordo sul tetto al debito Usa da parte del Congresso (oggi e' atteso il voto alla Camera). Sul finale lo spread ha chiuso a 180 punti (da 181 di ieri) e il rendimento dei Btp a dieci anni al 4,07% (dal 4,15%). I dati cinesi hanno incoraggiato le vendite sui titoli ciclici e piu' esposti all'export in Cina. Sono inoltre andate male le banche, fatta eccezione di Mps su dell'1,79%, sull'ipotesi che siano imminenti operazioni straordinarie. Il calo del greggio ha pesato sulle azioni oil, con Eni giu' del 3,53%. Leonardo (-4%) e Prysmian (-4,15%) sono state le peggiori. Il wti, scadenza luglio, e' arrivato a cedere il 3%, per attestarsi (sul finale delle Borse) a 71,52 dollari al barile, in calo dello 0,47%. Oltre ai timori per l'economia, il valore del greggio paga dazio anche all'attesa per le decisioni che nei prossimi giorni adottera' Opec+. Il gas, dopo i forti crolli dei giorni scorsi, e' in rialzo del 3% a 26 euro al megawattora. Infine sul fronte dei cambi, l'euro perde terreno con decisione contro il dollaro: passa di mano a 1,0663 dollari (1,072 ieri sera). Vale inoltre 148,96 yen, mentre il dollaro-yen e' pari a 139,71.
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