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Golpe militare in Myanmar: arrestati Aung San Suu Kyi e molti ministri

- di: Emanuela M. Muratov
 
Golpe militare in Myanmar: arrestati Aung San Suu Kyi e molti ministri
Le tensioni tra Aung San Suu Kyi e l'esercito birmano, cresciute a dismisura nelle ultime settimane dopo l'ufficializzazione del risultato delle elezioni legislative, sono sfociate in un colpo di Stato,con l'arresto del premio Nobel per la Pace del 1991 e dei vertici politici del suo partito, la Lega nazionale per la democrazia. Secondo le notizie che giungono dalla capitale birmana, Naypyidaw, all'alba sono stati arrestati anche il presidente, Win Myint, e diversi esponenti del governo.

Dopo le prime notizie, date dal portavoce del governo, Myo Nyunt, l'esercito ha dichiarato lo stato di emergenza per un periodo di un anno. Ora il capo dell'esercito, il generale Min Aung Hlaing - l'uomo più potente del Paese - ha nelle sue mani il pieno controllo dei poteri "legislativi, amministrativi e giudiziari", mentre un altro generale, Myint Swe, è stato nominato presidente ad interim per la durata del periodo di stato di emergenza. Nomina adottata, hanno detto i militari in un comunicato trasmesso da Name (la tv dell'Esercito), per preservare la "stabilità" dello Stato.

I militari hanno anche accusato la Commissione Elettorale nazionale di non aver posto rimedio alle "enormi irregolarità" che, secondo loro, avrebbero avuto luogo nel corso del voto legislativo, del novembre scorso, che ha registrato la schiacciante vittoria del partito di Aung San Suu Kyi.
Quest'ultima, in un messaggio al popolo, ha esortato la gente a "non accettare il golpe". L'esercito ha comunque promesso che si terranno nuove elezioni, per consentire la realizzazione di "una vera democrazia multipartitica" , aggiungendo - hanno detto i militari in un comunicato pubblicato sulla loro pagina Facebook - che il potere verrà trasferito dopo "lo svolgimento di elezioni generali libere ed eque".

Gli Stati Uniti e l'Australia hanno reagito rapidamente alla notizia del colpo di Stato, invitando l'esercito birmano a rilasciare tutti i leader politici.
"Gli Stati Uniti" - ha affermato in una dichiarazione la portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki - "si oppongono a qualsiasi tentativo di alterare i risultati delle recenti elezioni o ostacolare una transizione democratica in Birmania e agiranno contro i responsabili se queste misure (il riferimento è agli arresti, ndr) non verranno abbandonate".
Preoccupazione è stata espressa anche dai ministeri degli esteri di Singapore e dell'India, così come del Canada. Una ferma condanna per l'arresto di Aung San Suu Kyi è venuta dal segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, secondo il quale quanto sta accadendo costituisce "un duro colpo per le riforme democratiche in Birmania".
Dell'evoluzione delle vicende birmane potrebbe occuparsi il Consiglio di sicurezza già nei prossimi giorni: i militari - che hanno anche occupato il municipio di Yangon - stanno ostacolando l'accesso a Internet, così come vengono segnalate interruzioni nelle comunicazioni telefoniche da e per la capitale Naypyidaw.

Non appena si è cominciata a spargere la voce del colpo di Stato molte persone si sono messe in fila davanti ai distributori automatici di banconote per ritirare del denaro, ma le banche, da questa mattina, hanno temporaneamente sospeso ogni attività.
Al centro dello scontro tra esercito e Lega nazionale per la democrazia è l'esito delle elezioni legislative che, secondo il portavoce delle forze armate, il maggiore generale Zaw Min Tun, a causa del Covid-19 non sono state "né libere né eque", inquinate da "milioni di casi di frode", comprese le registrazioni al voto di migliaia di ultracentenari e minorenni.
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