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Mediobanca rinvia il voto su Generali: la partita si fa dura

- di: Bruno Coletta
 
Mediobanca rinvia il voto su Generali: la partita si fa dura

Pressioni incrociate, valutazioni in sospeso e proxy divisi: il risiko del wealth management.

(Nella foto il CEO di Mediobanca, Alberto Nagel).

Il consiglio di amministrazione di Mediobanca ha deciso oggi, 15 giugno 2025, di posticipare all’ultimo trimestre dell’anno l’assemblea ordinaria originariamente prevista per domani. Al centro dell’attenzione, il voto sull’offerta pubblica volontaria di scambio (ops) lanciata su Banca Generali, ritenuta cruciale per la strategia di crescita nel wealth management dell’istituto milanese. La nuova data fissata è il 25 settembre, secondo quanto riportato da Mediobanca in una nota ufficiale da Piazzetta Cuccia. 
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Il movente del rinvio: generali al centro del risiko
Il cda ha motivato il rinvio con l’intenzione di attendere gli esiti del processo di valutazione avviato da Assicurazioni Generali nei confronti dell’offerta. Solo il 12 giugno Generali ha reso nota l’apertura di un’analisi approfondita sull’ops e l’eventuale partnership nel wealth management.
La richiesta di tempistica è stata rafforzata dalla spinta di azionisti del calibro di Caltagirone e Delfin, favorevoli ad attendere maggiori informazioni in merito agli accordi strategici e alle sinergie industriali promesse.
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Big player in gioco e alleanze strategiche
Sul fronte opposto, i proxy advisor – tra cui ISS e Glass Lewis – si erano già espressi con parere favorevole all’ops. A rivelarlo le dichiarazioni del cda di oggi che confermano “largo supporto del mercato”, forte dei pareri unanimi di advisor indipendenti.
Norges Bank – il fondo sovrano norvegese – ha annunciato anch’esso l’intenzione di votare in favore, pur con una partecipazione inferiore all’1,5% in Mediobanca. Di contrario segno la presa di posizione critica di Caltagirone, con circa il 10% detenuto, condivisa da Delfin, spesso distante da Nagel in questo risiko finanziario.
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La mossa difensiva di Nagel
Per il Ceo Alberto Nagel, l’ops da 6,3 miliardi è il tassello finale della trasformazione di Mediobanca in un colosso della gestione patrimoniale, capace di opporsi a una possibile scalata ostile da parte di Monte dei Paschi di Siena. In caso di successo, la quota di wealth management raggiungerebbe il 45% dei ricavi e il 50% degli utili, accelerando di quasi un decennio il piano quadriennale “One brand, one culture” di ristrutturazione .
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Panorama di mercato e impatto su Generali
Mentre Mediobanca sfida indirettamente l’offerta di Mps, Generali registra una crescita operativa nel primo trimestre (+8,9%) prima dell’avvio della due diligence sul patrimonio mobiliare di Banca Generali. Il Leone di Trieste intende valutare in modo esaustivo le ricadute economiche e commerciali dell’operazione, per tutelare efficacemente il valore residuo post-swap .
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Verso l’assise del 25 settembre: incognite e possibili scenari
Il nuovo voto settembrino potrà contare su:
Supporto istituzionale consolidato: i proxy advisor, grandi investitori globali (Norges, Calvert, BlackRock).
Pressione del fronte contrario: Caltagirone, Delfin, casse previdenziali, e una partecipazione attiva di Unicredit con il 1,9% di Piazzetta Cuccia.
Termini invariati: Mediobanca ribadisce che l’offerta resta pienamente valida, con conclusione prevista tra settembre e ottobre 2025.
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Una strategia intelligente 
La mossa di rinviare l’assemblea è una strategia intelligente per far convergere l’attenzione su un asset fondamentale (Generali) e consolidare consenso tra gli azionisti più strutturati. Per Nagel, è il momento dell’ultima tessera nel mosaico di un progetto decennale di trasformazione. Tuttavia, la partita rimane aperta: il fronte del no, più organizzato ed esteso, potrebbe sorprendere a settembre. E la valutazione finale di Generali, oltre a chiarire il piano patrimoniale, fungerà da ago della bilancia.


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