Banca mondiale: "Nel 2021 si allargherà la diseguaglianza globale"

- di: Brian Green
 
La Banca mondiale, nel suo rapporto semestrale reso noto nelle scorse ore, ha espresso il timore che quest'anno la disuguaglianza globale si allarghi, poiché un numero ristretto di grandi economie alimenta la ripresa più rapida degli ultimi 80 anni, mentre molte delle più povere lottano per tornare ai livelli di reddito pre-pandemia.
L'economia globale - secondo la Banca mondiale - è destinata a crescere quest'anno del 5,6%, rispetto a una previsione di gennaio del 4,1%, segnando la ripresa più rapida da cinque recessioni registrate dopo la seconda guerra mondiale. "Mentre ci sono segni positivi di ripresa globale, la pandemia continua a infliggere povertà e disuguaglianza alle persone nei Paesi in via di sviluppo di tutto il mondo", ha affermato David Malpass, presidente della BM, istituto che fornisce prestiti e consulenza tecnica alle economie in via di sviluppo ed emergenti.

Nel rapporto - chiamato Global Economic Prospects -, mentre si prevede che circa il 90% delle economie avanzate riacquisterà i livelli di reddito pro capite pre-pandemia entro il 2022, si sostiene che è probabile che solo un terzo circa dei Paesi emergenti e in via di sviluppo lo farà, in parte a causa dell'accesso irregolare ai vaccini Covid-19 .
L'economia globale devastata dal Covid si è ridotta di circa il 3,5% nel 2020, ha affermato la banca. Mentre si prevede che il rimbalzo continuerà il prossimo anno con una crescita del 4,3%, il livello di produzione rimarrà del 2% al di sotto delle proiezioni pre-pandemia. Per quanto riguarda la salute dell'economia degli Stati Uniti, la più grande a livello mondiale, la crescita prevista per quest'anno è del 6,8%, rispetto alle previsioni di gennaio (+3,5%) della stessa Banca, che ipotizza una crescita dell'8,5% in Cina, seconda economia mondiale, dell'8,3% in India e del 4,2% nell'area euro.

La Banca ha invece ridotto le sue previsioni di crescita per quest'anno per i Paesi a basso reddito - quelli con un reddito nazionale lordo annuo pro capite di 1.035 dollari o meno - al 2,9%, rispetto ad una proiezione precedente del 3,4%. Molti di questi Paesi con difficili prospettive nel breve e medio periodo si trovano nell'Africa subsahariana.
Gli alti livelli di debito - ritiene poi la Banca - rappresentano una minaccia per le prospettive di molti Paesi emergenti e in via di sviluppo poiché l'inflazione potrebbe portare a costi di prestito più elevati. Anche una recrudescenza del Covid-19 può rappresentare una minaccia.

L'inflazione globale dovrebbe rimanere sotto controllo per le economie avanzate e per metà dei Paesi emergenti e in via di sviluppo. Tuttavia, quelli a basso reddito che registrano una maggiore inflazione potrebbero essere colpiti in modo particolarmente duro dall'aumento dei prezzi dei prodotti alimentari .
I livelli dei prezzi globali sono diminuiti di 0,9 punti percentuali tra gennaio e aprile dello scorso anno, a causa del crollo della domanda e del calo dei prezzi del petrolio. Ma l'inflazione è tornata rapidamente, superando i livelli precedenti alla pandemia entro aprile 2021. Secondo la Banca mondiale, il tasso di inflazione globale aumenterà al 3,9% quest'anno, rispetto al 2,5% che si è registrato nel 2020.
Il Magazine
Italia Informa - N°2 Marzo-Aprile 2021
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