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Brembo apre il 2022 con i conti in salita: 857,6 milioni di fatturato (+27,0%) e utile netto a +16,8%

- di: Barbara Leone
 
Brembo apre il 2022 con i conti in salita: 857,6 milioni di fatturato (+27,0%) e utile netto a +16,8%
Conti in crescita per Brembo, azienda italiana leader del settore nello sviluppo e nella produzione di impianti frenanti per veicoli. Il Consiglio di amministrazione del Gruppo, infatti, ha esaminato ed approvato i risultati del primo trimestre 2022. Gli indicatori economici evidenziano un quadro più che roseo per la società. A partire dai ricavi netti consolidati, che ammontano a 857,6 milioni di euro, in crescita del 27,0% (+22,7% a cambi costanti) rispetto al primo trimestre dell’anno precedente. “Brembo - ha commentato il Presidente Matteo Tiraboschi - comincia il nuovo anno con risultati positivi. I dati del primo trimestre 2022, approvati oggi dal Consiglio di Amministrazione, mostrano fatturato e margini in crescita rispetto allo stesso periodo del 2021. È un risultato che ci dà soddisfazione, soprattutto considerando il complesso scenario globale in cui operiamo, colpito dalle conseguenze del conflitto in Ucraina e dalle pressioni dell’inflazione delle materie prime sulle catene di fornitura. La gestione dei primi tre mesi dell’anno - ha aggiunto Tiraboschi - vede una crescita di tutti i segmenti di business ed evidenzia come la nostra solida presenza produttiva nei principali distretti automotive del mondo ci abbia protetti di fronte al rallentamento di alcuni mercati. Abbiamo da tempo colto i segnali di trasformazione del nostro settore e proseguiamo nel percorso strategico che ci vede impegnati nello sviluppo di soluzioni innovative per la mobilità del futuro”.

Il perimetro di consolidamento è variato a seguito dell’acquisizione del Gruppo spagnolo J.Juan con effetto dal 1° novembre 2021; a parità di perimetro l’incremento sarebbe del 23,0%. A parità di cambi e di perimetro di consolidamento i ricavi segnano un incremento del 18,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nel trimestre in esame tutti i segmenti in cui il gruppo opera hanno mostrato un andamento positivo: il settore auto è in crescita del 26,2%, le applicazioni per motocicli del 39,9% (+8,0% a parità di perimetro di consolidamento), quelle per veicoli commerciali del 16,6% e le competizioni del 28,1% rispetto allo stesso trimestre del 2021. A livello geografico, le vendite crescono in Italia del 19,3%, in Germania del 27,3%, in Francia del 4,8%, mentre calano del 6,9% nel Regno Unito (-8,1% a cambi costanti). L’India cresce del 6,1% (+2,0% a cambi costanti), la Cina del 39,8% (+28,3% a cambi costanti), mentre il Giappone cala del 29,9% (-31,1% a cambi costanti). Il mercato nordamericano (Stati Uniti, Messico e Canada) è in crescita del 40,5% (+31,9% a cambi costanti) così come quello sudamericano (Brasile e Argentina) del 28,2% (+15,3% a cambi costanti). 

Nel primo trimestre del nuovo anno, poi, il costo del venduto e gli altri costi operativi netti ammontano a 568,0 milioni di euro, con un’incidenza del 66,2% sui ricavi, percentualmente in crescita rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, quando era pari a 419,7 milioni di euro (62,2% dei ricavi). I costi per il personale ammontano a 143,3 milioni di euro, con un’incidenza del 16,7% sui ricavi, in diminuzione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (18,4% dei ricavi). I dipendenti in forza al 31 marzo 2022 sono 12.656 (di cui 604 della spagnola J.Juan), e si confrontano con i 12.225 (di cui 570 della spagnola J.Juan) collaboratori al 31 dicembre 2021 e con gli 11.408 al 31 marzo 2021. Il margine operativo lordo (EBITDA) del trimestre ammonta a € 150,8 milioni (17,6% dei ricavi), rispetto a € 135,6 milioni del primo trimestre 2021 (20,1% dei ricavi). Il margine operativo netto (EBIT) è pari a € 92,9 milioni (10,8% dei ricavi) e si confronta con € 83,7 milioni (12,4% dei ricavi) del primo trimestre 2021.

I proventi finanziari netti ammontano nel trimestre a € 1,9 milioni (oneri per € 2,7 milioni nel primo trimestre 2021); tale voce è composta da oneri finanziari per € 3,0 milioni (€ 2,8 milioni nel primo trimestre 2021) e da differenze cambio nette positive per € 4,9 milioni (€ 0,1 milioni nel primo trimestre dell’anno precedente). Il risultato prima delle imposte ammonta a € 94,8 milioni (11,1% dei ricavi), e si confronta con gli 81,1 milioni (12,0% dei ricavi) del primo trimestre 2021. La stima delle imposte, calcolata sulla base delle aliquote previste dalla normativa vigente in ogni Paese, è pari a € 23,4 milioni (€ 19,5 milioni nel primo trimestre 2021), con un tax rate del 24,7%, rispetto al 24,0% dell’analogo periodo del 2021. Il trimestre chiude con un utile netto di € 71,7 milioni (8,4% dei ricavi), che si confronta con i 61,4 milioni dell’analogo periodo dell’anno precedente (che vuol dire +16,8%). L’indebitamento finanziario netto al 31 marzo 2022, infine, si attesta a € 456,5 milioni, in aumento di € 17,6 milioni rispetto al 31 marzo 2021. Senza gli effetti dell’IFRS 16, però, sarebbe pari a € 229,2 milioni, e quindi invariato rispetto al 31 marzo 2021.
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