• Tutto con Bancomat. Scambi denaro, giochi ti premi.
  • Esprinet molto più di un distributore di tecnologia

Alimentare: nel 2021 produzione al massimo storico, con apporto di 51 mila MPI

 
L’intensificazione dell’attività produttiva manifatturiera e la domanda estera di prodotti del made in Italy stanno sostenendo la ripresa in corso. Nei primi sette mesi del 2021 la produzione manifatturiera sale del 19,4% rispetto all’anno precedente e si colloca si avvicina ai livelli pre-crisi, segnando un -2,2% rispetto ai primi sette mesi del 2019. Il recupero in Italia è sensibilmente più rapido rispetto a Francia (-6,5%) e Germania (-6,7%).

In parallelo, nei primi sei mesi del 2021 le esportazioni italiane salgono del 4,1% rispetto al corrispondente periodo del 2019, facendo meglio del +1,2% dell’export tedesco.

I settori manifatturieri ‘anticiclici’, ripresa in ritardo per auto e moda – Nei primi sette mesi del 2021 l’attività produttiva supera i livelli pre-crisi nei seguenti settori: legno, con la produzione del +9,3% superiore allo stesso periodo del 2019, apparecchiature elettriche con +7,0%, computer ed elettronica con +6,7%, mobili con +5,9%, vetro, cemento, ceramica ecc. con +5,4%, altra manifattura con +4,3%, gomma e plastica con +3,7%, bevande con +2,9%, metallurgia con +2,4%, riparazione macchinari con +1,8%, alimentare con +1,1%. Ormai prossimi al completo recupero carta (-0,3%) e prodotti in metallo (-0,4%); tra gli altri settori, si registra il ritardo dell’auto (-8,5%) mentre persistono cali a doppia cifra per i prodotti della moda, quali abbigliamento (-26,1%), pelle (-23,3%) e tessile (-12,4%).

Nonostante il Covid-19, produzione alimentare al massimo storico – Grazie allo spunto positivo registrato anche durante la pandemia, per la produzione alimentare e delle bevande si tratta della migliore performance dal 1990, inizio della serie storica. Il recupero dell’1,1% della produzione food in Italia è migliore di quello registrato in Francia (+0,5%), mentre il settore è in ritardo in Germania (-0,8%) e in Spagna (-3,5%).

L’apporto delle MPI e la vocazione artigiana – L’ottima performance della produzione alimentare è supportata dalla diffusa presenza di micro e piccole imprese che in questo settore sono 51 mila e danno lavoro a 254 mila addetti, con un peso del 61,1% sul totale del settore; tale quota è di 9,1 punti superiore alla media registrata nei settori della manifattura. Spiccata la vocazione artigiana della manifattura alimentare di qualità con 34 mila imprese artigiane, pari al 65,1% delle imprese del settore, con 148 mila addetti, il 35,7% dell’occupazione del comparto.

Sui mercati vince la qualità dei prodotti italiani – Secondo l’ultima rilevazione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali si amplia il numero delle eccellenze nel settore agroalimentare di qualità italiano: ad inizio agosto 2021 l’elenco dei Dop (Denominazione di Origine Protetta), Igp (Indicazione Geografica Protetta) e Stg (Specialità Tradizionale Garantita) conta 315 prodotti.

Pesa il caro-commodity – Tra i rischi che possono rallentare la ripresa, l’aumento dei prezzi delle materie prime coinvolge in pieno anche il settore alimentare. Secondo i dati dell’ultimo Bollettino economico della Bce, ad agosto 2021 le materie prime alimentari segnano un aumento su base annuale del 29,8%, in accentuazione rispetto al +26,8% registrato a luglio. Tale rafforzamento è  in controtendenza rispetto al trend dei prezzi delle commodities non energetiche e non alimentari, da giugno in rallentamento.

L’analisi delle tendenze settoriali in atto è contenuta nel 15° report Covid-19 di Confartigianato ‘Dentro la ripresa, tra rimbalzi e incertezze. Prospettive d’autunno per le MPI’, presentato questa settimana.  Clicca qui per scaricarlo.
Notizie dello stesso argomento
Trovati 30 record
Pagina
Nessun record risponde ai criteri di ricerca
Trovati 30 record
Pagina
  • Con Bancomat, scambi denaro, giochi e ti premi.
  • Punto di contatto tra produttori, rivenditori & fruitori di tecnologia