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WebSoft italiane, l’indagine Mediobanca: nel 2024 fatturato a 43,4 miliardi (+97,4% sul 2019)

- di: Alberto Venturi
 
WebSoft italiane, l’indagine Mediobanca: nel 2024 fatturato a 43,4 miliardi (+97,4% sul 2019)

Nel 2024 il fatturato aggregato delle WebSoft italiane raggiunge i 43,4 miliardi di euro. È un risultato che segna un +9,2% rispetto al 2023, ma soprattutto un incremento impressionante del +97,4% rispetto al 2019. A rilevarlo è la prima indagine realizzata dall’Area Studi Mediobanca sulle principali società italiane attive nel software, nei servizi web e nelle piattaforme digitali.

WebSoft italiane, l’indagine Mediobanca: nel 2024 fatturato a 43,4 miliardi

L’analisi abbraccia l’intero quinquennio 2019-2024 e considera un campione di 171 società appartenenti a 119 gruppi, accomunate da ricavi superiori ai 50 milioni di euro e da una forza lavoro di almeno 30 dipendenti. Una fotografia che, per la prima volta, offre una lettura organica delle specializzazioni, dell’assetto proprietario e delle performance economico-finanziarie del settore, mettendole anche in relazione con quelle dei big player globali.

Occupazione oltre 235 mila addetti

Al dato del fatturato si affianca quello occupazionale: oltre 235 mila addetti impiegati nel 2024, con un incremento del +3,1% rispetto al 2023 e del +50,0% nel confronto con il 2019. Numeri che confermano la centralità del digitale nella trasformazione della struttura produttiva italiana, un comparto che ha saputo attrarre investimenti e capitale umano anche nei momenti più complessi dell’ultimo quinquennio.

Il ruolo decisivo di fusioni, acquisizioni e fondi di private equity
Mediobanca mette in luce la spinta determinante arrivata dalle operazioni di M&A e dall’ingresso dei fondi di private equity, che hanno accelerato il processo di consolidamento interno. Il settore, tradizionalmente frammentato, ha vissuto negli ultimi anni una dinamica di aggregazione che ha contribuito a creare poli più forti e maggiormente competitivi sia sul mercato domestico sia su quello internazionale.

Il confronto tra i comparti è particolarmente significativo: gli operatori del Grocery & Food Delivery mostrano la crescita più elevata, con un incremento dei ricavi del +277,7% sul 2019. Seguono l’e-commerce, +211,8%, e l’Internet Media & Services, +163,5%. Anche il comparto Travel, Booking & Services, pur crescendo a ritmi meno intensi, registra comunque un +57,2% nello stesso periodo.

Dal punto di vista dell’occupazione, sono ancora delivery ed e-commerce a primeggiare, con aumenti rispettivamente del +751% e del +170,8% sul 2019. Segnali che confermano come alcuni segmenti digitali abbiano tratto impulso strutturale dalla pandemia e dal cambiamento nei comportamenti dei consumatori.

Redditività operativa in calo

L’indagine segnala però un elemento di discontinuità: la redditività operativa aggregata è diminuita nel quinquennio. L’ebit margin scende dall’8,0% del 2019 al 7,0% del 2024, dopo aver toccato il punto più basso nel 2022 (6,8%).

Secondo Mediobanca, il trend riflette un aumento dei costi più rapido rispetto alla crescita dei ricavi, soprattutto negli anni immediatamente successivi alla pandemia. Negli ultimi due esercizi, gli operatori hanno adottato misure per recuperare efficienza e ridurre gli oneri operativi, riportando gradualmente i margini verso valori più vicini al periodo pre-pandemico.

A livello settoriale, nel 2024 le migliori performance sono registrate da Travel, Booking & Services (12,2%), seguiti da Software & IT Services (8,2%) e dai System Integrator e Hosting & Trust service provider (8,0%). L’unico comparto con valori negativi lungo tutto il quinquennio è il Grocery & Food delivery, penalizzato dalla natura stessa del servizio—fortemente influenzata dalla pandemia—e dalla presenza quasi esclusiva di filiali di grandi gruppi internazionali a bassa marginalità.

Assetto proprietario e solidità patrimoniale
Le società private, controllate da famiglie o soci fondatori, mostrano nel 2024 la redditività migliore: un ebit margin del 9,9%, l’unico indicatore in crescita nel periodo (+0,8 punti percentuali rispetto al 2019).

Sul fronte patrimoniale, però, l’indagine segnala un chiaro indebolimento. La leva finanziaria delle WebSoft italiane passa dall’86,7% del 2019 al 103,3% del 2024. Mediobanca attribuisce questa evoluzione alle numerose operazioni di M&A del periodo post-pandemico, che hanno comportato un incremento dell’indebitamento e una contestuale riduzione del risultato netto, complice la crescita dei costi operativi.

Le imprese controllate da fondi di private equity presentano i livelli più alti di debito e la liquidità più contenuta, una dinamica coerente con i modelli di leveraged buyout. Le società a controllo pubblico, invece, mostrano la leva finanziaria più bassa (46,8%). Quanto al rapporto tra liquidità e debiti finanziari, le società controllate da privati/famiglie detengono la posizione migliore, con riserve sufficienti a coprire circa metà del proprio indebitamento.

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