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Venezia regina dei rincari: monolocale a 1.404 euro

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Venezia regina dei rincari: monolocale a 1.404 euro
Venezia regina dei rincari: monolocale a 1.404 euro
Affitti universitari, la città lagunare supera Firenze e Milano. Studenti in fuga e famiglie allo stremo.

Gli studenti tornano in città, le lezioni riprendono, ma la vera materia d’esame resta l’affitto. A Venezia, per un monolocale, servono in media 1.404 euro al mese. È la cifra più alta d’Italia, una stangata che mette in ginocchio migliaia di universitari e le loro famiglie. Firenze e Milano inseguono, ma non di molto: rispettivamente 1.107 e 1.064 euro. Numeri che raccontano di un mercato immobiliare fuori controllo, con canoni che crescono anno dopo anno e che ormai hanno superato il limite della sostenibilità.

Una corsa contro il tempo

Gli annunci scompaiono dalle piattaforme in poche ore. Basta un clic e la casa è già sfumata. “Ho chiamato dieci proprietari, nessuno aveva più disponibilità”, racconta Chiara, 21 anni, matricola a Ca’ Foscari. Per chi arriva da fuori, trovare un tetto a Venezia significa correre contro il tempo e contro il portafoglio. Una caccia all’alloggio che diventa sempre più snervante e che obbliga molti a spostarsi in provincia, affrontando viaggi quotidiani di oltre un’ora.

Turismo contro università

Il nodo è sempre lo stesso: la competizione con gli affitti brevi. Venezia vive di turismo e il mercato immobiliare piega le ginocchia di chi cerca una sistemazione stabile. Appartamenti che potrebbero ospitare studenti vengono destinati a visitatori mordi e fuggi, con guadagni immediati per i proprietari. È la fotografia di una città che si svuota di giovani residenti e che rischia di perdere il suo tessuto universitario, mentre i poli accademici continuano ad attrarre iscritti da tutta Italia e dall’estero.

Famiglie sotto pressione

Il caro-affitti non è solo una questione studentesca. È una bomba sociale che esplode nelle case delle famiglie. “Per mantenere mio figlio a Venezia spendo più dell’intero stipendio mensile”, spiega Paolo, impiegato di Vicenza. A conti fatti, il canone d’affitto pesa più delle tasse universitarie, più delle spese di vitto e trasporto messe insieme. Molti genitori sono costretti a intaccare risparmi o ad accendere prestiti per sostenere i figli, con il rischio che a rimetterci sia l’accesso stesso all’istruzione.

L’emergenza nazionale

Non è un fenomeno isolato. Anche Firenze e Milano vivono la stessa emergenza, con prezzi sopra i mille euro. Bologna e Roma seguono a ruota, con mercati congestionati e un’offerta che non basta. In tutta Italia si calcola che siano oltre 700 mila gli studenti fuori sede a caccia di una stanza o di un monolocale. Una domanda enorme, cui il sistema degli studentati pubblici risponde in modo insufficiente: i posti letto coprono appena il 10% del fabbisogno reale.

Il confronto europeo

In Francia, Germania e Spagna la situazione è diversa. A Berlino, gli affitti restano elevati ma il comune ha introdotto limiti di legge e progetti di edilizia residenziale pubblica dedicati agli universitari. A Madrid e Parigi i campus integrati con residenze private hanno ampliato l’offerta, calmierando i prezzi. In Italia, invece, i fondi destinati agli alloggi studenteschi arrivano a singhiozzo e le procedure sono lente.

Le promesse e i nodi politici

Il governo ha promesso nuovi investimenti per residenze universitarie finanziate anche con fondi Pnrr. Ma i cantieri, al momento, sono ancora sulla carta. Le associazioni studentesche spingono per incentivi fiscali a chi affitta a canoni agevolati e per un piano straordinario che riporti equilibrio tra domanda e offerta. Intanto, la protesta monta: lo scorso anno tende e presidi avevano occupato le piazze davanti agli atenei, da Milano a Roma, e nuove mobilitazioni non sono escluse.

Un futuro in bilico

Il rischio è che la questione abitativa diventi una barriera insormontabile all’università. Sempre più ragazzi rinunciano a studiare lontano da casa per i costi proibitivi, riducendo la mobilità sociale e la possibilità di scegliere liberamente il proprio percorso formativo. Venezia, Firenze e Milano restano poli accademici di eccellenza, ma senza risposte concrete il caro-affitti rischia di trasformarsi in una fuga silenziosa di studenti.

Per ora, resta l’amara fotografia di un autunno che comincia con le valigie in mano, i portafogli vuoti e una domanda che pesa come un macigno: quanto costa, oggi, il diritto allo studio in Italia?

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