Assedio degli agricoltori a Strasburgo alla vigilia del voto: l’accordo Ue-Mercosur rischia lo stop, tra spaccature politiche e timori economici.
Strasburgo si risveglia circondata dai trattori. Migliaia di agricoltori arrivati da tutta Europa hanno stretto d’assedio il Parlamento europeo, trasformando la vigilia di un voto cruciale sull’accordo Ue-Mercosur in una giornata di altissima tensione politica e simbolica.
Nel mirino c’è l’intesa commerciale siglata tra l’Unione europea e i Paesi del Mercosur, appena rilanciata dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen. Per il mondo agricolo europeo, però, l’accordo rappresenta una minaccia diretta a redditi, filiere e standard ambientali.
La protesta ha raccolto consensi trasversali. In Italia la spaccatura è evidente: in piazza con gli agricoltori ci sono Lega e Movimento 5 Stelle, affiancati dalle principali organizzazioni di categoria.
«L’Unione europea sta sacrificando l’agricoltura sull’altare degli equilibri commerciali. Noi siamo con chi lavora la terra», ha dichiarato Gaetano Pedullà, attaccando il silenzio del governo guidato da Giorgia Meloni.
Il voto dell’Aula potrebbe rinviare il testo alla Corte di giustizia dell’Unione europea, congelando l’intesa per mesi. Una mossa sostenuta da Verdi, Sinistra e parte dei Liberali, che la Commissione tenta di evitare.
Da Davos, Ursula von der Leyen ha difeso l’accordo parlando di «commercio equo invece dei dazi». Sulla stessa linea Manfred Weber, che ha definito il Mercosur «un accordo anti-Trump».
Il margine di voto appare sottilissimo. Fuori dall’Europarlamento, intanto, i trattori restano. Un segnale politico che pesa quanto un’intera sessione parlamentare.