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Pensioni, è allarme: c’è un buco da 6,6 miliardi a causa dei condoni

- di: Bruno Coletta
 
Pensioni, è allarme: c’è un buco da 6,6 miliardi a causa dei condoni
Ammanco nei conti dell’Inps e un debito pubblico che supera i 3.000 miliardi: la situazione economica italiana si complica.
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Il peso dei condoni sui conti dell’Inps
Il Consiglio di Indirizzo e Vigilanza (CIV) dell’Inps ha recentemente approvato il riaccertamento dei residui attivi e passivi al 31 dicembre 2023, evidenziando un impatto negativo di 13,7 miliardi di euro sul rendiconto generale dell’Istituto per il 2024. In particolare, la cancellazione di crediti contributivi per 16,4 miliardi di euro, dovuta a provvedimenti di stralcio adottati tra il 2018 e il 2022, comporterà un onere di 6,6 miliardi di euro per garantire le prestazioni pensionistiche ai lavoratori dipendenti, nonostante i contributi non siano stati versati dalle aziende.
Questi stralci, sebbene coperti dal Fondo di svalutazione dei crediti, non avranno ripercussioni sul patrimonio dell’Istituto, ma richiederanno interventi compensativi a carico della fiscalità generale per coprire gli oneri derivanti dall’automaticità delle prestazioni pensionistiche.
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Debito pubblico: nuovo record oltre i 3.000 miliardi
Parallelamente, il debito pubblico italiano ha raggiunto un nuovo massimo storico, attestandosi a 3.024,3 miliardi di euro a febbraio 2025, con un aumento di 42,6 miliardi rispetto al mese precedente. Questo incremento è attribuibile principalmente alla crescita delle disponibilità liquide del Tesoro, che sono salite a 76,1 miliardi di euro, e al fabbisogno delle amministrazioni pubbliche.
Nonostante l’aumento del debito, si registra un ritorno degli investitori stranieri, che a gennaio hanno acquistato titoli di stato italiani per 10,7 miliardi di euro, portando le detenzioni complessive a quasi 937 miliardi.
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Prospettive e sfide future
La combinazione di un debito pubblico in crescita e di un buco nei conti dell’Inps pone sfide significative per la sostenibilità del sistema previdenziale italiano. La necessità di coprire gli oneri derivanti dagli stralci contributivi richiederà interventi mirati e una gestione attenta delle risorse pubbliche per garantire la stabilità economica e la tutela delle prestazioni pensionistiche.

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