Patto di stabilità: clausola slitta al 2024, ma la Commissione staffila l'Italia

- di: Redazione
 
La crisi generalizzata (e dalle diverse cause)  che sta colpendo anche l'Europa giustifica, a detta della Commissione europea, lo slittamento al 2024 della clausola di salvaguardia generale relativa al Patto di Stabilità. Ma lo spostamento della scadenza, nella nota con cui viene ufficializzato, contiene parole molto forti e negative nei confronti dell'Italia, nei fatti accusata di avere perso per strada il vigore con cui stava lottando per rientrare nei parametri decisi da Bruxelles.

La Commissione europea bacchetta l'Italia sul Patto di stabilità

"Il rapporto tra debito pubblico e Pil" - si legge in premessa - "ha iniziato a diminuire nel 2021 e si prevede un ulteriore declino, ma rimane un rischio per la sostenibilità fiscale, il settore finanziario e la crescita economica". Senza nemmeno cercare di rendere meno dure le affermazioni nei confronti del Paese, la Commissione europea, nelle raccomandazioni del pacchetto di primavera del semestre, ''bacchetta'' l'Italia che ''sta vivendo squilibri eccessivi. Le vulnerabilità riguardano l'elevato debito pubblico e la debole crescita della produttività, in un contesto di fragilità del mercato del lavoro e alcune debolezze dei mercati finanziari, che hanno rilevanza transfrontaliera". Cioè, all'Italia viene contestata l'incapacità di fronteggiare le discrasie nel suo tessuto economico, anche perché non ha saputo attivare efficaci meccanismi in grado, da un lato, di comprimere l'enorme massa del  debito pubblico, e dall'altro di creare le condizioni per allentare l'oggettiva debolezza del nostro apparato produttivo.

E', quindi, il ricorrente tema della riforme che si annunciano e non si fanno che la Commissione europea contesta all'Italia. Perché, sostiene il governo dell'Ue, senza una riforma del lavoro degna di tale nome ogni ulteriore sforzo resta inefficace, non  fornendo alla macchina produttiva il necessario ''carburante'' per ripartire. Comunque, la Commissione europea sostiene, a livello di Ue, che ''l'accresciuta incertezza e i forti rischi al ribasso per le prospettive economiche nel contesto della guerra in Ucraina, gli aumenti senza precedenti dei prezzi dell'energia e le continue perturbazioni della catena di approvvigionamento giustificano l'estensione della clausola di salvaguardia generale" che sospende gli obblighi del Patto "nel 2023".

Ma questo rinvio, ha detto il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, non può essere considerato un provvedimento che autorizza a superare i vincoli attuali. Anzi essi devono essere considerati uno stimolo a migliorare i conti. La presa di posizione della Commissione Ue deve suonare, quindi, come un ulteriore campanello d'allarma per l'Italia e giustifica, in qualche maniera, l'accelerazione che il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha cercato di imporre all'azione del governo quando ha chiamato i partiti della Coalizione a lavorare per accelerare il loro lavoro. Ma, a distanza di poche ore dalla conclusione dei lavori del CdM, c'è stato chi ha ripreso a cercare di logorare il Governo, con tanti saluti ai rimproveri di Bruxelles.
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Italia Informa n° 2 - Marzo/Aprile 2022
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