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Export verso paesi extra Ue27: l'Istat stima lieve aumento congiunturale (+0,2%)

- di: Redazione
 
Export verso paesi extra Ue27: l'Istat stima lieve aumento congiunturale (+0,2%)

Le stime dell'Istat prevedono una flessione congiunturale per i flussi di interscambio commerciale dell'Italia coi paesi extra Ue27 (esportazioni a -3,7%, importazioni a -0,6%). L'export scende per cali di vendite di energia, beni strumentali e beni di consumo durevoli (-14,6%, -13,8% e -1% rispettivamente) a fronte di aumenti per beni intermedi (+3%) e beni di consumo non durevoli (+2,2%), mentre l'import soffre per la discesa di beni di consumo durevoli (-6,1%), energia (-3,3%) e beni strumentali (-2,5%).

Export verso paesi extra Ue27: l'Istat stima lieve aumento congiunturale (+0,2%)

Su base trimestrale, l’export si riduce dell’1,4%, con contributo legato al calo delle vendite a contribuire sono le minori vendite di beni di consumo durevoli e non durevoli e di beni strumentali (-6,8%, -3,5% e -4,9% rispettivamente), con contestuali salite per energia (+11,2%) e beni intermedi (+6,2%). Nello stesso periodo, l’import diminuisce dello 0,6%, per effetto della riduzione degli acquisti di energia (-8,6%) e beni strumentali (-0,5%).

Nel mese, l'export cresce su base annua del 3,5% (era +10,9% a settembre). La crescita tendenziale dell’export nazionale verso i mercati extra Ue si deve all’aumento delle vendite di beni intermedi (+10,7%), beni di consumo non durevoli (+10,1%) ed energia (+4,8%); per contro, si riduce l’export di beni di consumo durevoli (-23,8%) e beni strumentali (-1,4%). L’import registra un incremento tendenziale del 4,1%, determinato principalmente dai maggiori acquisti di beni di consumo non durevoli (+46,6%).

A ottobre 2025 l’avanzo commerciale con i paesi extra Ue27 è positivo per 5,321 miliardi di euro (+5,269 miliardi su base annua), mentre il deficit energetico è negativo per 3,428 miliardi, inferiore a quello di -4,770 miliardi dell'anno precedente. L’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici scende a 8,749 miliardi.

A ottobre 2025 si rilevano ampi aumenti su base annua delle esportazioni verso Svizzera (+34,9%), paesi OPEC (+15,7%), Stati Uniti (+9,6%) e Giappone (+7,2%). Diminuiscono le vendite verso Turchia (-35,3%), Regno Unito (-12,6%), Cina (-5,8%) e paesi ASEAN (-4,7%).

Le importazioni dagli Stati Uniti registrano una forte crescita tendenziale (+89,4%); crescono anche gli acquisti da paesi MERCOSUR (+26,8%) e Cina (+13,1%). Per contro, si riducono gli acquisti dagli altri principali paesi partner extra Ue27: le flessioni tendenziali più ampie riguardano paesi OPEC (-23,4%) e Regno Unito (-19,2%).

"La riduzione congiunturale dell’export verso i paesi extra Ue27, spiegata soprattutto dalle minori esportazioni di beni strumentali, è influenzata dalle vendite di mezzi di navigazione marittima, registrate a settembre 2025; al netto di queste, si stima un lieve aumento congiunturale (+0,2%)" - commenta l'Istituto - "Su base annua, la crescita dell’export si deve alle maggiori esportazioni di beni intermedi e beni di consumo non durevoli. L’import si riduce su base mensile per effetto in particolare dei minori acquisti di energia; la sua crescita tendenziale è quasi totalmente spiegata dall’aumento degli acquisti di beni di consumo non durevoli. Nei primi dieci mesi del 2025, la dinamica tendenziale dell’export verso i paesi extra Ue è positiva (+2,6%, +3,0% al netto dell’energia); quella dell’import è molto più sostenuta (+5,4%). L’avanzo commerciale con i paesi extra Ue è pari a +40,6 miliardi di euro (era +45,3 miliardi nello stesso periodo del 2024)".

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