Ipsos: sulle spese per le feste, l'impatto dell'aumento dei prezzi

- di: Barbara Bizzarri
 

Ipsos ha sondato le opinioni dei nostri concittadini su acquisti e spese per le Feste, che finiranno fra pochi giorni. Il contesto piuttosto complesso e incerto, ha delineato uno scenario in cui i veri protagonisti sono i vertiginosi rincari con cui gli italiani hanno dovuto fare i conti, con aumenti dei prezzi estesi a quasi tutte le categorie merceologiche.

Ipsos: sulle spese per le feste, l'impatto dell'aumento dei prezzi

Le analisi effettuate dall’Osservatorio Inflazione, arricchite dai dati provenienti dalla piattaforma online Ipsos.Digital e Synthesio, hanno rilevato le opinioni dei nostri concittadini in merito alle spese per le festività, particolarmente sentite dagli italiani, i quali pensando ai festeggiamenti natalizi e di fine anno hanno dichiarato di sentirsi felici (17%) e bene (13%), con soltanto piccole minoranze che esprimono sentimenti di indifferenza o tristezza (entrambi 5%). Nonostante ciò, molto prevedibilmente, l’aumento dei prezzi ha influito anche sull’entusiasmo degli italiani per i festeggiamenti natalizi: poco più della metà (51%) dichiara che l’entusiasmo sia rimasto invariato rispetto allo scorso anno, ma quasi un italiano su tre (26%) afferma che sia decisamente minore rispetto al Natale 2021.

Natale resta la festività per eccellenza contraddistinta dallo scambio dei regali e, in cima alla lista dei desideri, gli intervistati hanno piazzato i soldi e, a seguire beni materiali come abbigliamento, libri e profumi, ma anche salute e serenità.

Al contempo, non di rado accade di aver ricevuto un regalo non gradito o non necessario. In questo caso, la maggioranza degli intervistati ha deciso di tenerlo (42%), di regalarlo a qualcun altro (25%), di cambiarlo (20%) oppure di venderlo (18%) spingendo sempre di più sul fenomeno del second-hand. Soltanto il 12% dichiara di fare una donazione e il 6% di restituirlo.

Il sondaggio d’opinione Ipsos ha anche indagato le intenzioni di acquisto: al primo posto, con il 45%, si colloca la categoria relativa ad abbigliamento e accessori, acquistata principalmente in negozio (75%) rispetto all’online (52%). Seguono i buoni regalo (31%), per cui, al contrario, sono preferite le piattaforme digitali (76%) rispetto a quelle fisiche (36%).

Al terzo posto si posizionano, con la medesima percentuale pari al 30%, libri (cartacei o e-book) e articoli di bellezza che vedono, nel caso dei libri, un acquisto principalmente online (69% vs. 51% in store) e, nel caso degli articoli di bellezza, un’equiparazione tra offline e online (rispettivamente 62% e 60%).

Il 27% degli italiani ha già acquistato o prevede di acquistare, principalmente online (77%), articoli di elettronica, il 26% giocattoli e giochi (65% sia online, sia in negozio) e articoli per la casa comperati il più delle volte presso le insegne fisiche (74%).

In ultima analisi, soltanto il 16% prevede di regalare un’esperienza per Natale 2022 (eventi, viaggi, attività di vario tipo), il più delle volte acquistata online (90%).

Date le circostanze, gli italiani hanno ridotto la spesa per regali, pranzi, cene e viaggi. Il 65% degli intervistati afferma di provare stress per l’aumento dei prezzi in misura maggiore rispetto allo scorso anno e ciò gli impone di trovare degli escamotage per ridurre il più possibile l’impatto dei rincari: più della metà (53%) dichiara di cercare promozioni, prezzi, affari, coupon migliori; il 40% ha approfittato degli sconti del Black Friday oppure di altri grandi giorni promozionali; l’8% prevede di acquistare prodotti di seconda mano.

Pur distinguendo tra spese per regali, per cenoni/pranzi e per viaggi durante le festività, le aspettative sono di una sensibile riduzione di spesa rispetto allo scorso anno. Una percentuale compresa tra il 61% e il 74% prevede di spendere meno del 2021 (molto negativo il dato relativo ai viaggi: il 56% prevede di non spendere nulla o quasi nulla); una quota che oscilla dal 12% al 27% pensa di mantenersi sugli stessi livelli dello scorso anno e solo il 4-5% mette in conto un aumento della spesa, che però è dovuto quasi esclusivamente alla dinamica inflattiva: a parità di acquisti, aumentando i prezzi, aumenta la spesa.

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