Trasporti: Gruppo FS punta anche sulla logistica per la modernizzazione del Paese

- di: Redazione
 
La modernizzazione del Paese passa soprattutto per le sue infrastrutture, per fare sì che l'Italia sia pronta a raccogliere la sfida che la difficile situazione generale pone a tutti. Tra i primi a mostrare d'essere pronti ad accompagnare il Paese nel grande balzo verso il futuro è il Gruppo FS che ha tracciato, con il suo Piano Industriale 2022-2031, un percorso fatto di concretezza e, insieme, lungimiranza, nella consapevolezza che la rete infrastrutturale di oggi deve essere potenziata, nelle cose e negli uomini (come confermato dall'annuncio, dato dall'Ad Ferraris, di 40 mila nuove assunzioni). Un piano che, dovendosi articolare per un arco temporale importante, è necessariamente complesso, con degli obiettivi specifici che, tra l'altro, dovranno favorire il trasporto collettivo multimodale rispetto a quello privato, incrementando, fino a raddoppiare rispetto al 2019, quello merci su ferro.

Gruppo FS punta sulla logistica per modernizzare l'Italia

Un traguardo ambizioso, però raggiungibile passando dall'aumento della sostenibilità delle infrastrutture ferroviarie e stradali, integrandole efficacemente fra loro e rendendole più resilienti. Questo sarà possibile anche con la riduzione del gap tra Nord e Sud del Paese e con l'aumento dell'autonomia energetica del Gruppo. Nel suo essere strumento concreto, agile e con obiettivi ben definiti, il Piano Industriale 2022-2031 ha, al centro, quattro poli di business, tra i quali (con quelli legati alle infrastrutture, ai passeggeri ed al patrimonio immobiliare) spicca quello della logistica, per '' consolidare il ruolo di operatore di sistema capace di incentivare il trasporto convenzionale e intermodale sul ferro, con una gestione end-to-end di rilevanza europea anche attraverso partnership ad hoc''. Per quanto riguarda la logistica, il Piano, oltre all'obiettivo di raddoppiare il traffico merci su rotaia rispetto ai ''numeri'' del 2019, vuole migliorare i terminal esistenti e crearne di nuovi.

Ferrovie dello Stato, in particolare, punta a rende più competitivo il settore ''lavorando in un’ottica di sistema sull’intera supply chain, con importanti investimenti che prevedono anche la digitalizzazione della filiera del trasporto merci''. Grazie a questo impegno, il gruppo FS intende raggiungere gli obiettivi posti dall’Agenda Onu 2030: ''Aumentare la quota dell’attuale 11% di merci che attualmente viaggia su ferro, a fronte della maggioranza ancora su gomma, e arrivare al 30% come chiede l’Europa. Una quota che deve aumentare rapidamente e che oggi è al di sotto della media europea (19-20%), ben inferiore al dato della Svizzera e dell’Austria (intorno al 35%) e ancor più rispetto agli Stati Uniti (46%)''.

Un impegno del genere ha imposto anche una definizione di competenze e settori. Quindi, capogruppo sarà Mercitalia Logistics, mentre, complessivamente, del Polo Logistica, fanno parte sette società operative a livello nazionale e internazionale (tra cui Mercitalia Rail, la maggiore impresa ferroviaria merci in Italia e una delle principali in Europa, Tx Logistik e Mercitalia Intermodal, il più grande operatore di trasporto combinato strada/rotaia in Italia e il terzo in Europa). Porsi degli obiettivi, con la precisa volontà di raggiungerli, impone anche l'adozione di un'ottica di sistema che razionalizzi gli sforzi. Quindi, per raggiungere nel 2031 l'obiettivo di raddoppiare la quota di merci movimentata nel 2019, sono previste misure che impegneranno quasi 2,5 miliardi di euro di investimenti. Scorrendo il Piano Industriale, è impressionante il volume di ciò che si vuole realizzare.

A cominciare dai nuovi terminal ferroviari intermodali merci, tecnologicamente avanzati e - cosa l'ad Ferraris ha fatto capire di tenere molto - a basso impatto sull’ambiente. C'è poi il corposo capitolo delle nuove linee a cui il Gruppo FS sta lavorando, come il Terzo Valico dei Giovi, con la parte terminale a sud del corridoio Reno-Alpi che trasformerà il nodo di Genova nel principale hub lungo la rotta commerciale dall’Estremo Oriente all’Europa. Grazie ad esso, i tempi di trasporto via mare saranno tagliati di circa 5 giorni di navigazione rispetto ai porti del mare del nord come Rotterdam e Anversa. Il piano prevede anche il rinnovo della flotta di locomotori e carri, con la sostituzione di 3.400 mezzi e l’ingresso di oltre 3.600 mezzi di nuova generazione, a minor impatto ambientale elettrici e ibridi. Il gruppo FS è, quindi, convinto che, con la creazione di questo polo, si porranno le basi per l'evoluzione del posizionamento sulla catena logistica (''da un ruolo specializzato su selezionati segmenti a operatore di sistema''), anche attraverso partnership, maggiore sinergia commerciale e un approccio nuovo per il cliente.

Comunque, per il gruppo, al fine di elevare ulteriormente l'efficienza della catena logistica e sostenere lo spostamento modale a favore del ferro, è auspicabile una revisione della regolamentazione, partendo dalla ''razionalizzazione delle forme di sussidi, secondo una logica intermodale, che può contribuire al riequilibrio a favore della transizione green''. Insomma, raggiungere un equilibrio vero in termini di pedaggi, che nel trasporto merci su ferro incidono tra il 13% e il 23% sul totale dei costi di produzione, mentre nell’autotrasporto è meno del 7%. Tra le misure necessarie, quindi, secondo il gruppo Ferrovie dello Stato, c’è la riduzione delle differenze normative e di pedaggio tra il trasporto su gomma e quello su ferro per creare ''le condizioni e i presupposti per una competizione più equa'', con una ''evoluzione del settore che tenga conto di fattori come la sostenibilità ambientale, la sicurezza, i costi esterni del trasporto''.
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Italia Informa n° 5 - Settembre/Ottobre 2022
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