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Opposizione critica il governo per il decreto spazio: ci consegna a Musk

- di: Marta Giannoni
 
Opposizione critica il governo per il decreto spazio: ci consegna a Musk
Le minoranze denunciano rischi per la sovranità digitale italiana.

Il dibattito sul decreto legge riguardante lo spazio si intensifica, con le forze di opposizione che accusano il governo di aprire la strada a operatori stranieri, in particolare a Elon Musk, nel settore delle comunicazioni digitali italiane. La prossima settimana, il provvedimento dovrebbe concludere il suo iter in commissione per poi approdare in Aula alla Camera.
Partito Democratico (PD), Movimento 5 Stelle (M5S) e Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) hanno espresso forte dissenso dopo la bocciatura dei loro emendamenti, che miravano a proteggere l’autonomia e la sicurezza digitale del Paese. Le opposizioni sostengono che la normativa, così com’è, permetterebbe a operatori stranieri di influenzare i sistemi di comunicazione italiani.
In una nota, i parlamentari del PD hanno dichiarato: “Sulla legge in materia dello spazio, il PD ha chiesto al Governo di scrivere in maniera chiara norme che, ancor più nello scenario geopolitico che stiamo vivendo, mettano in sicurezza l’autonomia e la sovranità digitale del nostro Paese.” Hanno inoltre sottolineato l’importanza di evitare che l’Italia possa essere ricattata da fornitori stranieri di connessioni satellitari, facendo riferimento alle attuali tensioni in Ucraina come monito per inserire “paletti chiari e inequivocabili”.
Francesca Ghirra di AVS ha criticato il decreto, affermando che sembra “servire su un piatto d’argento a Musk il monopolio del nostro spazio”. Emma Pavanelli del M5S ha aggiunto:Che Meloni fosse completamente prona a Musk è noto da mesi.” Ha evidenziato come la bocciatura degli emendamenti volti a impedire l’accesso di tecnologie satellitari straniere alle risorse del PNRR dimostri la sudditanza del governo nei confronti dell’imprenditore americano.
Il ministro dell’Industria, Adolfo Urso, ha recentemente annunciato l’intenzione dell’Italia di sviluppare un proprio sistema di satelliti a bassa orbita per le comunicazioni governative, presentandolo come alternativa alle infrastrutture offerte da operatori globali come Musk. Tuttavia, non sono stati forniti dettagli sui tempi di sviluppo o sulle aziende coinvolte nel progetto. 
Nonostante le rassicurazioni del presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), Teodoro Valente, secondo cui un eventuale accordo con Starlink non comporterebbe rischi per la sicurezza, le opposizioni restano scettiche. Valente ha affermato che tale accordo “sarebbe una soluzione concreta che garantisce comunicazioni sicure, con l’uso di tecnologia proprietaria nazionale”. 
Il decreto legge nasce dalla necessità di dotare l’Italia di una normativa aggiornata nel settore spaziale, in risposta ai progressi tecnologici e all’ingresso di attori privati nelle missioni spaziali. L’obiettivo è regolamentare le attività spaziali svolte sul territorio nazionale e quelle condotte da operatori italiani all’estero, in linea con il Trattato sullo spazio extra-atmosferico del 1967.
Le opposizioni, tuttavia, insistono sulla priorità da dare alle imprese e alle strategie nazionali ed europee, evitando il coinvolgimento di soggetti privati stranieri che potrebbero compromettere la sicurezza nazionale. Il dibattito proseguirà in Aula, dove le minoranze ripresenteranno le loro proposte emendative nella speranza di ottenere maggiori garanzie per la sovranità digitale italiana.
 

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