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Golden Power riformato e incentivi 2026: svolta per l’Italia

- di: Marta Giannoni
 
Golden Power riformato e incentivi 2026: svolta per l’Italia
In un dibattito serrato sulle regole che guardano alla sicurezza nazionale e agli investimenti produttivi, il Parlamento italiano ha appena approvato in prima lettura una serie di modifiche sostanziali al cosiddetto “golden power”. Il decreto Transizione 5.0, che incorpora queste modifiche insieme al nuovo meccanismo di iperammortamento per il 2026-28, ha incassato il sì del Senato e ora si prepara alla Camera.
 
(Foto: il ministro a Economia e Finanze, Giovanni Giorgetti, con la premier Giorgia Meloni in Parlamento).

Una risposta politica e tecnica ai rilievi europei: con il nuovo testo, l’Italia inserisce esplicitamente la sicurezza economica e finanziaria nazionale tra i criteri che possono legittimare l’uso dei poteri speciali, ossia il golden power, da parte del Governo. Tale criterio si affianca ai tradizionali motivi legati all’ordine pubblico o alla sicurezza pubblica, rafforzando così il quadro giuridico nazionale per difendere interessi strategici vitali di alcuni settori. Allo stesso tempo, le modificate norme limitano l’applicazione di questi poteri quando è in corso un procedimento presso le autorità europee competenti (BCE e Antitrust) per operazioni che interessano banche e assicurazioni: in pratica il governo italiano non potrà intervenire prima che l’iter europeo sia concluso.

“I poteri speciali non potranno essere esercitati anteriori al completamento dei procedimenti pendenti dinanzi a tali Autorità”, recita il nuovo testo di modifica al golden power.

Numeri e tempi del via libera parlamentare: il Senato ha sostenuto il dl Transizione 5.0 con 88 voti favorevoli, 58 contrari e un astenuto, rinnovando la fiducia al Governo. La palla passa ora all’altra Camera, con l’approvazione attesa entro il 20 gennaio per la conversione in legge definitiva. Il provvedimento era stato approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 20 novembre proprio per superare lo stallo sugli incentivi alle imprese, dopo l’esaurimento dei fondi per i crediti d’imposta 4.0 e 5.0.

La spinosa questione europea: questa riforma normativa arriva dopo mesi di critiche da parte di Bruxelles, che riteneva l’uso del golden power sulle operazioni bancarie potenzialmente in conflitto con le regole sul mercato unico e le competenze della BCE. Il cambio di passo potrebbe addirittura portare all’archiviazione della procedura di infrazione aperta nei confronti dell’Italia per il mancato rispetto di alcune regole Ue, fatto che segnerebbe un importante gesto di fiducia reciproca tra Roma e Bruxelles.

Iperammortamento 2026-28: nuova linfa per gli investimenti: il decreto attuativo del nuovo piano, trasmesso dai ministeri competenti, dà finalmente istruzioni operative alle imprese per il nuovo meccanismo di incentivo fiscale. Dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028 è prevista una maggiorazione per l’ammortamento del costo di acquisizione dei beni strumentali materiali e immateriali funzionali alla trasformazione digitale e green delle aziende.

“Il nuovo meccanismo è un volano per sostenere gli investimenti e accompagnare la transizione digitale e ambientale delle nostre imprese”, si legge nella nota ufficiale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Origine dei beni agevolabili sotto la lente: allo stato attuale, per poter usufruire dell’iperammortamento, i beni devono essere prodotti nell’Unione Europea o in paesi aderenti allo Spazio economico europeo. Ma il Governo sta studiando una correzione per ampliare il perimetro agli Stati del G7 – inclusi Stati Uniti, Regno Unito, Giappone e Canada – su impulso di un ordine del giorno parlamentare, con l’obiettivo di rendere più facilmente accessibili le tecnologie avanzate e non penalizzare le imprese che operano in mercati globali.

Le imprese italiane e le opportunità fiscali: con la nuova misura, le imprese devono inviare una comunicazione preventiva per ogni struttura produttiva interessata, attendere l’esito e poi confermare la realizzazione degli investimenti, che devono essere completati entro il 15 novembre 2028. Il GSE è chiamato a verificare i progetti e può effettuare controlli documentali per l’accesso ai benefici.

Prospettive industriali e di politica economica: il combinato disposto di regole sul golden power e incentivi fiscali potrebbe incidere profondamente sul tessuto produttivo italiano, in particolare nei settori strategici come banche, assicurazioni, tecnologie digitali avanzate e sostenibilità energetica. La palla, nel frattempo, passa alla Camera per l’ok definitivo: tutti gli occhi sono puntati su Roma e Bruxelles, in attesa di capire se questa riforma segnerà davvero una svolta nei rapporti tra politica industriale italiana e regole comunitarie.

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