L'economia in Europa rallenta leggermente, tra crisi energetica e inflazione

- di: Redazione
 
L'economia europea, alla fine dello scorso anno e all'inizio di quello in corso, si è leggermente contratta, subendo ancora le conseguenze dello shock energetico, seguito all'abbandono del gas naturale russo, e della non ancora domata inflazione. Eurostat ha affermato che produzione economica nei 20 Paesi dell'eurozona è scesa dello 0,1% sia negli ultimi tre mesi del 2022 che nei primi tre mesi di quest'anno rispetto ai trimestri precedenti.
Una situazione (due trimestri consecutivi di declino) che potrebbe essere definita tecnicamente come di recessione.

L'economia in Europa rallenta leggermente, tra crisi energetica e inflazione

Con l'inflazione e gli alti tassi di interesse che colpiscono duramente le famiglie e le costringono a ridurre le spese, alcuni analisti affermano di aspettarsi un'ulteriore contrazione dell'economia quest'anno. Ma l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha dichiarato questa settimana che prevede una crescita modesta dello 0,9% nell'area dell'euro nel 2023.

Negli Stati Uniti, la crescita economica è rallentata fino a raggiungere uno tasso annuo dell'1,3% da gennaio a marzo, ma la spesa dei consumatori è aumentata e il mercato del lavoro è caldo. La maggior parte degli economisti non pensa che gli Stati Uniti siano destinati a una recessione in tempi brevi e, laddove si dovesse registrare, è probabile che sia più lontana delle previsioni.
La Banca centrale europea dovrebbe continuare la sua serie di aumenti dei tassi nella riunione del 15 giugno e tenere la porta aperta per ulteriori aumenti.
La presidente della BCE Christine Lagarde questa settimana ha sottolineato la necessità di ridurre l'inflazione - che è scesa al 6,1% a maggio ma è ancora il triplo dell'obiettivo della banca del 2% - perché è una tensione per la gente comune.

I suoi commenti hanno fatto seguito a dati recenti dalla Germania che mostrano che la più grande economia europea si è inaspettatamente ridotta nei primi tre mesi di quest'anno, segnando il suo secondo trimestre di contrazione. Il prodotto interno lordo dell'Irlanda è diminuito maggiormente nell'eurozona nel primo trimestre, scendendo del 4,6%, seguito dalla Lituania che ha perso il 2,1% e dai Paesi Bassi lo 0,7%.
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