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Flat tax e pace fiscale, la partita si gioca sui conti pubblici

- di: Jole Rosati
 
Flat tax e pace fiscale, la partita si gioca sui conti pubblici
Flat tax e pace fiscale: conti pubblici nel mirino | Analisi
Il governo punta a meno tasse e rottamazione delle cartelle, ma le risorse sono scarse e Bruxelles osserva da vicino: banche, famiglie e imprese al centro del dibattito.

Il progetto di Giorgetti (foto): meno tasse, più fiducia

La manovra che il governo si prepara a presentare in autunno ha due bandiere: il taglio delle aliquote Irpef per il ceto medio e la pace fiscale con la rottamazione delle cartelle. Due misure dal forte impatto politico ed economico, che insieme potrebbero valere fino a 4 miliardi di euro. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sottolinea la necessità di ridurre il prelievo senza incrinare la credibilità dei conti e la fiducia dei risparmiatori: “Abbiamo la responsabilità di custodire i risparmi degli italiani e ridurre le tasse senza compromettere la stabilità”, ha detto Giorgetti.

Il momento è favorevole ma non privo di incognite: il miglioramento del giudizio sul merito di credito e l’auspicio di tassi in discesa alleggerirebbero il costo del debito, ma la prudenza resta obbligatoria per non disperdere i benefici sui mercati.

Salvini e la sfida alle banche

Se Giorgetti veste i panni del custode dei conti, Matteo Salvini sceglie la spinta politica. Il vicepremier chiede un contributo più visibile alle grandi banche per sostenere interventi su casa e riduzione fiscale: “Se invece di guadagnare 46 miliardi ne guadagnano 42, nessuno avrà difficoltà a fare la spesa”, ha affermato Salvini. Nel suo orizzonte restano due obiettivi simbolici: flat tax estesa e cancellazione su larga scala delle cartelle. Traguardi che, tuttavia, esigono coperture solide per evitare squilibri.

Le ipotesi sul tavolo: dalle accise ai bonus

Nel cantiere del Mef si valutano opzioni diversificate per finanziare gli interventi:

  • Concordato preventivo biennale per partite Iva e professionisti, con adesione entro fine mese.
  • Accise sulle sigarette, con aumenti disegnati per essere graduali e compatibili con il gettito atteso.
  • Cedolare secca sui negozi, per sostenere la riqualificazione commerciale e alleggerire i canoni.
  • Detassazione dei premi di produttività e delle tredicesime (misura onerosa oltre il miliardo).
  • Irpef zero per i neoassunti e conferma del bonus edilizio al 50% sulle prime case.

Il quadro numerico definitivo dipenderà dai conti economici nazionali e dal successivo Documento programmatico di finanza pubblica, che offrirà l’architettura della legge di Bilancio e i margini effettivi per i nuovi interventi.

Tra Bruxelles e Confindustria: pressioni incrociate

Oltre ai mercati, l’Italia guarda a Bruxelles. L’obiettivo dichiarato è l’uscita anticipata dalla procedura per deficit eccessivo, che richiede però un sentiero credibile di rientro. Sul fronte interno, il mondo produttivo insiste su produttività, investimenti e lavoro, chiedendo che la manovra non si limiti a misure spot ma favorisca un rafforzamento strutturale della competitività.

Dal lato politico, le opposizioni invocano risorse più consistenti per famiglie e salari, temendo che la flat tax senza compensazioni adeguate possa accentuare squilibri distributivi. Il confronto parlamentare, in questa cornice, sarà decisivo.

Banche e mercati in trincea

Il pressing sulle banche è osservato con attenzione dagli investitori. Un intervento che incida sui dividendi o modifichi gli equilibri patrimoniali potrebbe innescare reazioni avverse. Le intese già raggiunte sul fronte fiscale, come quelle relative alle Dta, vengono citate come base da cui partire, ma il sistema finanziario chiede prevedibilità e regole stabili per sostenere credito e investimenti senza frizioni.

Il conto finale e le incognite

La sfida è chiara: tagliare le tasse e sanare il rapporto con i contribuenti, senza intaccare la credibilità internazionale del Paese. Le risorse sono limitate e i compromessi inevitabili. Ma se il disegno terrà insieme riduzione del prelievo, stimolo alla produttività e rispetto dei parametri europei, la manovra potrà offrire un segnale concreto al ceto medio e al sistema delle imprese. Il risultato, però, dipenderà dai dettagli: basterà poco per trasformare una buona intenzione in un equilibrio instabile.

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