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Chimica italiana al bivio: quarto anno in calo, energia decisiva

- di: Bruno Legni
 
Chimica italiana al bivio: quarto anno in calo, energia decisiva
Chimica italiana al bivio: quarto anno in calo, energia decisiva
Investimenti tiepidi, costo dell’energia ancora alto, regole opache: Federchimica avverte che senza interventi rapidi il 2025 segnerà un altro -1,5%.
 
(Foto: Francesco Buzzella, presidente Federchimica).

Un settore grande, diffuso, qualificato

Con circa 65 miliardi di fatturato nel 2024, oltre 2.800 imprese (per il 70% Pmi) e 113 mila addetti – con il 27% di laureati – la chimica è quinta industria nazionale e terzo produttore europeo. Il suo effetto moltiplicatore resta elevato: ogni 100 euro di valore aggiunto attivano oltre 200 euro lungo le filiere.

Buzzella: basta rinvii, rischio desertificazione

Il presidente di Federchimica Francesco Buzzella chiede interventi immediati su energia, investimenti e semplificazione. “Non possiamo chiedere all’industria di correre con il freno a mano tirato”, afferma, ricordando che oggi solo il 30% delle imprese pianifica investimenti significativi in Italia.

Energia, il nodo che decide le quote di mercato

L’Energy Release offre alle imprese energivore elettricità a prezzo fisso e impegni in nuove rinnovabili. Il punto decisivo sarà scala e durata pluriennale dello schema, insieme a coperture su gas e CO₂ per attenuare la volatilità.

Orsini: industria al centro, non nuove tasse

Per il presidente di Confindustria Emanuele Orsini occorre una rotta pro-investimenti e strumenti europei di finanza comune. “Servono politiche che attraggano capitali e proteggano la competitività, non nuove imposte che la deprimono”.

Transizione: ideologia o esecuzione?

Il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti invita a rimodulare tempi e oneri della transizione: “Sostenibilità e crescita non sono alternative: vanno portate avanti insieme, senza ideologie”. La sfida è evitare rilocalizzazioni che spostano le emissioni altrove e indeboliscono la base industriale.

Il collo di bottiglia: investimenti e semplificazione

Il 30% di piani d’investimento significativi è insufficiente per un comparto che traina materiali avanzati, batterie, rinnovabili e salute. Servono incentivi triennali stabili, ammortamenti mirati e permessi rapidi per impianti e revamping.

Cosa fare subito

  • Stabilizzare l’Energy Release con platea più ampia e orizzonte pluriennale.
  • Coperture su gas e CO₂ per imprese energivore, con strumenti di medio periodo.
  • Incentivi e credito d’imposta triennali per investimenti e R&S, semplici e verificabili.
  • Iter autorizzativi entro 90-120 giorni con silenzio-assenso qualificato.
  • Evitare misure fiscali che penalizzano scala e innovazione.

Perché riguarda tutti

La chimica abilita auto, packaging, edilizia, agroalimentare, salute e rinnovabili. Se il settore arretra, arretra l’intero sistema. La transizione si fa con l’industria, non contro l’industria.

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