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Bce ferma ma vigile: tassi stabili, euro sotto i riflettori

- di: Jole Rosati
 
Bce ferma ma vigile: tassi stabili, euro sotto i riflettori
Bce ferma ma vigile: tassi stabili, euro sotto i riflettori
Tra dazi, dollaro forte e crisi francese, l’Eurotower sceglie di restare in attesa – e di osservare con occhi ben aperti.

(Foto: la sede della Bce a Francoforte).

Uno “stand-by” convinto ma prudente

La Banca centrale europea dovrebbe oggi confermare il terzo mantenimento consecutivo dei tassi d’interesse al 2%, decisione attesa per dare il tempo di valutare gli effetti dell’accordo Usa-Ue sui dazi al 15%. L’orientamento è netto: prendere tempo, misurare le ricadute e preservare la flessibilità di manovra. La presidente Christine Lagarde ha più volte lasciato intendere un approccio “riunione dopo riunione”, segnalando che l’istituzione è ben posizionata per intervenire se e quando i dati lo richiederanno.

Lo scenario macroeconomico: inflazione ancorata, crescita in lieve risalita

Le proiezioni aggiornate dovrebbero fotografare un’economia che ha retto l’urto: le aspettative di inflazione restano ancorate intorno al 2%, mentre sulla crescita potrebbe materializzarsi una marginale revisione al rialzo per il 2025 rispetto alle stime precedenti. In questo quadro, la pausa non è sinonimo di immobilismo: serve a garantire margini per eventuali tagli se l’attività dovesse indebolirsi o se l’inflazione rallentasse più del previsto.

Resta però il rovescio della medaglia: due tra le principali economie, Italia e Germania, hanno archiviato il secondo trimestre in lieve contrazione (-0,1% e -0,3% rispettivamente). La dinamica dei prossimi mesi dipenderà dall’effettiva incidenza delle tariffe concordate e dal peso del cambio sull’export.

Euro-dollaro e Francia: i due lati dell’incertezza

Il cambio euro/dollaro ha superato quota 1,17 sostenuto dalle attese di taglio della Fed e dalla relativa tenuta dell’area euro. Un’eventuale corsa verso 1,20 rafforzerebbe i venti contrari per la competitività delle imprese e, al tempo stesso, smorzerebbe l’inflazione importata, complicando la lettura del quadro per la politica monetaria.

Sul fronte dei rischi sovrani, la crisi politica in Francia ha riportato i riflettori sugli spread, con il differenziale transalpino ormai allineato a quello italiano poco sopra gli 80 punti base. Non è materia da strumenti straordinari, ma impone all’Eurotower una vigilanza stretta e messaggi chiari sulla frammentazione finanziaria.

Autoreferenziale “wait and see”: tra attesa e preparazione

La strategia è trasparente: attendere per fare chiarezza sull’intreccio di variabili—dazi, cambio, ciclo—senza precludere mosse future. L’obiettivo è mantenere coerenza con il mandato di stabilità dei prezzi e con la necessità di non spegnere la ripresa sul nascere. La pausa, lungi dall’essere una resa, è una polizza assicurativa contro errori di valutazione in una fase ancora densa di incertezze.

Pazienza attiva

La Bce sceglie la pazienza attiva: tassi fermi oggi per poter intervenire meglio domani. Tra valute volatili e instabilità politica, Francoforte cammina su un crinale sottile, consapevole che la credibilità passa dalla capacità di leggere i dati e di spiegare le scelte ai mercati e ai cittadini. 

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