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Corte Costituzionale, il Parlamento elegge oggi i nuovi giudici dopo quattordici tentativi

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Corte Costituzionale, il Parlamento elegge oggi i nuovi giudici dopo quattordici tentativi

Dopo mesi di stallo e quattordici votazioni andate a vuoto, il Parlamento in seduta comune è finalmente riuscito oggi a nominare quattro nuovi giudici della Corte Costituzionale. L’elezione ha visto l’ingresso di Francesco Saverio Marini, Roberto Cassinelli, Massimo Luciani e Maria Alessandra Sandulli, riportando così l’organo al completo dopo un lungo periodo di vacanza. I nuovi giudici hanno superato la soglia dei tre quinti dei voti necessari: Luciani ha ottenuto 505 preferenze, Cassinelli 503, Sandulli 502 e Marini 500.

Corte Costituzionale, il Parlamento elegge oggi i nuovi giudici dopo quattordici tentativi

Le schede bianche sono state dieci, mentre quelle nulle quattro. Nei prossimi giorni, gli eletti presteranno giuramento al Quirinale davanti al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, assumendo ufficialmente il loro incarico.

Un lungo stallo e la necessità di un accordo
L’elezione dei giudici costituzionali prevede un meccanismo complesso: per le prime tre votazioni è richiesta una maggioranza qualificata di due terzi dei componenti, mentre dalle successive è sufficiente il consenso dei tre quinti. Questo sistema è stato pensato per garantire un’ampia convergenza tra le forze politiche, ma, data la composizione attuale del Parlamento, ha reso indispensabile un accordo tra maggioranza e opposizioni.

La serie di quattordici votazioni fallite aveva lasciato la Corte con una composizione ridotta, aggravata dalla scadenza del mandato di altri tre giudici a dicembre 2024, tra cui l’ex presidente Augusto Barbera. Il rischio di un blocco operativo ha spinto i partiti a trovare un compromesso, con un’intesa che ha portato alla ripartizione delle nomine tra le varie forze politiche.

I nuovi giudici e l’accordo politico
Francesco Saverio Marini, consigliere giuridico della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e autore della proposta di riforma costituzionale sul premierato, è stato eletto in quota Fratelli d’Italia. Massimo Luciani, professore di diritto pubblico e accademico dei Lincei, è stato proposto dal Partito Democratico e dalle altre forze di opposizione. Roberto Cassinelli, avvocato ed ex parlamentare, è stato indicato da Forza Italia. Maria Alessandra Sandulli, giurista di spicco, è stata selezionata come figura indipendente, non legata a nessun partito.

Le trattative per sbloccare la situazione si sono protratte fino a ieri sera, coinvolgendo direttamente i leader di partito e i capigruppo parlamentari. Il risultato finale rappresenta un punto di equilibrio che permette alla Corte Costituzionale di tornare a operare nella sua piena composizione.

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