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Contanti, l’Ue mette il tetto: quanto si potrà pagare e da quando

- di: Bruno Coletta
 
Contanti, l’Ue mette il tetto: quanto si potrà pagare e da quando
Contanti, l’Ue mette il tetto: quanto si potrà pagare e da quando
Dal maxi-acquisto “in banconote” alle spese quotidiane: la nuova soglia europea cambia le regole del gioco (e non cancella i limiti nazionali). 

I contanti non sono un reperto da museo: resistono nelle tasche (e nelle abitudini) di milioni di europei, tra chi li preferisce per “vedere” la spesa e chi li usa per comodità. Ma la stagione del cash senza confini sta per finire: l’Unione europea ha fissato un tetto unico ai pagamenti in contanti, con l’obiettivo dichiarato di rendere più difficile il riciclaggio e la circolazione di denaro “opaco”.

La soglia europea: quanto sarà il massimo in contanti

La regola è semplice e ha un numero che si fa ricordare: 10.000 euro. Questa è la soglia massima che potrà valere a livello Ue per i pagamenti in contanti, mentre gli Stati membri manterranno la possibilità di scegliere limiti più bassi se lo ritengono opportuno.

Tradotto: il tetto Ue fa da “soffitto comune”, ma non impedisce a un Paese di tenere un limite più severo. È un punto chiave per capire perché, per molti cittadini, la differenza non sarà immediata… ma la direzione sì.

Quando entra in vigore: la data da segnare

Non è una novità “da domani”. Il nuovo impianto antiriciclaggio europeo è già stato varato, ma la parte operativa scatterà più avanti: la data che ricorre nelle scadenze è 10 luglio 2027. È allora che il regolamento europeo diventa pienamente applicabile e, con lui, il tetto ai grandi pagamenti cash.

Non solo tetto: scatta anche il “controllo identità” su alcune operazioni

Il limite a 10.000 euro è la headline perfetta, ma sotto il cofano c’è altro. Il pacchetto Ue prevede che, per alcune operazioni in contanti, diventi più frequente l’obbligo di identificare e verificare l’identità del cliente. In particolare, l’attenzione si concentra sulle transazioni “occasionali” in contanti in una fascia tra 3.000 e 10.000 euro: una zona grigia dove, finora, prassi e controlli hanno spesso cambiato volto da Paese a Paese.

Cosa succede in Italia: oggi il limite è più basso

Qui arriva la domanda che interessa davvero al portafoglio: in Italia il tetto nazionale è 5.000 euro (in vigore dal 1° gennaio 2023). Dunque, con le regole attuali, non si può pagare in contanti oltre quella soglia: per importi superiori servono strumenti tracciabili, come carte o bonifici.

E allora l’Ue “abbassa” il limite italiano? No: semmai lo armonizza verso l’alto, ma solo come massimo europeo. Poiché l’Italia è già sotto i 10.000 euro, il tetto Ue non cambia automaticamente la soglia italiana. Per vedere un rialzo interno servirebbe una scelta nazionale.

Il dibattito politico: l’idea dei 10.000 e il passo indietro

Nelle ultime settimane del 2025, in Italia si è riacceso il confronto su un eventuale innalzamento del limite a 10.000 euro. In alcune ricostruzioni si è parlato anche di un meccanismo di “prelievo fisso” (una sorta di balzello) per le transazioni oltre i 5.000 euro. Poi, però, la proposta ha perso slancio nel percorso parlamentare.

Sullo sfondo resta la tensione tra due linee: chi sostiene che più contante significhi più consumi (e più turismo “alta spesa”) e chi teme l’effetto collaterale su evasione e riciclaggio.

Perché l’Ue lo fa: il bersaglio è il riciclaggio, non la “banconota”

La filosofia europea è chiara: il contante è legittimo, ma i grandi pagamenti cash sono considerati uno strumento ad alto rischio per riciclaggio e finanziamento del terrorismo. Da qui la scelta di fissare una soglia unica, così da evitare la “geografia delle scappatoie”, con acquisti spostati dove il limite è più permissivo.

La nuova regia: nasce l’Autorità europea antiriciclaggio

In parallelo alle nuove regole, l’Europa sta costruendo anche una cabina di regia: l’AMLA, l’Autorità Ue antiriciclaggio con sede a Francoforte, chiamata a coordinare e rendere più uniforme la vigilanza tra Paesi. L’obiettivo è far dialogare meglio i controlli e rendere più coerenti le verifiche, soprattutto nei casi transfrontalieri (banche, reti finanziarie, nuovi intermediari).

Guida pratica: cosa cambia per cittadini e imprese

  • Maxi pagamenti in contanti: sopra la soglia Ue, il pagamento cash diventa off-limits dove si applica la regola europea, e comunque resta possibile che il limite nazionale sia più basso.
  • Acquisti “a cavallo” tra Paesi: l’armonizzazione riduce l’incentivo a spostarsi in uno Stato più permissivo per pagare grandi importi in banconote.
  • Più verifiche su alcune operazioni: nella fascia 3.000–10.000 euro aumenta la probabilità di controlli e identificazione, specie per transazioni occasionali in contanti.
  • Per le imprese: più attenzione alla compliance, procedure interne più chiare e tracciabilità documentale nelle operazioni sensibili.

Le voci: tra “libertà di spesa” e timore di scorciatoie

Nel dibattito italiano, chi spinge per soglie più alte insiste sul fatto che una quota di contante “fermo” potrebbe rientrare nei consumi. Un argomento spesso legato anche al turismo e agli acquisti di fascia alta. Dall’altra parte, i critici temono che l’aumento del tetto diventi un assist al sommerso.

A sintetizzare la linea dei favorevoli, in un’intervista internazionale di dicembre 2025 il presidente della Commissione Finanze della Camera, Marco Osnato, ha sostenuto che in Italia esisterebbe “una quantità significativa di contante” che potrebbe tornare nell’economia legale con un contributo fisso: "Crediamo che in Italia ci sia da tempo una quantità significativa di contante che può essere immessa nell’economia reale e legale con un piccolo contributo".

In conclusione: il contante resta, ma con paletti più alti (e più uguali)

Nessuna “sparizione” delle banconote: l’Ue non sta abolendo il contante, sta rendendo più stretto il corridoio per i pagamenti di importo elevato. Il punto vero è la uniformità: meno differenze tra Paesi, meno possibilità di usare i confini come scorciatoia. Per l’Italia, che oggi ha un tetto più basso, il cambiamento immediato è limitato. Ma la traiettoria europea è già tracciata: dal 2027, i grandi pagamenti cash avranno un limite comune — e un faro puntato addosso.

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