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Borsa: in Europa settimana parte debole, Milano (+0,46%) tiene con le banche

- di: RCor
 
Chiudono deboli le Borse europee una seduta contraddistinta dalla volatilita', con Milano che resiste e termina a +0,46% a 31.928,32 punti. L'attenzione degli investitori rimane puntata sul dato dell'inflazione Usa di luglio, in calendario mercoledi', cartina di tornasole per provare a intuire le prossime mosse della Banca centrale americana in materia di tassi. 'La volatilita' potrebbe rimanere elevata' in vista di questo dato 'e dei rischi geopolitici, ma i fondamentali economici e reddituali restano solidi', ha commentato Mark Haefele, Chief Investment Officer di Ubs Global Wealth Management, che ha sottolineato come 'un hard landing dell'economia statunitense rimane un rischio', mentre si prevede che la Fed 'tagliera' i tassi di 100 punti base nel resto dell'anno, raddoppiando la nostra previsione, nel tentativo di proteggere il mercato del lavoro'. 'Tuttavia, i rischi di recessione ci sembrano sopravvalutati', ha concluso. Sull'azionario, a Piazza Affari spicca la performance del comparto bancario, con Mps e Banca Mediolanum che chiudono in rialzo rispettivamente del 2,2% e 1,3%. Acquisti anche su Azimut (+1,4%) dopo le parole del presidente Pietro Giuliani che ha aperto alla possibilita' di nuovi sviluppi per altri asset esteri. Seduta in altalena per Unipol, che termina in rialzo dello 0,1% dopo alcuni report positivi. In coda al listino il lusso con Moncler (-0,5%) e Brunello Cucinelli (-1%). Fuori dal listino principale, scatta Adventure (+19%), la societa' che di recente ha fatto il suo ingresso sul segmento Egm di Borsa Italiana. Sul valutario, euro poco mosso a 1,093 dollari (da 1,092 della chiusura di venerdi'), mentre si indebolisce lo yen che incrocia la moneta unica a 161,1 e il biglietto verde a 147,3. Il timore di un'escalation del conflitto in Medi Oriente unito agli scontri nella regione russa di Kursk con la minaccia per il gasdotto collocato nell'area, spingono ancora i prezzi del petrolio. Il Brent cresce dell'1,7% a 81,03 dollari al barile, mentre il Wti scambia a 78,53 dollari (+2,2%). Rallenta il gas naturale ad Amsterdam, in flessione dell'1,3% a 39,8 euro al megawattora.
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