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Bollo auto 2026: esenzioni e sconti tra reddito e green

- di: Jole Rosati
 
Bollo auto 2026: esenzioni e sconti tra reddito e green
Bollo auto 2026: esenzioni e sconti tra reddito e green

Una tassa “regionale” che diventa terreno di welfare e transizione: ecco cosa sta circolando, cosa è già scritto nero su bianco e cosa controllare prima di festeggiare.

Dal 1° gennaio 2026 il bollo auto torna al centro del dibattito con una promessa doppia: alleggerire chi è più fragile sul piano economico e premiare chi guida (o compra) veicoli più puliti. Il punto, però, è che una parte delle “novità” raccontate in queste ore viene presentata come scenario in arrivo: quindi vale la regola d’oro del bollo, che è tassa regionale e spesso cambia forma da territorio a territorio.

Qui sotto trovi una guida completa: ciò che viene indicato come misura 2026, le procedure tipiche, i paletti pratici e le norme “resistenti” come il superbollo.

Che cosa cambierebbe dal 2026

Il “fattore reddito”: soglia a 8.000 euro

Secondo quanto riportato da articoli pubblicati a metà dicembre 2025, dal 2026 si profilerebbe un’esenzione totale dal bollo per chi ha un reddito personale annuo fino a 8.000 euro. La logica è lineare: ridurre un costo fisso che, per chi vive con entrate minime, pesa più di quanto dica il suo importo nominale.

Nota importante: in questo tipo di misura l’esenzione non è quasi mai “automatica”. Nella prassi amministrativa, per ottenere un’agevolazione legata al reddito serve una verifica formale tramite documenti fiscali.

Il “fattore green”: cinque anni di respiro per elettriche e ibride

L’altra gamba del pacchetto riguarda i veicoli a basse emissioni: per elettriche e ibride si parla di cinque anni consecutivi senza bollo dalla prima immatricolazione, con riferimento a immatricolazioni dal 2022.

Qui la variabile decisiva non è il reddito: è la corretta classificazione del veicolo nelle banche dati ufficiali. Se l’auto risulta registrata come ibrida/elettrica, l’agevolazione di solito “scatta” con meno passaggi; se la registrazione è errata, la pratica può trasformarsi in un ping-pong di carte.

Come si ottiene l’esenzione

Se l’esenzione dipende dal reddito

In base alla ricostruzione più diffusa, chi rientra nella soglia dovrebbe presentare una richiesta e allegare certificazioni reddituali (per esempio CU o dichiarazione dell’anno precedente, secondo le modalità richieste dall’ente competente). In altre parole: non basta “esserci”, bisogna dimostrarlo.

Se l’esenzione dipende dal tipo di auto

Per elettriche e ibride il passaggio cruciale è che il veicolo sia identificato correttamente negli archivi. Quando serve un’istanza, la gestione è spesso regionale: può essere richiesto un modulo dedicato e la consegna agli sportelli competenti (regione, ACI/uffici collegati, canali telematici locali).

Consiglio pratico: prima di muoverti, verifica sul portale della tua Regione dove si presenta la domanda e quali allegati sono obbligatori. Sul bollo, una firma mancante vale quanto una gomma a terra: ti ferma.

Il superbollo resta: chi lo paga e come si calcola

Anche in uno scenario di “bollo più leggero”, il superbollo continua a fare il suo mestiere: colpire le auto più potenti. La regola base, confermata nelle schede informative dell’amministrazione finanziaria, è questa: 20 euro per ogni kW oltre la soglia di 185 kW.

E poi c’è l’invecchiamento, che funziona come una specie di “sconto anagrafico”: la maggiorazione si riduce al passare del tempo (con scatti dopo 5, 10 e 15 anni dall’immatricolazione, secondo le indicazioni ufficiali).

In sintesi: se hai un’auto sopra soglia, l’eventuale esenzione bollo “generale” non significa automaticamente addio superbollo. Sono due livelli diversi.

Chi deve pagare il bollo

Il bollo non è un pedaggio “per chi circola”: è un’imposta sul possesso. Quindi si paga anche se l’auto resta ferma. L’obbligo in genere ricade su chi risulta intestatario nei registri (proprietario) oppure su chi utilizza il veicolo in base a specifici contratti (ad esempio leasing o noleggio a lungo termine, secondo le regole amministrative applicate).

Scadenze: la regola del “mese dopo”, con eccezioni

La regola più comune per il rinnovo è il pagamento entro l’ultimo giorno del mese successivo alla scadenza. Per il primo bollo, diverse Regioni fissano il termine nell’ultimo giorno del mese successivo all’immatricolazione, ricordando che il mese di immatricolazione si paga comunque per intero.

Tradotto: chi scade a dicembre 2025, tipicamente ha come orizzonte fine gennaio 2026 (salvo regole locali). Ed è proprio qui che, tra calendario e annunci, si crea spesso confusione.

Le esenzioni già attive: la partita della disabilità

Prima ancora delle ipotesi 2026, esiste un blocco di agevolazioni consolidate per persone con disabilità (e in alcuni casi per familiari intestatari, quando la persona con disabilità è fiscalmente a carico).

L’Agenzia delle Entrate, nelle pagine dedicate, ricorda che l’esenzione può spettare sia se il veicolo è intestato alla persona con disabilità sia se è intestato a un familiare che la ha fiscalmente a carico. Le procedure operative (domanda, targa da indicare, documentazione sanitaria e fiscale) vengono spesso dettagliate anche dai portali regionali.

Morale: su questo terreno non si improvvisa. Se rientri nei requisiti, la strada è tracciata, ma va seguita con attenzione.

Che cosa controllare, prima di fare i conti in tasca

  • La Regione conta: importi, scadenze e canali cambiano. Verifica sempre sul sito regionale.

  • Reddito: se la misura 2026 verrà confermata, aspettati una richiesta con documenti fiscali e controlli.

  • Classificazione del veicolo: per ibride/elettriche, controlla che i dati siano corretti nei registri.

  • Superbollo: se sei sopra 185 kW, è una voce separata. Non darlo per “assorbito”.
  • Regione Lombardia (pagina esenzione disabili, consultata dicembre 2025): sintesi requisiti e istruzioni per l’esenzione.
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