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Mercati asiatici in lieve calo, occhi sui futures europei

- di: Matteo Borrelli
 
Mercati asiatici in lieve calo, occhi sui futures europei
Rallenta la corsa dopo i record in Cina e Giappone, valute deboli e attese per i futures europei.

Dopo una settimana ricca di slanci e ottimismo, i mercati asiatici hanno aperto la giornata di oggi 25 luglio con il freno a mano tirato. Alle 7:15 ora italiana l’indice Nikkei 225 ha registrato una flessione dello 0,89%, trascinato al ribasso da realizzi di profitto dopo i recenti record. In territorio negativo anche l’Australia, con l’S&P/ASX 200 giù dello 0,45%, e le principali piazze cinesi: Shanghai ha perso lo 0,28%, il Shenzhen Component lo 0,29%, il China A50 lo 0,65% e il Dow Jones Shanghai lo 0,37%. Male anche Hong Kong, dove l’Hang Seng ha lasciato sul terreno lo 0,99%.

A contrastare il segno meno ci ha pensato Taiwan, con il Taiwan Weighted in crescita dell’1,44%, seguita da Seul: il KOSPI ha guadagnato lo 0,27%. Più contenuta la discesa della Borsa di Giacarta (Indonesia), con l’IDX Composite in calo dello 0,14%. In India si è assistito a una doppia flessione: il Nifty 50 ha perso lo 0,84%, mentre il BSE Sensex ha chiuso in ribasso dello 0,67%.

Il vento cambia: la corsa si ferma (per ora)

La battuta d’arresto arriva dopo settimane di entusiasmo alimentato dai dati positivi sulle trimestrali statunitensi e da segnali distensivi sul fronte commerciale. Tuttavia, il mercato ora guarda con nervosismo alle prossime mosse delle banche centrali e all’impatto delle tensioni politiche negli Stati Uniti. “Gli investitori tirano il fiato in vista di una settimana decisiva, con occhi puntati sui dati macro USA e sulle decisioni della Federal Reserve”, ha osservato un analista da Tokyo.

Valute asiatiche in calo, dollaro in spolvero

Sul fronte valutario, il dollaro torna protagonista: in rafforzamento sullo yen e sulle principali divise asiatiche, mentre l’indice del dollaro si muove tra 97,5 e 97,9. La rupia indiana, in particolare, appare in sofferenza, penalizzata da deflussi e dalle incertezze sul fronte fiscale. È attesa in area 86,70‑86,80 contro il biglietto verde. Il rafforzamento del dollaro riflette in parte la solidità dei dati economici americani, ma anche le attese su un orientamento restrittivo della Fed, alimentato dalla visita di Donald Trump alla sede della banca centrale, interpretata da alcuni operatori come una mossa politica per condizionare la linea monetaria.

Oro stabile, il petrolio tenta un rimbalzo

Le materie prime offrono un quadro misto. L’oro, bene rifugio per eccellenza, si mantiene stabile attorno ai 3.368 dollari l’oncia, dopo aver toccato quota 3.362 il giorno prima. Gli operatori restano prudenti, in attesa di segnali più chiari sulle tensioni geopolitiche e sulle decisioni di politica monetaria. Il petrolio, dopo il calo dell’1% registrato nelle sedute precedenti, mostra segni di recupero: il WTI si muove in area 66,18 dollari al barile, spinto dalle prospettive di crescita della domanda in Asia e dalla stabilizzazione degli stoccaggi.

Sul versante del gas naturale e dei derivati energetici, l’interesse degli operatori si concentra sul mercato giapponese, dove la società di trading Gunvor ha annunciato il suo ingresso nel settore dei futures sull’elettricità. “La crescente domanda istituzionale sta trasformando il mercato giapponese dell’energia in uno snodo strategico”, ha dichiarato un osservatore di mercato.

Europa in attesa, futures positivi

L’Europa si prepara a un’apertura in lieve rialzo. I futures sull’Euro Stoxx 50 e sul DAX tedesco sono in progresso dell’1,3%, sostenuti dall’ottimismo sui conti trimestrali di grandi aziende e dalle previsioni macro in miglioramento. Anche a Wall Street l’atmosfera resta costruttiva: i futures sull’S&P 500 e sul Nasdaq viaggiano attorno a +0,2‑0,3%, spinti dai risultati di colossi come Alphabet e Microsoft. L’attenzione resta però alta sul fronte obbligazionario, dove l’andamento dei rendimenti a lungo termine potrebbe riservare sorprese.

Commenti dal mercato

“La correzione era attesa dopo il rally della scorsa settimana”, ha commentato un gestore di fondi da Hong Kong. “I mercati stanno assorbendo i dati con cautela, ma il sentiment resta positivo se non ci saranno sorprese dalle banche centrali”.

Più preoccupato un analista di Nuova Delhi, che ha segnalato come “l’indebolimento della rupia e l’instabilità politica rischiano di allontanare investitori esteri proprio mentre l’economia mostra segnali di slancio”.

Il settore energetico, infine, continua a essere uno dei più osservati: “Il fatto che Gunvor abbia deciso di entrare nei futures dell’elettricità giapponese è la prova che l’Asia sta diventando un laboratorio avanzato per le nuove strategie energetiche globali”, ha dichiarato un trader.

Cautela prima delle decisioni

La giornata asiatica si chiude dunque con un messaggio chiaro: dopo i rialzi delle scorse settimane, serve prudenza. Il mercato attende segnali forti dalle banche centrali, mentre le tensioni geopolitiche e le manovre politiche continuano a influenzare l’umore degli investitori. L’Europa sembra pronta a partire con il piede giusto, ma sarà la Fed – e forse anche la BCE – a dettare il passo nei prossimi giorni.

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