Hong Kong e Corea del Sud dettano il passo grazie al rimbalzo dei semiconduttori. Scambi sottili per le festività, ma il mercato punta dritto su chip, valute e materie prime.
Un avvio d’anno con il timbro dei chip
L’Asia inaugura il 2026 con un tono decisamente più allegro del previsto: il motore è la tecnologia, con i
produttori di semiconduttori tornati a scaldare i listini. È un rialzo “di qualità”, anche se i volumi restano
contenuti per via delle chiusure festive in alcuni mercati chiave: la sensazione, tra desk e sale operative, è che
l’ottimismo sull’intelligenza artificiale e sulla domanda di chip avanzati abbia ancora benzina.
Tutte le chiusure delle Borse asiatiche, Mumbai compresa
Ecco il quadro delle principali chiusure nell’area Asia-Pacifico, con l’evidenza sui listini che hanno guidato la giornata:
- Hong Kong (Hang Seng): in forte rialzo, trainata da tecnologia e internet.
- Corea del Sud (KOSPI): in progresso deciso, con i big dei chip in prima linea.
- Australia (S&P/ASX 200): lieve incremento, seduta ordinata.
- Singapore (Straits Times Index): moderatamente positiva, in linea con il clima regionale.
- India (Nifty 50): in rialzo, con supporto dal comparto large cap.
- India (Sensex, Mumbai): in progresso contenuto, ma sopra la parità.
- Giappone (Tokyo): chiusa per festività.
- Cina continentale (Shanghai/Shenzhen): chiuse per festività.
Il copione: Wall Street aiuta, l’IA fa il resto
Il rimbalzo asiatico si appoggia anche al finale d’anno visto negli Stati Uniti, dove i titoli growth hanno ritrovato slancio.
Il messaggio che passa è semplice: gli investimenti in IA, data center e infrastrutture digitali continuano a essere
il filo rosso dei portafogli globali.
“Il mercato sta premiando chi è esposto alla catena dell’IA: memoria, logica, infrastruttura. E in Asia questo significa soprattutto semiconduttori”,
riassume un gestore basato a Singapore, indicando che l’avvio d’anno potrebbe riportare liquidità proprio sui nomi tech
che avevano già dominato l’ultima parte del 2025.
Valute: dollaro osservato speciale, yen fragile
Sul mercato dei cambi resta centrale la dialettica tra aspettative sui tassi e differenziali di rendimento.
Il dollaro mantiene un’impostazione solida, mentre lo yen continua a mostrare fragilità in un contesto
di politiche monetarie ancora divergenti tra Stati Uniti e Giappone. L’euro si muove in modo più laterale, con il
mercato che tende a ridurre la propensione al rischio in assenza di nuovi catalizzatori macro.
Per l’India, la rupia resta sotto attenzione: in questa fase pesano soprattutto energia importata e flussi di capitale,
con il mercato pronto a reagire a qualunque segnale su crescita e inflazione.
Materie prime: petrolio, gas e oro in primo piano
Le materie prime aprono l’anno con un copione “da manuale”: energia sorvegliata speciale, metalli preziosi richiesti.
Il petrolio (Brent e WTI) si muove con tono costruttivo tra aspettative sulla domanda e attenzione all’offerta.
Il gas naturale resta un termometro fondamentale per Europa e Asia, soprattutto in inverno, mentre l’oro
continua a beneficiare del suo ruolo di bene rifugio in una fase in cui i mercati vogliono sì rischio, ma senza perdere
la rete di sicurezza.
“L’oro resta l’assicurazione di portafoglio: basta un soffio di incertezza su inflazione o geopolitica perché torni domanda”,
commenta un analista di mercato in un report mattutino.
Futures europei: che aria tira prima dell’apertura
In Europa l’avvio di seduta viene letto attraverso i futures: l’indicazione prevalente è di un’apertura
improntata alla cautela ma con bias leggermente positivo, in scia al rimbalzo asiatico. Gli operatori guardano in
particolare a Euro Stoxx 50 e DAX per misurare la tenuta del sentiment, mentre il FTSE 100
resta sensibile al tono delle commodities.
Il punto è uno: se la rotazione verso la tecnologia prosegue e i rendimenti restano “gestibili”, il ponte Asia-Europa
potrebbe reggere anche nelle prossime sedute. In caso contrario, i mercati rischiano di tornare rapidamente a una
modalità più selettiva.
La giornata in una frase
Asia brillante, chip protagonisti, energia e oro sotto i riflettori: il 2026 parte con un mercato che vuole correre,
ma con un occhio fisso su valute, tassi e futures europei.