Un Paese che butta 4,5 milioni di tonnellate di cibo all'anno e, allo stesso tempo, conta 5 milioni di persone in condizioni di grave difficoltà alimentare. È la fotografia scattata dall'Osservatorio Waste Watcher per il 2024 e che Rosario Valastro, presidente della Croce Rossa Italiana (nella foto), definisce «uno spreco incredibile che mal si coniuga ad un dato, quello sulla povertà alimentare, che vede 5 milioni di persone in condizioni di grave difficoltà nel nostro Paese».
Alimentazione sostenibile e contrasto alla povertà: l'impegno della Croce Rossa Italiana
Un quadro che, a fronte delle attuali sfide economiche e sociali, rende necessario un cambio di paradigma. Non si tratta solo di una questione di giustizia sociale, ma anche di un problema strutturale che richiede interventi mirati e politiche di lungo termine. Lo spreco alimentare non è solo uno spreco di risorse, ma anche un fallimento nella capacità di redistribuire il cibo in modo equo e sostenibile.
La sfida della sicurezza alimentare
Il tema della sicurezza alimentare resta una delle sfide più urgenti, con implicazioni non solo di carattere etico e sociale, ma anche economico e ambientale. Secondo Valastro, infatti, «solo promuovendo una cultura dell'alimentazione sostenibile saremo in grado di ridurre lo spreco, contrastare la povertà alimentare e, con essa, ogni forma di emarginazione sociale». L’accesso al cibo non può essere considerato un privilegio, ma un diritto fondamentale.
Le conseguenze della povertà alimentare non si limitano alla mancanza di un pasto: «L’insicurezza alimentare si ripercuote sulla salute delle persone, sulla loro capacità di studiare e lavorare, sulla loro dignità. Per questo è necessario garantire l’accesso al cibo, al fine di tutelare le persone in condizioni di fragilità e, contemporaneamente, promuovere azioni volte all'inclusione sociale e lavorativa».
L'azione della Croce Rossa
Di fronte a questo scenario, la Croce Rossa Italiana è impegnata su più fronti per contrastare la povertà e l'emarginazione sociale, mettendo in campo una serie di azioni concrete per offrire un sostegno immediato a chi ne ha bisogno.
Nel 2024, l’organizzazione ha intensificato gli interventi di supporto alimentare, distribuendo 58.206 pasti e bevande calde alle persone senza dimora attraverso le Unità di Strada e le mense solidali. Parallelamente, 183.555 pacchi alimentari sono stati consegnati alle famiglie in difficoltà nei Comitati territoriali e negli empori solidali. Ma non solo: oltre 50.000 persone hanno beneficiato dei servizi di informazione e orientamento degli Sportelli sociali della CRI, attraverso percorsi personalizzati di inclusione e supporto.
Si tratta di interventi essenziali, che però non possono essere lasciati al solo volontariato. «Una fotografia, quella che viene da questi numeri, che ci vede ben lontani dal raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità fissati per il 2030 dall'Agenda delle Nazioni Unite e che deve ancor più farci capire che dietro questi dati ci sono milioni di persone, di famiglie che soffrono quotidianamente», prosegue Valastro.
E proprio per questo, la Croce Rossa Italiana chiede un cambio di rotta, affinché la lotta alla povertà alimentare diventi una priorità politica ed economica. «Ciascuna di loro, senza alcuna distinzione, ha diritto ad avere accesso al cibo, ad un pasto caldo sulla tavola, a non patire la fame. Aver fame non è una colpa. Voltarsi dall'altra parte davanti ad una simile sofferenza rappresenta una grave responsabilità. Noi non lo faremo, non lasceremo mai solo chi non ha da mangiare».
Un impegno collettivo: la raccolta fondi della CRI
Contrastare la povertà alimentare significa anche mobilitare risorse e sensibilizzare l’opinione pubblica. Per questo motivo, la Croce Rossa Italiana ha attivato una campagna di raccolta fondi dedicata alla lotta contro la povertà alimentare. L’obiettivo è garantire continuità agli interventi di distribuzione di pasti e pacchi alimentari, potenziando le attività di sostegno a chi vive in condizioni di vulnerabilità.