Generalfinance punta al consolidamento del core business nel prossimo triennio e annuncia quotazione su Euronext Milan

- di: Barbara Leone
 
Crescita del Turnover e del margine di intermediazione ma soprattutto un’offerta di servizi finanziari su misura per le aziende in crisi. Sono questi i punti cardine del Piano Industriale 2022-2024 approvato dal Consiglio di amministrazione di Generalfinance, società che dal 1982 opera nel settore finanziario. In occasione del Piano industriale il Gruppo ha annunciato la propria intenzione di quotarsi su  Euronext Milan e, ricorrendone i presupposti, sul segmento Euronext  Star Milan. E’ previsto, infatti, che il flottante funzionale alla quotazione sia realizzato attraverso un collocamento privato riservato a investitori qualificati e istituzionali esteri. L’offerta ha per oggetto sia azioni di nuova emissione che azioni esistenti poste in  vendita. In relazione all’Offerta saranno contemplate, come di consueto per operazioni simili, un’opzione di over  allotment e un’opzione greenshoe.

Si prevede altresì che gli offerenti assumeranno impegni di lock-up a valere per un periodo di tempo  prestabilito successivo all’offerta, in linea con le prassi di mercato per operazioni similari. In relazione alla quotazione, la società predisporrà un documento di registrazione, una nota informativa e  una nota di sintesi che, complessivamente, costituiranno il prospetto di quotazione delle azioni; tali  documenti sono soggetti all’approvazione della Consob a seguito del relativo deposito. Per quanto riguarda i tempi, la società ritiene che, subordinatamente alle condizioni di mercato e all’ottenimento delle  approvazioni e autorizzazioni da parte di Consob e Borsa Italiana, l’offerta possa essere avviata a giugno. I proventi derivanti dall’aumento di capitale saranno utilizzati dalla società per supportare il proprio percorso  di crescita e sviluppo, da attuarsi mediante la crescita dei volumi del turnover e il rafforzamento dei propri  capital ratios, con conseguente possibile miglioramento del profilo e costo del funding della società.

Si prevede il lancio dell’Offerta nel mese di giugno 2022

Tornando al Piano industriale 2022-2024, la società guidata da Massimo Gianolli,  punta ad un ulteriore consolidamento del proprio core business. Per farlo offrirà servizi  finanziari e di gestione del credito su misura alle società in situazioni di tensione finanziaria, che hanno  difficoltà a fare ricorso al canale tradizionale del credito in quanto, sulla base dei criteri di valutazione  comunemente utilizzati da banche e intermediari finanziari, hanno un rating creditizio basso (situazione di  “default” o comunque “non investment grade”). La crescita organica del triennio prossimo farà leva sui propri punti di forza nella capacità di gestione del  credito. Ovvero: il portafoglio cedenti/debitori ceduti caratterizzato da un contenuto grado di rischio; la  diversificazione dei settori di appartenenza dei cedenti/debitori ceduti; la diversificazione geografica dei  debitori ceduti; e (d) un rapporto debitori ceduti per singolo cedente molto elevato rispetto alle medie di  mercato.  La società intende prioritariamente mantenere un ottimo profilo di rischio, sia con riferimento al costo del  rischio (pari allo 0,01% nel trimestre al 31 marzo 2022, allo 0,02% nell’esercizio al 31 dicembre 2021, allo  0,13% nell’esercizio al 31 dicembre 2020 e allo 0,08% nell’esercizio al 31 dicembre 2019) sia con riferimento  al livello di crediti non performing, registrando un NPE Ratio lordo pari allo 0,4% al 31 marzo 2022 (allo 0,2% nell’esercizio al 31 dicembre 2021, allo 0,6% nell’esercizio al 31 dicembre 2020 e all’1,2% nell’esercizio al 31  dicembre 2019).  Il contenimento del costo del rischio e la sua traiettoria discendente negli ultimi tre esercizi sono stati possibili  grazie alla capacità di valutazione della qualità dei debitori ceduti e dei cedenti, che la società ha maturato  in quasi trent’anni di attività nel settore del factoring e ai presidi posti a tutela della propria operatività. Dal punto di vista pratico, Generalfinance opera attraverso un modello di business integrato presidiando  tutte le fasi operative e le attività creditizie che vengono svolte internamente da strutture dedicate.

La  società, infatti, possiede internamente tutte le competenze idonee ad una valutazione analitica e su misura  in base alle specifiche richieste del cliente, tenuto conto del modello proprietario di valutazione dei crediti,  che integra e rielabora informazioni acquisite dai principali infoprovider esterni. In aggiunta, il processo  creditizio è rafforzato dalle polizze assicurative sul credito sottoscritte dalla società con la compagnia  assicurativa Allianz Trade del Gruppo Allianz.  La società è inoltre in grado di offrire soluzioni su misura grazie ad un efficiente e rapido processo decisionale,  basato su un sistema di scoring proprietario sia per il cedente che per il debitore ceduto, grazie alla propria  piattaforma tecnologica. Attraverso l’implementazione del Piano Industriale 2022-2024, Generalfinance intende rafforzare la propria  posizione come principale operatore italiano focalizzato nel factoring verso Imprese Distressed, in  particolare, attraverso il perseguimento dei seguenti obiettivi: innanzitutto il rafforzamento e l’espansione del business, sfruttando il posizionamento competitivo nella nicchia di  riferimento acquisita negli anni tale da garantire una crescita strutturale del turnover. Poi il potenziamento delle risorse e dei sistemi lungo la value chain, anche tenuto conto del considerevole  aumento del turnover verificatosi nell’esercizio al 31 dicembre 2021. E infine il potenziamento e diversificazione della struttura di funding per farfronte all’evoluzione dei volumi di  turnover. 

Il Piano Industriale 2022-2024 prevede una significativa crescita del Turnover e del margine di intermediazione

In conclusione, il Piano Industriale targato Generalfinance si inserisce in un contesto molto favorevole per la società; è previsto che il  mercato del factoring in Italia cresca nel 2022 con un turnover nel range di 269-275 miliardi di euro a fronte di  un turnover pari a 250 miliardi nel 2021. Inoltre, a seguito della pandemia e delle relative misure restrittive che hanno causato un netto  rallentamento dell’economia nazionale, il Governo italiano ha approvato misure di moratoria parziale o  totale dei finanziamenti oltre che strumenti di finanziamento al fine di garantire l’accesso al credito e  sostenere la liquidità delle imprese. Si prevede realisticamente che il progressivo venir meno di tali forme di sostegno, congiuntamente al contesto macroeconomico sfidante, possa causare un ulteriore aumento delle situazioni  di tensione finanziaria per molte società italiane. L’aumento di rischiosità di queste società, associato alle  normative relative ai crediti deteriorati comporteranno ragionevolmente una minore disponibilità del canale bancario tradizionale a fornire liquidità al segmento delle Imprese Distressed, con ulteriori spazi di mercato per operatori specializzati quali  Generalfinance.
Il Magazine
Italia Informa n° 5 - Settembre/Ottobre 2022
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