Gas Plus chiude il 2021 con un utile netto di 3,1 milioni di euro e ricavi in crescita del 12,3%

 
Risultati economici in crescita ed utile netto di 3,1 milioni di euro. E’ quanto emerge dai numeri del Bilancio consolidato e progetto di Bilancio dell’esercizio 2021 approvato dal Consiglio di Amministrazione di Gas Plus, società quotata alla Borsa Italiana (segmento Euronext Milan) nonché quarto produttore italiano di gas naturale. I Ricavi del 2021, infatti, hanno registrato una significativa crescita (+12,3%) per la ripresa degli scenari energetici (€ 84,8 M rispetto a € 75,5 M del 2020). Decisamente più contenuta è stata invece la crescita dei costi operativi (+2,3%), che sono passati dai € 65,4 M del 2020 ai € 66,9 M del 2021. Si registra poi una significativa crescita dell’EBITDA, che ha raggiunto i € 17,9 M rispetto ai € 10,1 M del 2020. A guidare tale crescita è stata sicuramente la forte ripresa di marginalità delle attività E&P. La B.U. E&P ha conseguito infatti un EBITDA di € 10,1 M contro € -0,6 del 2020, anno in cui aveva innanzitutto risentito del crollo degli scenari energetici a seguito del diffondersi della pandemia. La B.U. Network and Transportation ha confermato i positivi risultati del precedente esercizio con un EBITDA sul livello del 2020 (€ 7,7 M contro € 7,6 M del 2020), nonostante l’ulteriore riduzione del Vincolo Ricavi. La B.U. Retail ha invece registrato un sensibile calo della propria marginalità realizzando un EBITDA di € 2,5 M contro € 4,8 M del 2020. A valle dell’EBITDA gli ammortamenti (pari a € 16,8 M contro € 18,2 M del 2020) sono stati in calo rispetto al dato del 2020, in prevalenza in ambito E&P. A seguito dell’eccezionale ripresa dei prezzi del gas naturale nel corso del 2021 (tendenza che prosegue ancora alla data odierna, seppur con elevata volatilità) e del previsto livello degli stessi nel corso dei prossimi anni, sono emerse indicazioni per la riduzione delle perdite di valore di alcune delle attività E&P in Italia, rilevate nel precedente esercizio. Alla luce delle mutate circostanze, sono stati pertanto effettuati ripristini netti di valore per complessivi € 13,0 M. Ne è conseguito pertanto un EBIT in forte crescita che è passato da € -107,7 M del 2020 a € +14,2 M del 2021.

 “I conti di Gas Plus progressivamente migliorano - ha dichiarato l’Amministratore Delegato Davide Usberti -, così come l’avanzamento dei suoi programmi di sviluppo in Italia ed in Romania. Visto l’eccezionale contesto internazionale il mio commento tuttavia è innanzitutto rivolto agli aspetti di sicurezza energetica del Paese ed agli oneri che il nostro tessuto sociale e produttivo sta subendo. Nel nostro ruolo di quarto produttore nazionale di gas naturale, pur se con volumi contenuti, crediamo che Gas Plus abbia fatto la propria parte. Abbiamo infatti agevolato circa 20.000 famiglie e piccole attività non rinegoziando, sino a scadenza, contratti di vendita con prezzi fissi o a tetto fisso stipulati a prezzi pre-crisi, tenendoci a carico un significativo onere. Dal nostro punto di vista - conclude Usberti - crediamo che i produttori nazionali possano continuare a dare supporto al Paese, ma per far questo riteniamo che occorra anche un adeguamento normativo, in particolare del Pitesai, al mutato contesto”.

Entrando ancor oltre nel dettaglio dei numeri possiamo vedere che il Risultato Operativo (+€ 10,7 M contro € -107,5 M del 2020) ha di nuovo assunto un valore di segno positivo pur registrando un aumento inferiore rispetto all’EBIT. Inoltre ha recepito maggiori dividendi da una partecipata (€ 0,7 M del 2021 contro € 0,2 M del 2020) ma ha scontato l’accantonamento di € 4, 1 M a fronte delle previste perdite delle attività Retail, nel primo semestre dell’esercizio 2022, relativamente alla clientela con offerte economiche a prezzo fisso e a prezzo variabile con “CAP” sul costo della materia prima in scadenza nel corso del 2022, per le quali il Gruppo ha comunque valutato di portare avanti una politica di mantenimento dei clienti. Gli oneri finanziari sono stati in crescita rispetto al precedente esercizio (€ 7,3 M del 2021 contro € 5,8 M del 2020) per effetto dei maggiori oneri su derivati, conseguenti al più elevato volume di operazioni di copertura sulle commodities, e del maggior utilizzo delle linee di credito disponibili. Le imposte sul reddito hanno invece presentato un saldo negativo di € 0,3 M (saldo positivo di € 79,0 M nel 2020) su cui hanno positivamente inciso gli effetti dell’eccedenza ACE (Aiuto alla Crescita Economica) maturata nell’esercizio 2021 e nel precedente e solo parzialmente utilizzata ai fini del calcolo del reddito imponibile dell’esercizio 2021. Relativamente all’entità delle imposte del precedente esercizio si ricorda che la stessa aveva beneficiato degli effetti del riallineamento dei valori fiscali ai corrispondenti valori contabili di immobilizzazioni immateriali e materiali iscritte nei bilanci di alcune società del Gruppo (ai sensi dell’art. 110 del D.L. 104/2020) che aveva comportato lo stanziamento dell’imposta sostitutiva per € 6.0 M e il rilascio delle imposte differite per € 54,9 M. Inoltre le svalutazioni effettuate a seguito dei test di impairment avevano determinato, prima del citato riallineamento, il rilascio della relativa fiscalità differita per un valore netto di € 26,6 M. Il risultato netto consolidato è stato pertanto un utile di € 3,1 M contro una perdita di € 34,2 M del 2020. Gli investimenti del 2021 sono stati in lieve calo rispetto al 2020 (€ 18,1 M contro € 20,4 M dell’esercizio precedente) e hanno prevalentemente riguardato le attività E&P in Romania. Si è trattato ancora di interventi ben inferiori a quelli potenzialmente realizzabili dal Gruppo. Sotto il profilo finanziario, il Gruppo mantiene pertanto una struttura finanziaria solida ed equilibrata. Nonostante il significativo impatto sul patrimonio netto del fair value negativo dei derivati di copertura, il Gruppo conserva infatti una consistente patrimonializzazione con un rapporto tra indebitamento finanziario e patrimonio netto che si mantiene ancora su livelli contenuti (0,48). Il Bilancio separato della Capogruppo, infine, ha evidenziato a sua volta un utile di € 0,2 M contro una perdita pari a € 47,5 M del 2020 che in tale anno aveva riflesso gli effetti della svalutazione di partecipazioni (€ 52,3 M), principalmente relative alla B.U. E&P Italia, per recepire i risultati del test di impairment.
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Italia Informa n° 2 - Marzo/Aprile 2022
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