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Unicredit non molla l’operazione Commerzbank: strategie e prospettive

- di: Matteo Borrelli
 
Unicredit non molla l’operazione Commerzbank: strategie e prospettive
Il braccio di ferro tra Unicredit e Commerzbank continua ad attirare l’attenzione dei mercati, con nuove evoluzioni che potrebbero segnare un punto di svolta nel panorama bancario europeo. Dopo l’annuncio della quota potenziale del 28% detenuta da Unicredit — di cui il 18,5% in strumenti finanziari convertibili — si aprono scenari complessi che vedono coinvolti anche Barclays e Citigroup.
L’inizio del 2025 ha portato una ventata di dinamismo nell’azionariato della banca tedesca, con Barclays che detiene una partecipazione complessiva del 16%, di cui oltre la metà in derivati, e Citigroup che ha incrementato la propria quota al 7,54%, con il 6,2% in strumenti finanziari. Questo movimento non è passato inosservato, alimentando speculazioni sul ruolo di questi colossi finanziari come intermediari per il rafforzamento della posizione di Unicredit in Commerzbank.

Il gruppo guidato da Andrea Orcel (nella foto) sembra determinato a consolidare la propria posizione strategica. L’attenzione del mercato si concentra sul possibile via libera della Banca Centrale Europea (BCE), atteso per marzo, per un ulteriore incremento della quota di Unicredit al 29,9% del capitale di Commerzbank, soglia cruciale che obbligherebbe il gruppo italiano a lanciare un’Opa.
Secondo il magazine economico tedesco Capital, un eventuale riscatto dei derivati da parte di Unicredit, Barclays e Citigroup trasformerebbe queste quote in azioni con diritto di voto. Questo scenario potrebbe mettere sotto pressione il governo tedesco, che detiene attualmente il 12,1% del capitale di Commerzbank.
Tuttavia, fonti vicine agli istituti bancari sottolineano che le partecipazioni di Barclays e Citigroup sembrano configurarsi più come operazioni di intermediazione che come mosse strategiche dirette.

Il contesto politico ed economico

Il futuro della partita tedesca si intreccia con le imminenti elezioni regionali in Germania, previste per fine febbraio. Questi appuntamenti elettorali rappresentano un banco di prova per comprendere l’orientamento del nuovo governo federale verso un eventuale consolidamento europeo nel settore bancario. Non meno rilevante sarà l’assemblea degli azionisti di Commerzbank a maggio, che potrebbe segnare una svolta significativa nelle alleanze e negli equilibri interni.

Reazioni del mercato
Il titolo Commerzbank ha beneficiato di questa fibrillazione, con un aumento dell’11% dall’inizio dell’anno e una chiusura in rialzo del 2,57% nell’ultima seduta della settimana, toccando quota 17,57 euro per azione. Gli investitori sembrano apprezzare le prospettive di una possibile ristrutturazione, anche se rimangono interrogativi sul ruolo del governo tedesco nel proteggere gli interessi nazionali.

Banco BPM: una sfida parallela
Mentre la partita su Commerzbank si intensifica, Unicredit mantiene alta l’attenzione anche su Banco BPM. L’istituto di Piazza Meda, guidato da Giuseppe Castagna, si prepara a rispondere all’esposto presentato all’Antitrust e alla richiesta di intervento della Consob per fermare possibili offerte ostili. Martedì prossimo, il consiglio di amministrazione di Banco BPM discuterà l’aggiornamento del piano industriale, tenendo conto del contributo di Anima Holding, su cui l’istituto ha lanciato un’OPA.
Nel frattempo, Banco BPM ha registrato una vittoria significativa sul fronte legale: la Corte di Cassazione ha annullato gli avvisi fiscali del 2005 legati alla vicenda Antonveneta, restituendo alla banca 200 milioni di euro precedentemente versati a titolo provvisorio.

Il ruolo del Credit Agricole
Infine, un elemento chiave da monitorare è il ruolo del Credit Agricole, partner strategico di Unicredit attraverso i prodotti Amundi e azionista di Banco BPM. La posizione del gruppo francese potrebbe rivelarsi decisiva nell’evoluzione di entrambe le vicende.

Dichiarazioni e analisi
Andrea Orcel, amministratore delegato di Unicredit, ha ribadito in una recente intervista al Financial Times: “Il nostro obiettivo è costruire una piattaforma europea forte e sostenibile. Ogni decisione strategica sarà presa nell’ottica di creare valore a lungo termine per i nostri azionisti”.
Con le prossime settimane destinate a essere cruciali, il mercato osserva con attenzione gli sviluppi, in attesa di conferme o smentite sui futuri assetti del settore bancario europeo.

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