Sangalli (Confcommercio): "Scelte impegnative e responsabilità condivise per superare le sfide di oggi"

- di: Daniele Minuti
 
L'Ufficio Studi di Confcommercio ha presentato i risultati del report "Economia e consumi in Italia: 2022-2023" durante il Forum "I protagonisti del mercato e gli scenari per gli anni 2000", aperto a Villa Miani, a Roma. E le previsioni vedono un PIL in crescita del 2,1%, con inflazione al 6,5% e consumi in salita del 2% per l'anno in corso, con gli stessi valori a +2,4%, 2,9% e +2,7% rispettivamente per il 2023.

Confcommercio presenta lo studio  "Economia e consumi in Italia: 2022-2023"

Come spiegato nello studio, sono stime che tengono conto di una possibile distensione a breve termine degli impulsi sulle materie prime energetiche e delle tensioni in Ucraina, con un allungamento dei tempi a dopo l'estate che peggiorerebbe le previsioni, con una crescita che andrà costruita da qui a fine 2022 per non sprecare quanto di buono fatto nel 2021.

I risparmi accumulati non si sono tradotti nella crescita di consumi auspicata, che sembra rimandata verso la fine del 2023 (a seconda anche dell'evoluzione a livello geopolitico), nonostante i consumi restano una fragilità con cui si dovrà convivere ancora per lungo tempo.

Il tutto in una situazione già "lenta" per il nostro Paese, dove dal 1992 il benessere economico è salito solo dell'11,8%, contro il +36,3% della Germania e il +47,8% della Gran Bretagna, per via della debolezza strutturale dell'Italia. L'ufficio Studi propone un processo di riforma che si affianchi al sostegno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che vada a modificare il sistema rendendolo più efficiente e produttivo.

Il presidente di Confcommercio
, Carlo Sangalli (nella foto), ha commentato così nel suo intervento di apertura: "La guerra in Ucraina, oltre a rendere necessario riaffermare le ragioni della libertà, della democrazia e del diritto internazionale mette l’Europa di fronte a sfide straordinarie, che richiedono flessibilità delle politiche di bilancio e sostegno degli investimenti. Il ritorno di un tempo di guerra ha determinato un sostanziale cambiamento di scenario e di prospettive, con le previsioni del Def che appaiono ora un po’ ottimistiche su inflazione e crescita mentre il potenziale di sviluppo della spesa delle famiglie non si realizzerà pienamente ancora per diversi trimestri".

Sangalli è però convinto che le conseguenze del conflitto e del caro energia renderanno necessario un intervento superiore ai 6 miliardi contenuti nel Def, con i prezzi attuali che triplicherebbero le bollette energetiche delle imprese del terziario e porterebbero l'autotrasporto merci a pagare il 40% in più sui carburanti. Serve quindi diversificare gli approvvigionamenti, puntando sulla rigassificazione e rilanciando la produzione italiana di gas, riattivando anche le centrali a carbone.
Il tutto senza dimenticare l'importanza di una riforma sulla fiscalità energetica (sia su oneri generali che Iva e accise)

Il presidente di Confcommercio conclude parlando delle misure governative per famiglie e imprese: "È importante l’introduzione di crediti d’imposta anche per le imprese non energivore e gasivore, mentre l’intervento sulle accise andrebbe reso più incisivo e più duraturo. Lo scenario impone scelte impegnative e responsabilità condivise. Per rilanciare occupazione, redditi e consumi, è necessario mettere a terra le riforme e gli investimenti del Pnrr, agire sul cuneo fiscale e contributivo, detassare gli aumenti dei rinnovi contrattuali. E per sostenere le imprese bisogna agire sulle moratorie fiscale e creditizie, adottando nel contempo un metodo di lavoro stabile, strutturato e condiviso con le parti sociali  perché la ripresa è tutta da costruire".
Il Magazine
Italia Informa n° 2 - Marzo/Aprile 2022
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