• Tutto con Bancomat. Scambi denaro, giochi ti premi.
  • Esprinet molto più di un distributore di tecnologia

Libertà di stampa, scontro in Aula: mozioni e contromosse

- di: Bruno Legni
 
Libertà di stampa, scontro in Aula: mozioni e contromosse
Libertà di stampa, scontro in Aula: mozioni e contromosse
Oggialla Camera si apre un confronto ad alta tensione sul terreno più delicato: quello della libertà di stampa. Le opposizioni portano in Aula una mozione unitaria su querele temerarie, pluralismo e trasparenza dei media, mentre il centrodestra prepara un testo alternativo. Sullo sfondo, l’attentato contro Sigfrido Ranucci e il caso Garante privacy–Report che hanno acceso i riflettori su rischi e contraddizioni del sistema.

Cosa chiede l’opposizione

Il fronte M5S–Pd–Avs ha messo a punto una mozione che intreccia due fili: attuare la direttiva europea anti-SLAPP contro le cause bavaglio e rendere operativa l’Emfa, il regolamento europeo sulla libertà dei media, con impegni verificabili per governo e amministrazioni. Nel pacchetto rientrano la richiesta di ritiro delle querele da parte dei membri dell’esecutivo contro i giornalisti, la regolarità delle conferenze stampa della presidente del Consiglio e dei ministri, e garanzie effettive di indipendenza editoriale nel servizio pubblico.

Tra i proponenti si rivendica l’urgenza: “Vogliamo impegni precisi”, afferma l’opposizione, puntando il dito contro i ritardi nel recepimento delle nuove norme europee e chiedendo tempi e strumenti per proteggere chi indaga su potere, affari e criminalità.

La risposta della maggioranza

Il centrodestra è intenzionato a contrastare la narrazione di un Paese ostile ai cronisti. In Aula prenderanno la parola i gruppi di maggioranza per contestare i toni allarmistici e presentare un proprio testo focalizzato su sicurezza, responsabilità e tutele già esistenti. L’obiettivo politico è ribaltare l’impianto della mozione unitaria, chiarendo i confini tra critica e diffamazione e rivendicando il percorso legislativo nazionale.

Perché l’Europa pesa (davvero)

Due pilastri europei scandiscono il calendario. Primo: la direttiva anti-SLAPP, che introduce scudi procedurali contro le cause strategiche pensate per intimidire giornalisti e attivisti, e obbliga gli Stati a dotarsi di filtri rapidi per archiviare i contenziosi pretestuosi e di sanzioni per chi abusa dei tribunali. Secondo: l’European Media Freedom Act, il nuovo regolamento che punta a rafforzare pluralismo, trasparenza degli assetti proprietari, indipendenza delle redazioni e a coordinare le autorità nazionali.

La partita, quindi, non è simbolica: se il Parlamento spingerà su attuazione e vigilanza, la ricaduta pratica sarà misurabile nelle redazioni, nelle aule di giustizia e nei consigli di amministrazione dei media.

Il fattore Ranucci e l’effetto temperatura

L’attentato esplosivo contro Sigfrido Ranucci del 16 ottobre ha trasformato un dibattito spesso astratto in questione di sicurezza concreta. Nessun ferito, danni alle auto e all’abitazione, e un segnale inquietante in un Paese dove la cronaca giudiziaria e le inchieste su mafia, affari e politica restano terreno ad alto rischio. La reazione pubblica ha moltiplicato le pressioni sulla politica perché passi dalle dichiarazioni agli atti.

Il nodo RAI e la fiducia nel servizio pubblico

La sanzione da 150 mila euro legata a Report e la disputa con il Garante per la protezione dei dati personali sono diventate un caso nazionale, alimentando il sospetto di un clima avverso verso l’inchiesta televisiva. Il punto politico non è la singola trasmissione: è il perimetro di autonomia editoriale del servizio pubblico e la trasparenza dei processi regolatori quando in gioco ci sono potere, privacy e diritto di cronaca.

Numeri che bruciano

Nel World Press Freedom Index dell’ultimo anno l’Italia scivola nella fascia “problematic”, segnale che pressioni, minacce e querele temerarie non sono episodi isolati ma un ecosistema da rimettere in sesto. Per il Parlamento è un test di credibilità: attuare bene le regole europee e rafforzare gli anticorpi interni può invertire la rotta.

Cosa aspettarsi adesso

I tempi sono stretti. La discussione generale si apre, il voto sulle mozioni è atteso dopo le altre leggi già calendarizzate. Nel frattempo la maggioranza lima il proprio documento. La bussola, però, è già chiara: meno annunci, più meccanismi effettivi. Filtri anti-SLAPP che funzionano, trasparenza proprietaria e firewall tra politica e redazioni non sono slogan: sono il minimo per evitare che il prossimo caso eclatante sia solo questione di calendario.

Perché conta

Se il Parlamento trasforma l’impegno in garanzie operative e controlli indipendenti, la libertà di stampa non resterà un principio da cerimonia, ma tornerà a essere una condizione di lavoro per chi racconta potere e società. È qui che si misura la qualità democratica di un Paese.

Notizie dello stesso argomento
Trovati 33 record
Pagina
3
12/01/2026
Lega contro Meloni: torna l’idea Salvini di nuovo al Viminale
Le crepe nella maggioranza si allargano tra Ucraina, sicurezza e Mercosur. La Lega rialza ...
12/01/2026
Iran in fiamme, Khamenei sfida Trump: “Sarai rovesciato”
Proteste in Iran: HRANA conta 544 morti e oltre 10mila arresti. Khamenei attacca Trump, Wa...
11/01/2026
Bettini: “La Ue è confusa, si svegli. Von der Leyen al capolinea”
Goffredo Bettini attacca la leadership di Ursula von der Leyen e chiede una svolta europea...
11/01/2026
Trump minaccia Cuba, che replica: “Usa criminali incontrollati”
Trump minaccia Cuba: stop a petrolio e denaro dal Venezuela se l’isola non tratta con Wash...
11/01/2026
Iran-USA, minacce incrociate: Teheran alza tiro su Israele e basi Usa
Proteste in Iran, linea dura a Teheran e avvertimenti da Washington: cresce il rischio di ...
11/01/2026
Trump blinda i petrodollari venezuelani: Big Oil sotto tutela Usa
Ordine d’urgenza di Trump: i proventi del petrolio venezuelano restano sotto custodia Usa ...
Trovati 33 record
Pagina
3
  • Con Bancomat, scambi denaro, giochi e ti premi.
  • Punto di contatto tra produttori, rivenditori & fruitori di tecnologia