Quel che resta del forno: convivialità pasquale in famiglia ai tempi della pandemia

- di: Redazione
 
In tempo di pandemia, per il secondo anno consecutivo, a quanto pare dovremo fare a meno della Pasqua, del pranzo, della gita fuori porta, del primo sole, della caccia al tesoro per i bambini, seguendo la traccia degli ovetti colorati decorati, o del viaggetto che ci si concedeva per visitare la grande metropoli o per fuggire al mare e al sole caldo, per un po’, o tutto il resto di quelle piccole cose che, in armonia con la rinascita primaverile e quella religiosa della Resurrezione, semplicemente rendevano felici, noi, quelli cresciuti con la pasta fatta in casa della nonna, con i pranzi della domenica, le pastarelle dopo la messa, l’abitino o le scarpe nuove il giorno di Pasqua. Se tutto va bene potremo incontrarci solo a piccoli gruppi, non più di 4/6 ma nello stesso Comune per un pranzo.

Dice che nulla sarà più come prima, che questo cambiamento radicale sociale era necessario, che bisogna tagliare il superfluo. Pensa te che io invece, nel mio immaginario, avrei pensato almeno a un centinaio di cosette più urgenti da cambiare, prima di toglierci la tombolata a Natale o il viaggetto di Pasqua!
Ma sapete, essendo io Boomer , magari non capisco niente di default. Ad ogni modo, finito con le Pandemie, adesso Bill Gates si sta dando da fare con il sole. Dice che lo vuole oscurare, così si raffredda il pianeta e non se ne parli più. Gli va di lusso che nel periodo del politically correct sulla qualunque, non ci siano più culture religiose direttamente legate al culto del Sul Invictus che possano contestarlo dandogli del discriminatore razzista, certo è che, scherzi a parte, prima o poi bisognerà anche porsi il problema etico se sia normale che uno possa svegliarsi la mattina e decidere di finanziare l’idea di un gruppo di studiosi che sostengono una tesi qualsiasi o se la scienza debba appartenere solo a se stessa, e non diventare strumento dei potenti, sempre ammesso che ciò sia possibile e non una specie di ossimoro.

Mi spiego meglio: prendete Einstein, la famosa equazione sulla relatività, quella E=mc2: la fortuna è stata che i nazisti non abbiano voluto considerare nulla di quello che Albert stava studiando, in quanto, essendo frutto di un cervello ebraico non poteva essere attendibile, e fu così Einstein riparò in USA, insieme a molti altre belle teste, tra cui quelli del Bauhaus in blocco, (arte degenerata), che donarono agli USA oltre all’architettura che ne fu molto influenzata, anche il proseguo dello stile di sedie e mobili, che divenne il celebre Good Design americano (dando vita ad una industria di oggetti e mobili di ogni, che produsse soldi veri!). Torniamo ad Einstein: io personalmente ho forti dubbi sul fatto che quando arrivò a E=mc2 Albert Einstein avesse presagito il caos della bomba atomica su Hiroshima, certo, alla fine sempre meglio che in mano a Hitler che avrebbe vinto la guerra, ma il punto è sempre l’etica delle scoperte e dove possono condurre, chi le gestisce dopo che la scienza le abbia messe a punto, e se forse anche questi laboratori che pullulano di esperimenti su chimere virali, non andrebbero regolamentati, se non altro per garantire che a qualcuno non ne scappi qualcuna.
Io alla fine mi pongo solo una domanda, molto semplice e ovviamente molto ironica: ma se nel 2021, non siamo più liberi neanche di mettere in forno una teglia di lasagne per 10/15 persone a Pasqua, siamo sicuri che tutto questo progresso, tutta questa scienza, stia correndo nella direzione giusta?
Il Magazine
Italia Informa - N°1 Gennaio-Febbraio 2021
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