Osservatorio Assofin, CRIF e Prometeia: il credito al consumo accelera (+10,1%)

- di: Barbara Leone
 

Nonostante il graduale rientro dell’inflazione e il miglioramento del mercato del lavoro, il credito alle famiglie continua ad essere caratterizzato da un clima di incertezza e tassi d’interesse elevati, che hanno condizionato la domanda e inasprito i criteri di concessione dei prestiti degli istituti eroganti, al fine di mantenere elevata la qualità del portafoglio. La 56a edizione dell’Osservatorio sul Credito al Dettaglio realizzato da Assofin, CRIF e Prometeia mostra, tuttavia, dinamiche piuttosto differenti per il credito al consumo e per i mutui immobiliari.

Osservatorio Assofin, CRIF e Prometeia: il credito al consumo accelera (+10,1%)

I flussi di credito al consumo hanno chiuso il 2023 ancora in crescita (+4,9%) in linea con l’evoluzione dei consumi di beni durevoli - quelli che più frequentemente vengono finanziati - che hanno beneficiato del recupero dei beni destinati alla mobilità, a seguito del superamento della crisi di approvvigionamento nelle catene di fornitura. La performance del mercato nel 2023 è stata infatti trainata dai finanziamenti finalizzati all’acquisto di autoveicoli e motocicli erogati da operatori captive e multiprodotto (+14,1% rispetto al 2022). Anche gli altri finanziamenti finalizzati all’acquisto di altri beni/servizi (quali arredo, elettronica ed elettrodomestici, beni per l’efficientamento energetico dell’abitazione, ciclomotori, etc.) sono cresciuti (+5%), beneficiando del contributo delle linee di credito finalizzate “small ticket” sia a sostegno dell’eCommerce, sia per acquisti in store. Nei primi quattro mesi del 2024 si registra un’accelerazione della crescita (+10,1%) alla quale ha contribuito il recupero dei prestiti personali (+11,3%, dopo aver chiuso il 2023 a -1,6%), grazie alla ripresa della domanda delle famiglie al fine di realizzare i progetti di spesa rimandati. È proseguita la crescita dei finanziamenti finalizzati per auto/moto (+14,3%) e degli altri finanziamenti finalizzati (+1,7%) sulla scorta del buon andamento dei beni durevoli. Tornano in territorio positivo anche le rateizzazioni via carta di credito (+4,1%, dopo il -3,7% del 2023), trainate dalle operazioni di instalment, funzione che permette il finanziamento di una o più spese attraverso un importo prestabilito e un piano di rimborso predefinito. Infine, la cessione del quinto dello stipendio/pensione riduce la flessione (-1,2% nei primi quattro mesi del 2024, era -5,2% nel 2023) grazie all’evoluzione positiva delle erogazioni a pensionati. A conferma dei comportamenti cauti lato offerta e domanda, nell’ottica di definire piani di rimborso sostenibili si rileva una tendenza verso finanziamenti di importo medio più contenuto, in particolare per quelli a maggior valore: prestiti personali (12.800 euro), cessione del quinto dello stipendio/pensione (17.800 euro) e finalizzati per auto/moto erogati da operatori (13.000 euro).

L’attività di erogazione di mutui immobiliari alle famiglie consumatrici nel 2023 ha segnato una decisa contrazione dei flussi (-34,2%), che si è attenuata nei primi quattro mesi del 2024 (-7,2%).  Nel dettaglio i flussi di mutui per acquisto abitazione nel 2023 segnano una flessione (-37,8%), che si fa meno pronunciata nel primo quadrimestre del 2024 (-11,1%). Il risultato ha avuto un impatto negativo sulle compravendite residenziali (-9,6% nel 2023 e -7,2% nel primo trimestre 2024), confermando l’importanza del credito per il progetto casa delle famiglie. Analogamente ai prestiti a maggior valore del credito al consumo, anche l’importo medio erogato dei mutui d’acquisto si riduce (125.000 euro nei primi mesi del 2024, era 138.000 euro nel 2022). Dal 2023 si osserva un ritorno alle erogazioni a tasso fisso (86% nei primi mesi del 2024 dal 74% del 2023) anche per effetto della forte ripresa delle surroghe (+69% nel 2023), che prosegue nei primi quattro mesi del 2024 (+61,3%). Per tale tipologia di mutui il valore medio erogato si porta a 143.000 euro, a indicare che vengono traslati su altri operatori, che offrono condizioni migliori, contratti a tassi variabili di recente stipula.

Nella distribuzione del credito alle famiglie nel 2023 proseguono le tendenze, già in atto, di crescita dell’importanza degli intermediari del credito (agenti e broker) e dell’ulteriore incremento del ricorso ai canali online diretti, sia per i mutui immobiliari, sia per le forme tecniche di credito al consumo dei prestiti personali e dei finanziamenti finalizzati a sostegno degli acquisti nell’ambito dell’eCommerce, in un quadro che vede un ruolo meno centrale dello sportello bancario.

Un contributo positivo è venuto anche dal credito a sostegno della transizione green, sia nell’ambito dei mutui immobiliari (l’incidenza dei mutui d’acquisto di abitazioni green si porta al 12%, dall’11% del 2022), sia nel credito al consumo (la quota di finanziamenti finalizzati per mobilità sostenibile degli operatori multiprodotto è pari al 15% nel 2023, dal 13% del 2022, e quella dei finanziamenti finalizzati all’acquisto di beni per l’efficientamento energetico delle abitazioni - quali, ad esempio, impianti fotovoltaici, attrezzature per isolamento termico, pompe di calore - è pari al 22% sul valore totale dei finanziamenti in ambito casa, dal 21% del 2022).

Tra la chiusura dell’anno precedente e l’inizio del 2024, l’economia italiana ha conseguito una serie ininterrotta di rialzi in termini di Pil. In questa situazione, stressata però dalla continua riduzione del potere di spesa degli italiani, la dinamica degli indicatori relativi alla qualità del credito, che avevano presentato una stabilizzazione della rischiosità nei primi 9 mesi del 2023, inverte la tendenza, raggiungendo l’1,4% a marzo 2024. Si tratta comunque di livelli di rischiosità contenuti, che non sembrano destare allarmi e che di fatto esprimono l’andamento del credito al consumo per entrambe le forme tecniche (personale e finalizzato). Per i mutui ipotecari non si osservano scostamenti rilevanti nella qualità del credito, anche se merita una nota di attenzione l’analisi delle sofferenze, che mette in evidenza come queste si incrementino, seppure in modo non accentuato, in particolare nella prima parte del 2024. La possibilità di surroga facilitata, come da Legge di Bilancio 2023, in una situazione di tassi fissi più vantaggiosi rispetto ai tassi variabili, ha rappresentato un’opportunità importante per le famiglie per limitare il rischio e consentire la resilienza del sistema.

Il 2024 si presenta come un anno di transizione per l’economia italiana, segnato dal passaggio dalle grandi turbolenze e difficoltà dell'ultimo quinquennio verso un percorso che dovrebbe garantire maggiore stabilità, seppur non privo di ostacoli. La velocità e l'intensità del rientro dal Superbonus 110% e, contemporaneamente, l'attuazione del PNRR, rappresentano sfide significative. In prospettiva la crescita del Pil resterebbe attorno l’1% negli anni di previsione e l’inflazione si stabilizzerebbe attorno al 2%, con un grado di incertezza che resta elevato per il persistere di rischi geopolitici.

In questo quadro, il credito complessivo alle famiglie tornerà a crescere dal 2024 anche se a ritmi moderati. La ripresa del potere di acquisto e il graduale miglioramento della situazione reddituale delle famiglie favoriranno il ricorso al credito, anche se quest’anno lo spazio di ampliamento della spesa delle famiglie sarà marginale. Questo perché i comportamenti delle famiglie saranno ancora improntati alla cautela per effetto dell’erosione dell’extra-risparmio accumulato durante la pandemia causata da un biennio di forte crescita dell’inflazione. Dopo il deciso calo del 2023, torneranno a crescere i flussi di prestiti per acquisto abitazioni e anche i flussi di credito al consumo continueranno a beneficiare del recupero dei prestiti personali. Questa componente mostrerà in prospettiva un progressivo consolidamento sui flussi complessivi, via via che si ridimensionerà il forte impulso alla crescita complessiva da parte del finalizzato auto. Con una politica monetaria che torna ad essere espansiva, la crescita del credito complessivo potrà beneficiare nel biennio 2025-2026 anche della progressiva riduzione dei tassi d’interesse applicati ai finanziamenti, che tuttavia rimarranno elevati e stabilmente sopra ai valori pre-covid. Il rallentamento del ciclo economico, la politica fiscale più restrittiva del recente passato e la maggior incidenza degli oneri finanziari sui redditi delle famiglie, porteranno ad un aumento della rischiosità del credito che però non tornerà ai livelli elevati del passato. È importante infatti evidenziare che l’esposizione delle famiglie ai rialzi dell’onere del servizio del debito è contenuta; infatti, a dicembre 2023 l’ammontare complessivo di mutui in essere a tasso fisso è circa del 65% e il credito al consumo è erogato a tasso fisso per oltre il 90%. I mutui a tasso variabile sono peraltro più diffusi tra percettori di redditi più elevati, segno che anche gli istituti finanziari hanno saputo indirizzare le famiglie a minor reddito verso forme di contratto a tasso fisso e quindi verso scelte più sostenibili in base alla situazione presente alla data di contrattazione. Inoltre, le famiglie italiane continuano a caratterizzarsi rispetto alla media europea per un livello di indebitamento relativamente contenuto e in ulteriore riduzione negli anni di previsione, con una incidenza delle famiglie vulnerabili (poco sopra il 2% nel 2023) che resterà sotto controllo.

In un contesto operativo più complesso e con una crescita delle masse modesta, innovazione tecnologica e utilizzo dell’Intelligenza Artificiale restano elementi importanti per lo sviluppo del settore. La digitalizzazione dei processi e dei canali di erogazione è infatti cruciale per snellire e, soprattutto in alcuni comparti, ridurre i tempi di gestione delle pratiche, consentendo agli operatori di rimanere competitivi in un mercato in rapida evoluzione e caratterizzato dalla presenza di operatori non tradizionali. Fondamentale sarà anche il contributo della revisione della direttiva sul credito al consumo che, oltre a creare una regolamentazione comune nell’arena competitiva, mira a potenziare le misure a tutela dei consumatori. Le politiche di offerta saranno inoltre sempre più orientate alla componente green, verso cui c’è una crescente attenzione anche per rispondere alle richieste della normativa in merito alla disclosure in ambito ESG. Un elemento che in prospettiva favorirà lo sviluppo del mercato è anche è la nuova direttiva “case green” che, approvata dal Parlamento europeo lo scorso 12 marzo, pone degli obiettivi di efficientamento degli immobili per il 2035 con target intermedi da raggiungere nel 2030. Ciò darà la possibilità agli operatori di incrementare l’operatività con le famiglie, soprattutto in considerazione del fatto che oltre il 50% del parco immobiliare nazionale è stato costruito oltre 50 anni fa.

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