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Nvidia batte tutti: prima al mondo a valere 4.000 miliardi

- di: Matteo Borrelli
 
Nvidia batte tutti: prima al mondo a valere 4.000 miliardi

La corsa record del colosso dei chip travolge Microsoft e Apple. Dietro il sorpasso, il boom dell’intelligenza artificiale e l’ottimismo globale sull’IA generativa.

(Foto: a sinistra Jensen Huang, Ceo di Nvidia)

Un sorpasso storico in pieno stile Silicon Valley

Nvidia ha fatto la storia. Per la prima volta, una società specializzata in semiconduttori ha superato la soglia dei 4.000 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato, sorpassando giganti del calibro di Apple e Microsoft. Un traguardo che segna un punto di svolta nei mercati globali: l’hardware per l’intelligenza artificiale è oggi più strategico delle piattaforme software e dei dispositivi.

Una scalata cominciata da lontano

Fondata nel 1993 da Jensen Huang, Chris Malachowsky e Curtis Priem, Nvidia nasceva come azienda focalizzata sulle GPU per il gaming. Ma negli ultimi tre anni, complice la rivoluzione IA, ha cambiato pelle: da produttore di chip per videogiochi a motore propulsivo del cambiamento tecnologico del secolo. L’ascesa si è fatta vertiginosa dopo il lancio di ChatGPT nel 2022: in poco più di due anni, la società ha moltiplicato il suo valore di mercato di oltre cinque volte. A inizio 2022 valeva circa 750 miliardi. A giugno 2025 ha infranto il muro dei 3.000 miliardi. E ora, un mese dopo, ha polverizzato anche il record dei 4.000.

Microsoft e Apple sorpassate: la rivoluzione ha un cuore hardware

Apple, che fu la prima a raggiungere i 3.000 miliardi nel gennaio 2022, oggi si attesta sui 3.100 miliardi. Microsoft resiste a 3.700 miliardi. Ma entrambi i colossi si trovano ora alle spalle di Nvidia, che ha beneficiato di una spinta poderosa nelle ultime settimane: da maggio, il suo titolo è salito di oltre il 40%, complice il boom di nuovi accordi legati all’infrastruttura IA firmati durante la missione in Medio Oriente del presidente americano.

Dietro il boom, 350 miliardi di dollari di investimenti IA

Il sorpasso è solo la punta dell’iceberg. Nel 2025 le big tech globali – da Amazon a Meta, passando per Google e Microsoft – investiranno complessivamente 350 miliardi di dollari in tecnologie IA, con una crescita del 41% rispetto all’anno scorso. OpenAI e Anthropic continuano a registrare risultati strabilianti e stanno letteralmente drenando domanda di calcolo, acceleratori e soluzioni di inferenza, tutte forniture che passano per i chip di Nvidia.

“L’IA è la nuova elettricità”: parla Jensen Huang

“Il mondo sta capendo che l’intelligenza artificiale è un’infrastruttura essenziale, come l’elettricità e internet. E Nvidia è al centro di questa trasformazione”, ha dichiarato Jensen Huang in una conference call con gli analisti. Non è solo marketing: i numeri parlano chiaro. Le stime aggiornate indicano ricavi in crescita del 55% su base annua, fino a toccare i 200 miliardi di dollari nel 2025. L’utile netto previsto? 105 miliardi, una cifra mai registrata prima da un’azienda di semiconduttori.

L’effetto DeepSeek è durato poco

E pensare che solo a gennaio il titolo aveva subito un contraccolpo pesante per il lancio di DeepSeek, la piattaforma di IA cinese sponsorizzata dal governo di Pechino e da Huawei. Le tensioni geopolitiche, alimentate dai dazi imposti dall’amministrazione Trump anche sui chip AI di ultima generazione, avevano fatto temere un rallentamento degli ordini. Ma la tempesta è durata poco. La fiducia degli investitori è tornata a ruggire già da metà marzo, quando Google e Meta hanno annunciato nuove partnership da miliardi di dollari per i data center AI di nuova generazione.

Intelligenza artificiale: la corsa non è finita

Per gli analisti, la parabola di Nvidia è tutt’altro che conclusa. “Nvidia è diventata il nuovo standard della modernizzazione digitale: ogni governo e impresa con ambizioni IA guarda prima a loro”, ha commentato Dan Ives. Il punto di forza è la posizione dominante nel mercato dei chip specializzati: le GPU della serie H100 e le nuove Blackwell B200 sono considerate imprescindibili per addestrare e far funzionare i modelli di intelligenza artificiale più avanzati.

Non solo chip: la strategia dell’integrazione totale

Ma c’è di più. Huang ha progressivamente spostato Nvidia da semplice fornitore di hardware a piattaforma completa per l’IA. L’ecosistema CUDA, i supercomputer DGX, le soluzioni software per la simulazione e la robotica (tra cui Isaac e Omniverse) costituiscono una barriera all’ingresso per i concorrenti. Ed è qui che si gioca la partita del futuro. Nvidia sta creando un monopolio di fatto, non solo sulle componenti fisiche, ma sull’intera catena del valore dell’intelligenza artificiale.

Un gigante che fa tremare anche i governi

Non a caso, la Commissione Europea ha avviato un’indagine sul potenziale abuso di posizione dominante da parte di Nvidia nei mercati IA e data center. Anche la FTC statunitense starebbe valutando una stretta regolatoria. Ma finora, nulla sembra fermare il colosso di Santa Clara. Anzi: l’effetto regolazione non ha fatto altro che accendere i riflettori su una leadership che si allarga ogni mese.

È l’era Nvidia

L’onda lunga dell’intelligenza artificiale sta ridisegnando le gerarchie economiche mondiali. E al centro c’è Nvidia. Non è solo una corsa in Borsa: è il segnale che il potere si sta spostando dagli store digitali ai superchip, dai social network agli algoritmi neurali. In questa nuova mappa del capitalismo ipertecnologico, chi controlla l’intelligenza – e le sue macchine – controlla tutto.

E oggi, quel qualcuno ha un nome preciso: Nvidia.

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