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Mps-Mediobanca, Giorgetti: “Scelta lineare, il Mef ha agito nel rispetto delle regole”

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Mps-Mediobanca, Giorgetti: “Scelta lineare, il Mef ha agito nel rispetto delle regole”

Il via libera della Banca centrale europea all’ingresso di Mps nel capitale di controllo di Mediobanca è arrivato nei tempi previsti. Nessuna sorpresa, nessun rilievo critico. Si tratta di un passaggio tecnico, atteso da settimane, che formalizza quanto già delineato nei percorsi di rafforzamento patrimoniale e razionalizzazione della presenza pubblica nel sistema bancario italiano.

Mps-Mediobanca, Giorgetti: “Scelta lineare, il Mef ha agito nel rispetto delle regole”

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con la cessione del 15% delle proprie quote in Monte dei Paschi di Siena, ha agito secondo una linea coerente, trasparente e sostenibile. È questa la posizione che il ministro Giorgetti ha inteso rimarcare in modo netto: “Assoluta correttezza e pieno rispetto delle regole di mercato”.

Un percorso ordinato di uscita dallo Stato-azionista
La presenza dello Stato in Mps, frutto di una stagione straordinaria di crisi bancaria, viene gestita secondo un programma definito. L’obiettivo rimane quello di una progressiva uscita dal capitale dell’istituto senese, ma senza traumi o accelerazioni artificiali. La partecipazione a Mediobanca rappresenta un tassello di questa strategia. “È un’operazione di sistema – spiegano fonti ministeriali – che risponde alla necessità di garantire stabilità, razionalità e prospettiva nel settore bancario”. Il Tesoro, secondo quanto riferito da Giorgetti, non è intervenuto per indirizzare, ma ha agito da azionista responsabile, rispettando la piena autonomia delle scelte industriali dell’istituto.

Reazioni positive ma misurate dai mercati
I mercati hanno accolto la notizia con segnali positivi, ma senza euforia. Il titolo Mps ha guadagnato terreno, mentre Mediobanca ha registrato un rafforzamento marginale. Gli analisti parlano di un’operazione “coerente con le logiche di consolidamento” e ben percepita anche in chiave prudenziale. La Banca d’Italia ha mantenuto una posizione di vigilanza senza rilievi. Anche a livello europeo, la BCE ha valutato la solidità patrimoniale dell’operazione, ritenendola conforme agli standard di stabilità e governance.

Un settore che guarda alla solidità, non alla propaganda
Il sistema bancario italiano sta attraversando una fase di consolidamento ordinato. Dopo le turbolenze degli anni passati, il quadro generale è tornato sotto controllo. Giorgetti lo ha ribadito: “Lo Stato non deve fare politica con le banche, ma semmai creare le condizioni perché le banche possano fare bene il loro mestiere”. L’intervento su Mediobanca non è il preludio a un nuovo attivismo statale, ma un passaggio tattico in un percorso di riequilibrio. Nessun intento dirigista, nessuna logica di accentramento. Solo la volontà di evitare che il mercato bancario italiano diventi terreno di operazioni esterne non coordinate.

La visione di medio periodo resta invariata
Il governo resta fermo nella sua strategia: non tenere Mps sotto controllo pubblico più del necessario, ma allo stesso tempo evitare svendite o destabilizzazioni. L’ingresso in Mediobanca non è un fine, ma un mezzo. Permette di posizionare Mps in modo più solido e favorisce un dialogo più forte tra istituti strategici. In prospettiva, potrà servire anche per attrarre investitori privati su basi più affidabili. “Il nostro compito – ha sintetizzato Giorgetti – non è governare le banche, ma assicurare che le condizioni per farlo al meglio ci siano tutte. E ci sono”.

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