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Kosovo, esplode la protesta per il caro elettricità

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Kosovo, esplode la protesta per il caro elettricità
In Kosovo monta la rabbia per l’aumento delle tariffe elettriche annunciato dall’Ufficio di regolamentazione dell’energia (Ero), che entrerà in vigore a partire dai primi giorni di giugno. La decisione ha scatenato un’ondata di proteste in tutto il Paese, con manifestazioni di cittadini, aziende e partiti di opposizione, culminate questa mattina in blocchi stradali nei principali accessi alla capitale Pristina. Il clima è teso e l’indignazione trasversale, tanto che anche la presidenza ha preso posizione, definendo la misura “dannosa per la popolazione e per l’economia nazionale”.

Kosovo, esplode la protesta per il caro elettricità

Non si tratta solo di malcontento politico. L’impatto dell’aumento delle bollette rischia di abbattersi in maniera diretta su famiglie e imprese, già provate da un contesto economico fragile. Centinaia di cittadini sono scesi in strada, affiancati da imprenditori e rappresentanti delle principali associazioni economiche, per denunciare quello che viene vissuto come un colpo al potere d’acquisto e alla capacità produttiva locale. Il dissenso non si limita a una mera opposizione ai rincari: nelle dichiarazioni rilasciate ai media locali si legge un appello a una revisione strutturale del sistema energetico, giudicato inefficiente e privo di visione strategica.

L’opposizione si muove sul fronte legale

I partiti di opposizione hanno annunciato l’intenzione di ricorrere legalmente contro l’aumento delle tariffe, preparandosi a una battaglia istituzionale e giuridica per bloccare il provvedimento. Le forze politiche contrarie alla manovra accusano il governo e l’Ero di aver adottato la decisione senza un adeguato confronto con le parti sociali e senza considerare le conseguenze sulle fasce più vulnerabili della popolazione. La polemica entra così anche nei palazzi della politica, aprendo un nuovo fronte di tensione tra l’esecutivo e i suoi oppositori.

Governo ed Ero: “Aumenti necessari, nessun rinvio”

Dal canto loro, sia il governo che l’Autorità per l’energia respingono le accuse e si mostrano determinati a procedere secondo i piani. Secondo le dichiarazioni ufficiali, l’incremento delle tariffe è reso necessario dall’aumento dei costi di approvvigionamento e dalla necessità di garantire la sostenibilità del sistema energetico kosovaro. Nonostante le proteste e le richieste di rinvio avanzate in queste ore, le autorità non hanno mostrato aperture né intenzione di rivedere il calendario degli aumenti.

Un segnale d’allarme per la stabilità economica

La vicenda evidenzia una frattura crescente tra le istituzioni e la società civile. In un Paese ancora attraversato da dinamiche di sviluppo disomogenee, dove la povertà energetica colpisce ampie fasce della popolazione, la questione del costo dell’elettricità diventa simbolo di una più ampia insoddisfazione. Il rischio è che il disagio si trasformi in instabilità, soprattutto in assenza di strumenti di tutela per i soggetti più colpiti dal rincaro. Per ora, la tensione resta alta e Pristina si prepara a nuove giornate di mobilitazione.
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