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Ucraina, Mosca e Washington si parlano a Riad: trattativa complicata, Kiev resta fuori

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Ucraina, Mosca e Washington si parlano a Riad: trattativa complicata, Kiev resta fuori

A Riad si parla di pace, ma il cammino è in salita. Russia e Stati Uniti si sono seduti allo stesso tavolo per discutere dell’Ucraina, con l’Arabia Saudita nel ruolo di mediatore. Un segnale di disgelo tra le due superpotenze? Forse. Ma senza Kiev e l’Unione Europea al tavolo, il negoziato rischia di essere solo un esercizio diplomatico senza effetti concreti sul conflitto.

Ucraina, Mosca e Washington si parlano a Riad: trattativa complicata, Kiev resta fuori

La scelta dell’Arabia Saudita non è casuale. Il principe ereditario Mohammed bin Salman ha costruito negli anni un profilo da leader globale, capace di dialogare sia con Mosca che con Washington. Dopo aver mediato tra Israele e Hamas, ora tenta di entrare nella partita più grande: il futuro dell’Ucraina. E per farlo, offre una cornice di lusso e neutralità, lontana dalle pressioni europee e dalle tensioni del G7.

Chi c’è al tavolo?
Per gli Stati Uniti, il segretario di Stato Marco Rubio, il consigliere per la sicurezza nazionale Mike Waltz e l’inviato per il Medio Oriente Steve Witkoff. L’obiettivo? Esplorare margini di compromesso senza dare segnali di debolezza.Per la Russia, il ministro degli Esteri Sergej Lavrov e il consigliere per la sicurezza nazionale Yuri Ushakov. Mosca arriva con una posizione chiara: si può parlare di pace, ma Kiev deve rinunciare all’adesione alla NATO.,Per l’Arabia Saudita, il ministro degli Esteri Faisal bin Farhan al-Saud e il consigliere per la sicurezza Mosaad bin Mohammad al-Aiban, che cercano di tenere insieme i pezzi di un negoziato fragile.

I punti in discussione

Il Cremlino fissa i suoi paletti
Mosca fa sapere di essere pronta a negoziare, ma a una condizione: l’Ucraina non entrerà mai nella NATO. Un’apertura? Solo a metà. Perché se da un lato Putin non si opporrebbe a un’adesione di Kiev all’Unione Europea, dall’altro il Cremlino vuole garanzie sulle sue sfere di influenza.

Washington cerca un equilibrio
Gli Stati Uniti sono disposti ad ascoltare, ma senza concedere troppo. L’obiettivo dell’amministrazione Trump è contenere il conflitto, mantenendo la pressione su Mosca ma senza arrivare a uno scontro diretto. Un gioco di equilibri, complicato dall’assenza di Kiev e dall’incognita di un’Europa che osserva senza sedere al tavolo.

L’assenza di Kiev e il malumore europeo
Il governo ucraino non ci sta: discutere del destino del Paese senza il suo coinvolgimento è inaccettabile. Stessa posizione da parte dell’Unione Europea, che teme di essere messa in un angolo da una trattativa dominata dalle superpotenze.

Quale futuro per i negoziati?
Riad è solo l’inizio di un confronto che potrebbe durare mesi. Il rischio? Che resti una vetrina diplomatica senza impatti reali sul campo di battaglia. Ma la diplomazia si nutre di spiragli, e se le porte del dialogo restano aperte, qualche passo avanti si potrebbe anche fare. Resta da vedere chi sarà disposto a fare il primo.

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